La telemedicina è ormai parte strutturale dell'organizzazione dell'assistenza territoriale, ma per l'infermiere la domanda centrale non è tecnologica: è capire che cosa accade alla relazione terapeutica quando la presenza fisica viene sostituita, o integrata, da uno schermo, da un dispositivo che trasmette parametri, da una telefonata programmata.
Questo articolo ricostruisce il quadro di riferimento italiano, sintetizza le evidenze più recenti sull'esperienza di pazienti e infermieri e propone alcune indicazioni operative per mantenere la qualità della relazione nelle cure a distanza.
Una premessa sulle evidenze
La letteratura sulla relazione infermiere-paziente nel monitoraggio remoto è in larga parte qualitativa e molto eterogenea per contesto, patologia e tecnologia: offre indicazioni utili ma non risposte definitive.
Nell'articolo le evidenze sono attribuite alle singole fonti; le riflessioni interpretative e le proposte operative sono indicate come tali.
Perché il tema è attuale
L'invecchiamento della popolazione, la crescita delle patologie croniche e la carenza di personale infermieristico sono i fattori ricorrenti indicati per spiegare lo sviluppo del telenursing, cioè l'uso delle tecnologie di telecomunicazione per erogare assistenza infermieristica a distanza1. Le Linee di indirizzo nazionali sulla telemedicina, oggetto di Intesa in Conferenza Stato-Regioni il 20 febbraio 2014, collocavano già allora il telemonitoraggio tra gli ambiti prioritari per migliorare la qualità di vita dei pazienti cronici attraverso soluzioni di auto-gestione e monitoraggio remoto2.
La pandemia da COVID-19 ha accelerato il ricorso a questi strumenti; secondo la rivista della FNOPI, tuttavia, l'accelerazione, sommata alle risorse della Missione 6 del PNRR, non si è ancora tradotta in una diffusione capillare sul territorio, pur con esempi virtuosi come l'ambulatorio virtuale di reumatologia dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Pisa, che ha una referente infermieristica dedicata3.
Parlare la stessa lingua: le definizioni
Uno dei problemi storici della telemedicina italiana è stato la disomogeneità terminologica. AGENAS ha pubblicato un Glossario nazionale di telemedicina e, a gennaio 2026, il modello orientativo di erogazione della teleassistenza, che si affianca a quelli già disponibili per teleconsulto, televisita, telemonitoraggio e telecontrollo e ne descrive il flusso operativo in integrazione con la Piattaforma Nazionale di Telemedicina, le infrastrutture regionali e il Fascicolo Sanitario Elettronico16.
Sulla base di una sintesi divulgativa del glossario, le distinzioni principali per l'infermiere sono le seguenti4; per le definizioni ufficiali è opportuno consultare direttamente il documento AGENAS.
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Servizio |
Caratteristiche essenziali |
Rilievo per l'infermiere |
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Telemonitoraggio tipo I |
Monitoraggio periodico di pazienti stabili o in follow-up; dati valutati a intervalli, senza necessariamente un allarme automatico immediato |
Revisione programmata dei dati, contatto proattivo, educazione |
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Telemonitoraggio tipo II |
Monitoraggio continuo o ad alta frequenza con soglie di allarme automatiche; per pazienti instabili o con dispositivi impiantabili |
Gestione degli alert, criteri di escalation, tempi di risposta |
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Telecontrollo |
Controllo programmato di patologie a lenta evoluzione, senza allarmi d'urgenza; assimilabile alle visite di controllo |
Colloquio periodico, verifica dell'aderenza e dell'autocura |
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Teleassistenza |
Servizio descritto dal modello orientativo AGENAS del gennaio 2026, integrato con Piattaforma Nazionale, infrastrutture regionali e Fascicolo Sanitario Elettronico |
Coinvolge direttamente le professioni sanitarie, infermieri inclusi |
Il quadro italiano: dalla norma alla messa a terra
AGENAS è soggetto attuatore per conto del Ministero della Salute del sub-investimento PNRR M6C1 1.2.3 dedicato alla telemedicina; la Piattaforma Nazionale di Telemedicina è stata collaudata e avviata a novembre 20235 e presentata ufficialmente il 4 febbraio 2025, con la fase di popolamento dati da parte delle Regioni6. Al lancio AGENAS ha indicato l'obiettivo di assistere almeno 300.000 pazienti entro dicembre 2025 e circa 790.000 nel 20267.
