Linee guida strutturali per le sale operatorie, obsolete?

hospital 2767950Quando viene realizzata una sala operatoria o quando ci troviamo a lavorare in una sala operatoria, la sua struttura deve essere conforme alle linee guida di riferimento che per l'Italia sono le: "LINEE GUIDA SUGLI STANDARD DI SICUREZZA E DI IGIENE DEL LAVORO NEL REPARTO OPERATORIO". 

Il documento è una pubblicazione tecnica e non sono un documento scientifico inteso come linee guida EBN, edita dal’ISPESL nel 2009.

Nel documento il termine linee guida non ha un accezione scientifica ma quella più letterale di indirizzare, infatti il documento è finalizzato ad orientare l'applicazione della normativa vigente per l'esercizio dell'attività sanitaria nei Reparti Operatori.

Le linee guida di ISPESL contengono delle caratteristiche ottimali e comunemente raggiungibili per la progettazione, la realizzazione e la gestione di nuovi reparti alla luce delle conoscenze igienico - ambientali e di sicurezza del 2009.

Le linee guida hanno portato sicuramente a modifiche nei reparti operatori esistenti, per arrivare a:

  • garantire e verificare i parametri significativi di un corretto funzionamento del complesso igienico/impiantistico/strutturale;
  • adottare, dove necessario, procedure e/o mezzi alternativi e compensativi di dimostrata efficacia;
  • attuare tutte le azioni preventive e correttive per il raggiungimento di standard qualitativi adeguati e appropriati.

I requisiti presenti nel documento delle linee guida erano ottimali e raggiungibili per le condizioni di lavoro del 2009.

Le linee guida ad oggi sono verificate e controllate dall'INAIL dato che nel 2010, l’ISPESL viene soppresso, con il Decreto Legge 78/2010, convertito, successivamente, nella legge n.122 del 2010 spostava definitivamente le sue funzioni all’INAIL. 

Dal 2009 ad oggi ci sono stati sicuramente degli aggiornamenti normativi come anche una pandemia mondiale di una malattia a trasmissione aerea.

Le linee guida meriterebbero una rivisitazione con un miglioramento dei dati, ad esempio sappiamo che essere soggetti a temperature basse porta a dolori muscolari, malattie respiratorie e malattie articolari croniche, eppure il documento sul microclima sia la necessità di controlli ma anche poche cose come:

E’ requisito di qualità che le condizioni microclimatiche soddisfino oltre che le esigenze degli operatori anche le esigenze degli utenti.

Quindi di fatto abbiamo che gli operatori hanno freddo e i pazienti devono essere scaladati per andare in ipotermia.

Forse le linee guida devono entrare nel dettaglio ed essere riviste non solo in chiave tecnico e normativa, ma anche scientifica visto il crescere delle conoscenze e sensibilità sulla diffusione dei microrganismo resistenti e sui virus a trasmissione aerea.

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Foto di VithasVigo da Pixabay 

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