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firma pts giurdanella mangiacavalli silvestriLa scelta dell'OPI di Bologna è stata molto coraggiosa: per la prima volta nell'ambito di un convegno nazionale si usa il termine Scienza e questo richiede delle riflessioni. Il convegno "Scienza & passione per vincere la crisi“ ha avuto anche una presenza internazionale con l'immunologo Guido Silvestri. La prima giornata è stata anche l'occasione per vedere la presidente Mangiacavalli firmare a nome di tutti gli infermieri il Patto Trasversale per la Scienza (PTS).

Prima delle riflessioni sul convegno un richiamo al PTS firmato che dice:

L’appello

Rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche italiane, affinché sottoscrivano il seguente Patto Trasversale per la Scienza e s’impegnino formalmente a rispettarlo, nel riconoscimento che il progresso della Scienza è un valore universale dell’umanità, che non può essere negato o distorto per fini politici o elettorali.

(i) Tutte le forze politiche italiane si impegnano a sostenere la Scienza come valore universale di progresso dell’umanità che non ha alcun “colore politico”, e che ha lo scopo di aumentare la conoscenza umana e migliorare la qualità di vita dei nostri simili. 

(ii) Nessuna forza politica italiana si presta a sostenere o tollerare in alcun modo forme di pseudoscienza e/o di pseudomedicina che mettono a repentaglio la salute pubblica come il negazionismo dell’AIDS, l’anti-vaccinismo, le terapie non basate sulle prove scientifiche, ecc.   

(iii) Tutte le forze politiche italiane si impegnano a governare e legiferare in modo tale da fermare l’operato di quegli pseudoscienziati che con affermazioni non-dimostrate ed allarmiste creano paure ingiustificate tra la popolazione nei confronti di presidi terapeutici validati dall’evidenza scientifica e medica. 

(iv) Tutte le forze politiche italiane si impegnano ad implementare programmi capillari di informazione sulla Scienza per la popolazione, a partire dalla scuola dell’obbligo, e coinvolgendo media, divulgatori, comunicatori, ed ogni categoria di professionisti della ricerca e della sanità.

(v) Tutte le forze politiche italiane si impegnano affinché si assicurino alla Scienza adeguati finanziamenti pubblici, a partire da un immediato raddoppio dei fondi ministeriali per la ricerca biomedica di base.

La nostra professione ha aderito ad un patto di civiltà ed è un passo che merita la nostra attenzione; per saperne di più puoi visitare il sito dedicato https://www.pattoperlascienza.it.

l primo intervento del convegno è stato dell'immunologo di fama mondiale il dott.Guido Silvestri (a destra nella foto) che è anche uno dei promotori del PTS.

Il Prof.Guido Silvestri mi ha commosso:

-ha presentato le difficoltà e l'impegno della ricerca scientifica: anche davanti alle morti dell'AIDS c'era chi non ci credeva e pseudoscienziati che hanno favorito il decesso di centinaia di migliaia di persone,

-ha ribadito la necessità di una ricerca scientifica riproducibile,

-ci ha fatto notare che il suo capo, il vice direttore del dipartimento che gestisce un budget miliardario è un'infermiera che si chiama Deborah Watkins Bruner (RN, PhD, FAAN) il suo cv è quello di un ricercatore con esperienza ventennale (LINK).

Il punto è  che il direttore del dipartimento di ricerca è un'infermiera e se la cercate nel web trovate sempre RN che vuol dire Registered Nurse, in Italia si cerca di usare il dottore ad ogni occasione, negli USA chi è RN lo mette con orgoglio davanti a tutti i titoli e con più occupa posizioni di prestigio, con più valore dà alla professione.

Gli interventi di spessore sono stati molti.

Molto bello l'intervento di Cristiana Forni una delle più grandi ricercatrici infermieristiche italiane perchè fa ricerca sul campo, analizza i dati e dopo introduce i cambiamenti. Mostrando l'ultimo lavoro fatto sulla frattura d'anca da caduta, ha evidenziato il contributo di tutti i colleghi a partire dall'arruolamento dei casi a cura degli infermieri del PS, di quelli del reparto, fino al fisioterapista che contribuiva nell'ultima fase.

Dopo la presentazione dello studio e dei cambiamenti introdotti con i risultati, una delle domande è stata come riusciva a fare tutto, la risposta che sintetizzo:

Con il rispetto del lavoro degli infermieri di reparto, che da soli ogni giorno attuano spontaneamente degli aggiustamenti alla pratica sul singolo caso e non vanno "disturbati", salvo che non sia necessario, altrimenti si fanno dei danni.

Il convegno è entrato nel dettaglio con alcune esposizioni e poi per ultima l'esperienza degli evidence warriors, nati da un corso di aggiornamento sull'evidence based practice realizzato dall'Ordine di Bologna. Interessante il dato che molti dei partecipanti dopo il percorso formativo e la ricerca EBP, a distanza di un anno, hanno poi proseguito negli studi, chi master infermieristici chi laurea magistrale, forse la scintilla della passione per la scienza si è innescata. 

Le due giornate sono state intense evidenziando i problemi della ricerca infermieristica, che è  il primo passo per superarli.

Il problema di una convergenza fra ricerca e clinica è stato segnalato da più interventi, un aspetto che non troverà una soluzione fino a quando ognuno parlerà lingue diverse.

Il convegno è stato anche l'occasione per parlare con i colleghi e sarebbe anche molto bello se venissero rivalutati quegli strumenti antichi chiamati riviste che arrivavano a casa e con calma potevi leggere ed apprendere cose nuove e forse potrebbe essere un un'occasione per far incontrare ricerca e clinica. 

Foto in alto,  per gentile concessione  OPI Bologna. In foto, presidente OPI Bologna Pietro Giurdanella, presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli , l'immunologo Dott.Guido Silvestri, al centro il Patto Trasversale per la Scienza appena firmato.

 

Per approfondimenti i video e le slide sono su https://www.ordineinfermieribologna.it

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