Sul fronte dei dispositivi, un resoconto del convegno AIIC 2026 riferisce lo stato di avanzamento della gara nazionale per l'acquisto di dispositivi di telemonitoraggio di livello base, avviata in attuazione del decreto del 19 febbraio 2025, in una fase descritta come di passaggio dall'infrastrutturazione normativa alla messa a terra dei progetti clinici8. Per gli infermieri è ragionevole attendersi, nei prossimi anni, un passaggio dalla sperimentazione a un'attività più ordinaria, con la necessità di competenze specifiche (valutazione dell'autrice, non un dato delle fonti).
Che cosa cambia nella relazione terapeutica
Le evidenze recenti convergono su un punto: la tecnologia non sostituisce la relazione, ma ne modifica le condizioni. Vediamo le principali dimensioni.
Complemento, non sostituzione
Una scoping review pubblicata nel 2025 sulle esperienze dei pazienti monitorati a distanza rispetto alla relazione interpersonale con l'infermiere parte da una premessa condivisa in letteratura: il monitoraggio remoto va considerato un complemento delle visite in presenza, non un loro sostituto, e può rafforzare la relazione terapeutica9.
Nello stesso senso, uno studio qualitativo del 2025 su pazienti con patologie croniche descrive la tecnologia come una piattaforma che sostiene l'interazione con i clinici anziché sostituirla, e collega il monitoraggio allo sviluppo di un'alfabetizzazione sanitaria "situata", costruita a partire dai dati personali rilevati in tempo reale10.
La perdita dei segnali non verbali e il rischio di spersonalizzazione
Una revisione sistematica sull'impatto della sanità digitale nel rapporto fra paziente e clinico in ambito respiratorio ricorda che i legami psicologici ed emotivi si rafforzano nelle interazioni in presenza, dove i segnali non verbali hanno un ruolo cruciale, e conclude che modalità in presenza e a distanza, combinate, favoriscono al meglio la fiducia; formule ibride, con flessibilità nella scelta della modalità, aiuterebbero a prevenire la spersonalizzazione11.
Si tratta di evidenze relative a un ambito specifico, da trasferire ad altri contesti con cautela.
Il punto di vista degli infermieri
Un'analisi qualitativa del 2025 sull'esperienza degli infermieri nel telecare riporta preoccupazioni per la relazione con il paziente, ma anche un'opportunità di crescita professionale: gli infermieri intervistati descrivono maggiore autonomia e potere decisionale nella gestione a distanza e immaginano un ruolo specialistico di infermiere di telemedicina12. Un altro studio sull'esperienza vissuta degli infermieri nel monitoraggio remoto per le malattie croniche segnala benefici in termini di coinvolgimento del paziente, comodità e accesso, e difficoltà legate a usabilità della tecnologia, integrazione nel flusso di lavoro e mantenimento della relazione terapeutica13. Quest'ultima fonte è una registrazione su repository aperto: va considerata come letteratura non sottoposta a revisione paritaria.
Spunto di lettura: Peplau nella relazione a distanza
Riprendendo le quattro fasi di Hildegard Peplau (orientamento, identificazione, utilizzazione, risoluzione), è interessante chiedersi come cambino nel telemonitoraggio: l'orientamento passa spesso da una prima seduta di addestramento all'uso del dispositivo; l'identificazione richiede continuità dello stesso referente infermieristico; l'utilizzazione dipende dalla capacità del paziente di usare i dati per la propria autocura; la risoluzione coincide con la dimissione dal programma.
Si tratta di una lettura interpretativa proposta in questo articolo, non di un risultato di studio.
E l'efficacia clinica?
