controllo del dolore

L'evoluzione delle scienze infermieristiche è guidata dal costante aggiornamento dei saperi e dall'adozione di metodologie innovative.

In un panorama sanitario in rapida trasformazione, la professione si trova a dover coniugare il rigore dell'approccio scientifico con le opportunità offerte dalle tecnologie digitali, mantenendo sempre al centro il benessere e i diritti della persona assistita.

L'Evidence-Based Nursing (EBN): dall'intuito alla pratica scientifica

L'Evidence-Based Nursing (EBN) rappresenta l'integrazione delle migliori evidenze della ricerca scientifica con l'esperienza clinica del professionista e con i valori e le preferenze dell'assistito. Il superamento delle pratiche fondate sul "si è sempre fatto così" ha contribuito a migliorare la qualità della cura e a ridurre gli interventi inefficaci o potenzialmente dannosi.

Il processo EBN si articola in passaggi precisi:

  • formulare un quesito clinico strutturato, ad esempio con il modello PICO (Popolazione, Intervento, Confronto, Outcome);
  • ricercare le evidenze nelle banche dati biomediche e infermieristiche (PubMed/MEDLINE, CINAHL, Cochrane Library);
  • valutare criticamente validità, rilevanza e applicabilità degli studi reperiti;
  • applicare le raccomandazioni al contesto, integrandole con il giudizio clinico e con le preferenze della persona;
  • valutare gli esiti dell'intervento e documentarli, chiudendo il ciclo di miglioramento.

Questo approccio sostiene standard assistenziali elevati, omogenei e misurabili e favorisce la crescita scientifica dell'intera disciplina.

La gestione e la valutazione del dolore: il "quinto parametro vitale"

La rilevazione e il trattamento del dolore rappresentano un dovere etico, deontologico e giuridico per ogni professionista sanitario. L'espressione "quinto parametro vitale" è stata introdotta a metà degli anni Novanta dall'American Pain Society per richiamare la necessità di monitorare il dolore con la stessa sistematicità di pressione arteriosa, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria e temperatura corporea.

 In Italia la Legge 38/2010 tutela il diritto di accesso alla terapia del dolore e impone di riportare la rilevazione del dolore all'interno della cartella clinica; il Codice deontologico aggiornato nel 2025 prevede inoltre che l'infermiere prevenga, rilevi e documenti il dolore della persona assistita durante il percorso di cura.

Un'avvertenza dalla letteratura

Misurare il dolore non coincide con il gestirlo bene: uno studio condotto in ambito ospedaliero ha rilevato che la sola introduzione della rilevazione di routine non migliorava la qualità del trattamento.

 La valutazione ha senso se seguita da una risposta clinica appropriata, dalla rivalutazione e dall'educazione del personale.

Scegliere lo strumento giusto

L'infermiere ha un ruolo centrale nella misurazione dell'intensità del dolore mediante scale validate. Le scale monodimensionali di autovalutazione, come la NRS e la VAS, sono adatte alla persona collaborante; per chi non è in grado di riferire il proprio dolore (demenza, sedazione, paziente critico) sono invece indicate scale comportamentali di osservazione.

Scala

Tipologia

Quando utilizzarla

NRS (0-10)

Monodimensionale, autovalutazione

Paziente adulto vigile e collaborante; rapida e di facile impiego

VAS

Monodimensionale, autovalutazione

Paziente collaborante in grado di usare uno strumento visivo-analogico

PAINAD

Comportamentale (eterovalutazione)

Persone con demenza avanzata o gravi deficit cognitivi

CPOT

Comportamentale (eterovalutazione)

Paziente critico non in grado di comunicare, anche intubato

Tabella 1 – Principali scale di valutazione del dolore nell'adulto.

Oltre alla somministrazione tempestiva della terapia analgesica prescritta e alla successiva rivalutazione dell'efficacia, la gestione infermieristica comprende interventi non farmacologici (tecniche di rilassamento, posizionamento idoneo, supporto emotivo e informativo) che concorrono al massimo comfort della persona assistita e vanno sempre integrati, non sostituiti, al trattamento farmacologico.

La digitalizzazione in sanità: dalla cartella clinica elettronica alla teleassistenza

L'introduzione delle tecnologie digitali sta ridefinendo i modelli organizzativi e le modalità operative dell'assistenza infermieristica, con una priorità condivisa: trasformare il dato in cura, senza spostare il centro del processo dalla persona allo strumento.

La Cartella Clinica Elettronica (CCE)

La CCE e la documentazione infermieristica digitalizzata consentono una tracciabilità accurata del processo assistenziale, favoriscono la comunicazione tra i professionisti e sono associate, secondo le revisioni sistematiche disponibili, a miglioramenti in termini di aderenza alle linee guida e di sicurezza, con risultati però variabili in base al contesto e alla qualità dell'implementazione.

Per il dolore, ad esempio, la CCE rende la rilevazione visibile, confrontabile nel tempo e coerente con l'obbligo di legge.

Teleassistenza e telemonitoraggio

La teleassistenza e il telemonitoraggio offrono nuove opportunità per la gestione domiciliare delle persone con patologie croniche e sono inquadrati in Italia dalle Indicazioni nazionali per l'erogazione di prestazioni in telemedicina.

Attraverso dispositivi connessi e piattaforme dedicate, l'infermiere può monitorare da remoto i parametri vitali, individuare precocemente l'insorgenza di complicanze e svolgere attività di counseling ed educazione terapeutica a distanza.

Cosa dicono gli studi

Nello scompenso cardiaco, una revisione Cochrane ha mostrato che il telemonitoraggio non invasivo riduce la mortalità per tutte le cause e i ricoveri correlati alla patologia rispetto alla sola assistenza usuale. Si tratta di un'indicazione specifica per questa popolazione, non estendibile automaticamente ad altri contesti: l'efficacia dipende da selezione dei pazienti, protocolli e capacità di risposta del team.

In questa prospettiva la tecnologia può contribuire a ridurre accessi evitabili in ospedale, a patto che sia accompagnata da formazione dei professionisti, percorsi chiari di presa in carico e attenzione all'accessibilità per le persone meno avvezze al digitale.

Punti chiave

  • L'EBN integra evidenze, esperienza clinica e valori della persona: è un metodo, non un adempimento.
  • Il dolore va rilevato con strumenti validati, adeguati al paziente, documentato e rivalutato dopo ogni intervento.
  • CCE e telemonitoraggio sono strumenti di qualità e sicurezza solo se inseriti in percorsi assistenziali ben progettati.

L'integrazione di ricerca scientifica, attenzione al dolore della persona e strumenti digitali avanzati traccia la strada per un'infermieristica sempre più moderna, autonoma ed efficace.

Abbracciare l'innovazione tecnologica, senza dimenticare che al centro del processo c'è sempre una relazione umana, è oggi la più grande sfida per i professionisti della salute.

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Foto di Engin Akyurt

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