Per ossigenoterapia intendiamo la somministrazione a scopo terapeutico di ossigeno miscelato con aria e acqua distillata sterile.

Ci troviamo a somministrare ossigeno in due situazioni, terapeutica studiata e controllata e in emergenza.

In situazione controllata il paziente è stati studiato e controllato e i flussi di ossigeno vengono regolati sulla base di esami ematici arteriosi.

 

Ricordo che lo scritto ha la sola funzione di favorire la discussione.

In ambito ospedaliero l'ossigenoterapia viene prescritta dal medico dopo una diagnosi su valutazione del quadro polmonare per immagini e per prelievo arterioso.

In questo caso a seconda della gravità l'ossigeno può essere somministrato anche per 24 ore consecutive a flussi costanti.

Il flusso dell'ossigeno si misura in volumi tempo e così abbiamo che al paziente deve essere somministrato O2 terapia e l'unità di misura è il litro/minuto ovvero quanti litri di ossigeno escono in un minuto.

Di solito l'erogatore è collegato ad un sitema centralizzato ma potrebbe essere anche al domicilio con una bombole, per regolare il flusso potremmo avere una "manopola" che viene regolata a scatti su unità intere e quindi facilmente si regola 2, 3, 4 litri/min, oppure ci può essere un regolatore a colonna che con l'aumento del flusso alza una pallina e quindi indicativamente la precisione è maggiore si possono fare anche 1,5 poi 2,5 ecc..

L'ossigeno passa attraverso l'acqua sterile che oggi è contenuta in confezioni sterili monouso dette acquapack, questo per evitare la diffusione di malattie da batteri opportunisti.

L'ossigeno arriva al paziente attraverso un tubo, di questi alcuni sono anti-schiacciamento ma sono sempre di plastica e quindi possono venir chiusi da una pressione esterna forte, negli acquapack di plastica in questo caso si sente un sibilo dato che il sistema va sotto pressione e se si insiste potrebbe rompersi.

Il terminale è decisivo, potremmo avere delle cannule nasali dette occhialini, che erogano ossigeno al 100%, oppure la maschera di Venturi che consente di miscelare l'ossigeno con l'aria e così potremmo avere la prescrizione di un flusso di 2l/min al 50%.

Un altro tipo di maschera è quella con reservoir che viene usata per alti flussi.

Fra questi dispositivi quanto la somministrazione di ossigeno è continua i pazienti apprezzano molto gli occhialini, dato che lasciano il viso libero e ricevono l'O2 lo stesso.

La terapia viene poi valutata con il prelievo arterioso, l'emogasanalisi (EGA) valuta l'equilibri dei gas del sangue, oppure una valutazione più immediata con il pulsossimetro, i valori del pulsossimetro devo poi combinarsi con lo stato di benessere o malessere del paziente.

Il pulsossimetro può dare falsi negativi, quando il paziente ha dei tremori alla mano, fibrillazione di diversa natura, oppure si possono avere dei falsi positivi, in caso di intossicazione da monossido di carbonio, ma speriamo che non capiti in reparto.

L'ossigenoterapia resta una terapia medica anche in situazione di emergenza.

La somminstrazione in emergenza va dalle cannule nasali all'intubazione, in reparto la situazione più frequente è l'uso delle cannule nasali o della maschera di Venturi.

Se abbiamo un paziente con dispnea improvvisa si rilevano i paramentri e ha un SpO2 dell'80%, il primo contatto con il Medico è telefonico e di solito conferma la prescrizione di O2.

E se non si trova subito il medico?

Cosa fareste mettereste l'ossigeno a prescindere.

Nel caso che sia noto che il paziente fa delle crisi dispnoiche e gli occhialini del paziente sono già presenti e montati in camera, mettereste l'O2 al paziente prima di chiamare il medico?

In entrambi i casi io lo metterei e voi?

Secondo me la presenza di una situazione di emergenza documentata da un sintomo e da un valore strumentale giustifica la somministrazione di ossigeno che non è a scopo terapeutico ma solo per aiutarlo a tollerare meglio la situazione di attesa del medico che a breve decidera per una somministrazione terapeutica assieme ad altri farmaci.

 

Dico male?

 

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