La qualità della relazione non è separabile dagli esiti. Nel diabete di tipo 2, una meta-analisi di revisioni sistematiche di studi randomizzati (4 revisioni, 29 studi) ha trovato che gli interventi di telehealth con monitoraggio remoto producono un miglioramento piccolo ma significativo dell'HbA1c rispetto alla cura usuale (differenza media -0,55; IC 95% da -0,73 a -0,36)14.
Una revisione sistematica sugli interventi di telehealth a guida infermieristica per ridurre la pressione arteriosa descrive inoltre questi modelli come basati su valutazione, educazione e counseling con approccio centrato su paziente e famiglia15. Le dimensioni dell'effetto variano molto per patologia e programma: le evidenze non consentono di generalizzare.
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Fonte |
Ambito |
Messaggio principale |
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Scoping review 2025 |
Esperienza dei pazienti monitorati |
Il monitoraggio è un complemento della visita, può rafforzare la relazione |
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Studio qualitativo 2025 |
Malattie croniche, RPM a guida infermieristica |
La tecnologia sostiene l'interazione; alfabetizzazione sanitaria situata |
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Revisione sistematica |
Patologie respiratorie |
Modelli ibridi per limitare la spersonalizzazione |
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Analisi qualitativa 2025 |
Infermieri nel telecare |
Timori sulla relazione, ma più autonomia e nuovo ruolo |
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Meta-analisi 2018 |
Diabete di tipo 2 |
Miglioramento piccolo ma significativo dell'HbA1c |
Indicazioni operative per la relazione a distanza
Le indicazioni seguenti sono una sintesi di buona pratica ricavata dalle evidenze discusse sopra e dal ragionamento professionale; non derivano da un unico protocollo validato e vanno adattate alle procedure aziendali.
Checklist per il contatto infermieristico a distanza
- Prima del contatto: verifica dell'identità, del consenso e della privacy dell'ambiente; controllo che la connessione e il dispositivo funzionino; lettura preventiva dei dati trasmessi.
- Apertura: presentazione con nome e ruolo, spiegazione dello scopo e della durata del contatto, esplicitazione di ciò che l'infermiere può e non può vedere da remoto.
- Compensare l'assenza di segnali non verbali: nominare ad alta voce ciò che si osserva o si percepisce, lasciare pause, chiedere conferma della comprensione con domande aperte.
- Usare i dati come spunto di dialogo e non come sostituto della conversazione: partire dal vissuto del paziente e poi confrontarlo con i valori.
- Chiusura: riepilogo dei punti concordati, chiarimento dei criteri per contattare il servizio, indicazione dei canali per l'urgenza e del prossimo contatto.
- Continuità: quando possibile, mantenere lo stesso infermiere di riferimento e prevedere momenti in presenza (modello ibrido).
Criticità e temi aperti
- Disuguaglianze di accesso: la competenza digitale del paziente e del caregiver, la disponibilità di connessione e di dispositivi condizionano l'equità del servizio.
- Carico di lavoro e integrazione nel flusso operativo: la gestione degli alert e dei contatti programmati richiede tempo dedicato e ruoli chiari, come emerge tra le difficoltà riferite dagli infermieri13.
- Tutela dei dati e responsabilità professionale: consenso, riservatezza e definizione di chi risponde di cosa nella catena servizio-piattaforma-territorio.
- Rischio di sorveglianza percepita: il dato continuo può vivere come controllo se non è accompagnato da una relazione di fiducia e da obiettivi condivisi con il paziente.
- Distanza fra norma e pratica: la diffusione capillare dei servizi resta da realizzare, come rilevato dalla stampa professionale3.
Conclusioni
Le evidenze disponibili suggeriscono che la relazione terapeutica a distanza non è una relazione di serie B, ma una relazione diversa, che richiede competenze comunicative esplicite, continuità del referente e, dove possibile, un'integrazione con contatti in presenza.
Per l'infermiere la telemedicina è insieme un rischio di spersonalizzazione e un'occasione di maggiore autonomia e presa in carico. Quale delle due prevarrà dipenderà meno dalla tecnologia che dalla formazione, dall'organizzazione dei servizi e dal tempo riconosciuto alla relazione.
