Il corso FAD gratuito da 9 crediti ECM per infermieri e altre professioni sanitarie dal titolo "Terapia della sclerosi multipla: a che punto siamo? Up-to-date con focus sullo switch" si propone di indagare l’armamentario farmaceutico per la gestione della sclerosi multipla (SM) e quanto si è notevolmente arricchito nell’ultima decade.
Il corso è erogato dal provider MediMay Edu e sarà valido fino al 31 gennaio 2025.
Razionale scientifico
La disponibilità di numerosi farmaci modificanti il decorso della malattia (DMDs, disease modifying drugs) amplia le opzioni per lo specialista, ma nel contempo esprime la persistente assenza di una “cura radicale” e di fatto, nella pratica clinica quotidiana, rende più complesso il processo decisionale di personalizzazione del trattamento. In altri termini, le scelte terapeutiche, pur basate sulle evidenze degli studi registrativi, nella real life riflettono ancora un approccio del tipo trial-and-error.
Pertanto, resta purtroppo relativamente frequente la sospensione del trattamento iniziato avviato per “palese” inefficacia ma anche per eventuale comparsa di eventi avversi; ne consegue la necessità di un tempestivo switch (laterale o, più spesso, verticale) per non perdere le iniziali “finestre” terapeutiche, fondamentali in una malattia cronica come la SM.
In uno scenario complesso e in continua rapida evoluzione, il decision making impone allo specialista un aggiornamento continuo non soltanto sui farmaci disponibili e il loro rapporto beneficio-rischi nel singolo paziente, ma anche delle sue conoscenze di fisiopatologia della malattia.
A tal proposito occorre considerare che:
- il crescente accumulo dei dati osservazionali/di real life consente una sempre migliore caratterizzazione del profilo efficacia-sicurezza dei vari DMDs, esitando di fatto in un loro continuo “riposizionamento” – A tal proposito, appare ormai “obsoleta” la tradizionale distinzione in farmaci di prima e seconda linea: oggi è dunque più corretto parlare di DMDs ad efficacia meno elevata versus DMDs ad efficacia più elevata, nell’ottica prevalente dell’opportunità di un avvio precoce e “più aggressivo” della terapia (induction) nei pazienti neo-diagnosticati, in particolare in presenza di segni prognostici sfavorevoli;
- la precoce identificazione dei soggetti con risposta alla terapia scelta subottimale/assente è fondamentale per un tempestivo ed efficace switch – Un recente studio italiano ha confermato l’importanza della partecipazione del paziente nelle scelte di switching, dimostrando che oltre il 50% dei soggetti per i quali si era reso necessario cambiare il trattamento aveva scelto, sulla base di uno specifico test pre-switch, di avere un ruolo “collaborativo” in tali decisioni (“preferisco che le prendiamo insieme”), evitando quindi “posizioni estreme” – peraltro “deontologicamente” non accettabili dallo specialista – ovvero scegliendo di non essere né “attivi” (“preferisco decidere da solo sulla terapia”!), né “passivi” (“dottore non ne voglio sapere, decida lei per me”);
- le nuove conoscenze di fisiopatologia indicano che la SM è in realtà una patologia “smouldering” (letteralmente “fumante”, come a dire “la brace sotto la cenere”), quindi a patogenesi ben più complessa di quanto finora sostenuto – In altri termini, va emergendo che recidive cliniche e attività focale all’imaging di RM (componente infiammatoria “acuta”, contrastata dai DMDs) non sarebbero validi predittori dell’evoluzione a lungo termine della malattia e non avrebbero una correlazione pienamente significativa con gli outcomes di disabilità (componente neurodegenerativa “cronica”, con compartimentazione intracerebrale di foci infiammatori automantenentesi, non efficacemente controllata dai DMDs), il cui accumulo può infatti proseguire in assenza di ricadute cliniche/attività di malattia anche in stadi precoci;
- le evidenze sulla patogenesi multifattoriale della SM suggeriscono a molti l’opportunità di una nuova classificazione della malattia: esse confermano infatti un coinvolgimento non soltanto della sostanza bianca, ma pressoché di tutte le componenti del SNC, con partecipazione ai processi infiammatori/neurodegenerativi non solo di linfociti T e B, ma anche di altri “attori” (potenziali bersagli terapeutici per prevenire demielinizzazione e/o promuovere la rimielinizzazione), quali le slowly expanding lesion (SELs) di sostanza bianca e grigia, le disfunzioni di microglia, oligodendrociti e astrociti, gli aggregati leucocitari meningei, lo stress ossidativo e la disfunzione mitocondriale, l’alterata omeostasi del ferro, le alterazioni del sistema endocannabinoide e persino il microbioma intestinale;
- infine, una strategia di approccio globale (olistico) alla SM non può prescindere da uno sforzo continuo di costruzione di una “efficace” alleanza terapeutica, indispensabile per ottimizzare i risultati del trattamento – In tale ottica, fondamentale è “ascoltare” la persona malata, identificando preferenze e bisogni soggettivi e considerando che, per una profilazione del rischio individuale di progressione della malattia, occorre intercettare precocemente segni “minimi”, e spesso silenti, di peggioramento (transitioning patients) – ad esempio, difficoltà nelle cure personali o in altre attività quotidiane, sintomi cognitivi “banalizzati”/”non percepiti”, disturbi dell’equilibrio “transitori”, etc. – preferibilmente con nuovi strumenti validati, utilizzabili online, come l’MS progression discussion (MSProDiscuss), che tra l’altro esplora altri domini della qualità di vita non sempre adeguatamente considerati (umore, rapporti sociali, problematiche familiari o lavorative, etc.).
Su queste tematiche sono centrati i 6 moduli della FAD proposta.
Informazioni importanti
- Periodo di svolgimento: 9 dicembre 2024 al 31 gennaio 2025
- Non è prevista nessuna quota di iscrizione
- Corso di formazione a distanza (FAD) per neurologi, farmacisti, infermieri
- Crediti ECM: 9
- Durata attività: 6 ore
Programma
Modulo 1
Sclerosi multipla: criteri di scelta della gestione della patologia nell’attuale scenario terapeutico. (Roberto Marziolo, Catania)
Modulo 2
Terapia di induzione vs incrementale (induction vs escalation): l’importanza della fenotipizzazione del paziente per una scelta appropriata. (Lorenzo Razzolini, Firenze)
Modulo 3
Lo switching terapeutico nella sclerosi multipla: quando e come, oltre la classica distinzione tra farmaci di prima e seconda linea. (Marco Capobianco, Cuneo)
Modulo 4
L’importanza dei dati di real life per una decisione terapeutica personalizzata nelle varie fasi della malattia. (Pietro Iaffaldano, Bari)
Modulo 5
Qualità di vita nella SM: cosa misurare e come? Outcomes clinici e non solo: il modello biopsicosociale della disabilità dell’OMS. (Stefania Canella, Milano)
Modulo 6
I progressi nella conoscenza della fisiopatologia alla ricerca di nuovi bersagli terapeutici per la sclerosi multipla. (Federica Esposito, Milano. Laura Ferrè, Milano)
