Scala valutazione del dolore, la PAINAD ci insegna ad andare oltre le parole

PAINAD italianaLa rilevazione del dolore è alla stregua della rilevazione dei parametri vitali.

Il monitoraggio del dolore durante il ricovero è il miglior modo per sapere se è controllato, da questi discende la comprensione se l'intervento chirurgico è ben tollerato, discende la qualità percepita dal paziente.

La scala VAS è la più diffusa, ovvero misuriamo il dolore da 0 a 10 sulla base di quanto riferito dal nostro assistito, ma quando ci troviamo davanti ad un paziente che non è in grado di esprimersi, cosa facciamo, diamo per scontato che non ha male?

La scala PAINAD

La scala che ci viene in aiuto per comprendere il dolore in chi non può comunicare è la scala PAINAD.

Questa scala dovrebbe essere presente e condivisa fra medici e infermieri nei reparti dove i pazienti hanno deficit cognitivi, ed aggiungo che se la si applica a tutti i pazienti è molto più veritiera della scala VAS ed ha effetti che vanno oltre la riduzione del dolore.

L'età media si alza e forse vivremo tutti 100 anni, ma non tutti saremo sani e capaci, forse ad alcuni potrà capitare un poco di encefalopatia vascolare o altro, e arrivare alla demenza di grado diverso, il fatto di avere una demenza non implica che non si senta il dolore, ma semplicemente non lo si sa esprimere con gli stessi canoni e criteri comuni a tutti.

Oggi tanti anziani sono soggetti a diversi gradi di demenza e al di là dei problemi relazionali/sociali/psicologici possono essere soggetti a ricoveri ed interventi chirurgici ma come capire se stanno soffrendo cosa fare quando le parole non si possono usare?

Quando vediamo un cucciolo che soffre basta uno sguardo per capire la sofferenza, perchè con l'adulto invece non ce la facciamo, forse ci fa stare male e ci nascondiamo nella prassi e nei lavori oppure semplicemente non ci è stato insegnato.

Ogni giorno possiamo osservare in un paziente affetto da demenza molti dettagli:

  • il colorito cutaneo,
  • come respira,
  • come parla,
  • l'espressione del volto,
  • il linguaggio del corpo.

Tutti elementi che non richiedono una risposta verbale ma che possiamo osservare in pochi secondi, ma solo se osserviamo quello che è un momento sereno di quella persona, possiamo capire ed immaginare il dolore che prova.

La cefalea è terribile, pensare al proprio comportamento se non avessimo modo di dire a qualcuno di darci un paracetamolo e non avere aiuto o la speranza che un aiuto possa arrivare.

Io sarei terrorizzato.

La tabella I mostra la scala PAINAD, ci richiede di osservare il respiro, la vocalizzazione, l'espressione facciale, il linguaggio del corpo e la consolabilità, a queste voci si associa un grading con un punteggio.

La scala è semplice, veramente non c'è molto da sapere di nuovo, dobbiamo solo ricordare:

  • Il respiro, ricorda come respiravi quando avevi male, quel respiro veloce, controllato.
  • La vocalizzazione, un mal di testa pazzesco, una frattura, la voce che si strozza, che cambia.
  • L'espressione facciale, forse non ti sei mai guardato/a allo specchio quando hai male, ma il volto è contratto
  • Il linguaggio del corpo, questo è facile quando hai male c'è una postura da difesa o se riesci a camminare anche il passo cambia.
  • La consolabilità, quando il dolore è forte c'è poco che consola.

Ricordare il dolore, spesso lo dimentichiamo, ma ricordare il dolore in noi stessi ci consente di cogliere al meglio le sfumature.

Vediamo una persona per giorni e notiamo una somma di tutto quanto detto prima, affinando la sensibilità alle sfumature. Possiamo accorgerci prima se ci sono delle modifiche alla scala PAINAD e chiedere la terapia antalgica al medico.

La scala dovrebbe essere presente in tutti i reparti dove sono ricoverati pazienti con demenza, la sua applicazione è immediata e consente all'infermiere di attivarsi per documentare l'episodio e chiedere un aggiustamento della terapia antalgica.

Meno dolore più salute

Non credo che sia documentato e documentabile, però un anziano con demenza che non ha male è meno contratto e preme con i talloni e quindi aumenta il rischio di lesioni da pressione.

Il paziente con demenza che è più confuso del solito, irrequieto, il primo pensiero, quello spontaneo, è che ce l'abbia con te ma forse ha semplicemente male ci hai pensato?

NON fatevi coinvolgere da quelle persone, colleghi o medici, che pensano che uno perchè ha dei deficit cognitivi non può soffrire (non posso scrivere cosa penso di queste persone e mi autocensuro).

L'unica dimostrazione è fargli notare che se dopo la terapia antalgica, si calma, riposa o rientra in comportamenti abituali, forse il nostro paziente sentiva davvero male.

Di scale di valutazione ce ne sono diverse e averne una sola in reparto inserita per "norma di legge" è un motivo per snaturarla e non far comprendere l'importanza del monitoraggio del dolore.

La scala di valutazione del dolore PAINAD deve accompagnare la scala VAS in reparti con pazienti che hanno deficit cognitivi non è solo un obbligo morale, ma lo prevede il codice deontologico.

Utilizzo della scala PAINAD, effetti collaterali

Ogni cosa utile ha degli effetti collaterali, se scopri che puoi applicarla anche ai pazienti che possono risponderti, scoprirai che molti anziani si vergognano e non ti dicono che hanno male soprattutto se sottoposti a chirurgia ortopedica.

In chirurgia ortopedica quando un anziano fa una protesi e ha passato anni ad avere male, con tutti che gli dicevano cosa vuoi devi sopportare; è ormai abituato a non dire che sta male.

Quando la si usa in chirurgia o su pazienti dove è possibile avere chiarimenti verbali, si migliora tutto il decorso post operatorio e la qualità percepita del ricovero, questo perchè:

  • hanno meno dolore,
  • si mobilizzano meglio,
  • si sentono più seguiti,
  • ma soprattutto hanno stima e rispetto per gli infermieri. 

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