Il lavaggio delle mani è solo colpa dell'infermiere e se non si convince lo paghiamo, questa è stata la scelta del Mangiagalli che ha trovato subito un 30% di infezioni in meno e quindi ovvio era tutta colpa degli infermieri.

Ma andiamo a vedere bene i dati...

Lo studio è stato adottato al Mangiagalli, hanno ripreso con la telecamera gli infermieri (e speriamo anche i medici) poi hanno constatato che dopo un anno sono passati su 1000 neonati dal 10% di infezioni al 7% .... LINK tanto entusiasmo indispensabile dopo aver speso un botto di soldi per qualcosa che gli infermieri dovrebbero fare di routine.

Ma i risultati sono statisticamente scarsi, anche perchè in terapia intensiva hanno tutto monouso e sterile ed una manualità notevole.

Sono passati circa 170 anni che Ignác Fülöp Semmelweis ha scoperto la trasmissione delle malattie attraverso le mani e davvero non è cambiato nulla?

Si non è cambiato nulla, tanto che l'OMS ha lanciato una campagna per il lavaggio delle mani che è stata implementata in Italia.

Brochure LINK traduzioni di volumi dell'OMS LINK o linee guida LINK oppure documenti di autovalutazione LINK un impegno editoriale notevole.

Ma poi ci troviamo a lavorare nel mondo reale, non c'è il lavandino a disposizione, non c'è tempo tante cose da fare,  cose note e documentate LINK.

Ma che fare, come infermieri sappiamo che il lavaggio delle mani è importante e quindi?

Iniziamo a pretendere rispetto, rispetto delle procedure, tutte iniziano con il lavaggio delle mani, facciamolo.

Non dimentichiamoci che i guanti sono un DPI, proteggono l'operatore ma non i paziente e sono un ottimo vettore se hanno le polveri.

Il cambio dei guanti non equivale al lavaggio delle mani lo sappiamo, però iniziamo a chiedere guanti che si tolgono dalla confezione bene, non che tiri un guanto ed escono tutti poi devi rimetterli tutti dentro e viene fatto per meta confezione.

L'uso dei disinfettanti riduce la carica batterica ma non asporta nulla, quindi appena possibile usare anche l'acqua, se ne avete che vi danno reazioni di pelle segnalateli subito.

Poi se un giorno le regioni decideranno di impegnarsi per il lavaggio delle mani, allora andranno a vedere se ci sono i lavandini e ci chiederanno di documentare se gli operatori hanno il tempo di lavarsi le mani e se vorranno agire davvero troveranno degli indicatori per valutare l'accreditamento dei reparti.

Un giorno speriamo non fra 160 anni.

 

Franco Ognibene

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