Bibliografia e fonti
- Nuova frontiera di assistenza: la telemedicina. L'Infermiere (FNOPI), 19 novembre 2020. https://www.infermiereonline.org/2020/11/19/assistenza-la-telemedicina/
- Ministero della Salute. Telemedicina: linee di indirizzo nazionali (Intesa Stato-Regioni del 20 febbraio 2014). https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2129_allegato.pdf
- Telemedicina, un'opportunità da non perdere. L'Infermiere (FNOPI), 29 aprile 2024. https://www.infermiereonline.org/2024/04/29/telemedicina-unopportunita-da-non-perdere/
- Telemedicina in Italia: la guida definitiva al nuovo Glossario nazionale AGENAS. OpenSSN, 30 gennaio 2026 (sintesi divulgativa; per le definizioni ufficiali consultare il glossario AGENAS). https://openssn.marcopingitore.it/telemedicina-in-italia-la-guida-definitiva-al-nuovo-glossario-nazionale-agenas/2026/01/30/9063/
- AGENAS. Telemedicina, PNRR Missione 6 Componente 1 (sub-investimento 1.2.3). https://www.agenas.gov.it/pnrr/componente-1/telemedicina
- AGENAS. 4 febbraio: AGENAS presenta la Piattaforma Nazionale di Telemedicina. https://www.agenas.gov.it/aree-tematiche/comunicazione/primo-piano/2554-4-febbraio-agenas-presenta-la-piattaforma-nazionale-di-telemedicina
- Presentata da AGENAS la Piattaforma Nazionale di Telemedicina. Fondazione GIMEMA, 14 febbraio 2025. https://www.gimema.it/presentata-agenas-piattaforma-nazionale-telemedicina/
- Esperienze di telemedicina: infrastrutture, bandi nazionali e modelli di assistenza sul territorio. Tecnica Ospedaliera, 16 giugno 2026 (convegno AIIC 2026). https://www.tecnicaospedaliera.it/esperienze-di-telemedicina-infrastrutture-bandi-nazionali-e-modelli-di-assistenza-sul-territorio/
- Granath et al. Remotely monitored patients' experiences of the interpersonal patient-nurse relationship: a scoping review. Scandinavian Journal of Caring Sciences, 2025. doi:10.1111/scs.70166. https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/scs.70166
- Patient experiences of remote patient monitoring: implications for health literacy and therapeutic relationships. Technologies, 2025;13(10):464. doi:10.3390/technologies13100464. https://doi.org/10.3390/technologies13100464
- Impact of digital health on patient-provider relationships in respiratory secondary care based on qualitative and quantitative evidence: systematic review. PubMed Central, PMC12166327. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12166327/
- Nurses' experience with telecare: a qualitative analysis of perceptions and implications for caring and the nursing profession. BMC Nursing, 2025. doi:10.1186/s12912-025-03480-4. https://link.springer.com/article/10.1186/s12912-025-03480-4
- The lived experiences of nurses utilizing telehealth for remote patient monitoring in chronic disease management. Zenodo, 2024 (record su repository, non peer-reviewed). https://zenodo.org/records/10777579
- Lee PA, Greenfield G, Pappas Y. The impact of telehealth remote patient monitoring on glycemic control in type 2 diabetes: a systematic review and meta-analysis of systematic reviews of randomised controlled trials. BMC Health Services Research, 2018. doi:10.1186/s12913-018-3274-8. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6019730/
- Nurse-led telehealth intervention effectiveness on reducing hypertension: a systematic review. PubMed Central, PMC9843665. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC9843665/
- AGENAS. Telemedicina: pubblicato il modello orientativo di erogazione della Teleassistenza (12 gennaio 2026) e Glossario nazionale di Telemedicina. https://www.agenas.gov.it/aree-tematiche/comunicazione/primo-piano/2653-telemedicina-pubblicato-il-modello-orientativo-di-erogazione-del-teleassistenza
