L'iniezione intramuscolare è ampiamente mostrata nei video su internet come una tecnica semplice, quasi banale, ma forse non è così.

La tecnica di iniezione sembra sempre uguale agli occhi dell'osservatore inesperto, ma potrebbero esserci delle varianti.

L'argomento varianti nei testi non è mai discusso, forse trovate una paginetta dedicata ad una sola tecnica.

Quante sono le situazioni in cui possiamo incontrare delle varianti che richiedono di prendere delle decisioni?

Molte, teniamo presente che quando ci apprestiamo a fare un iniezione abbiamo tre elementi principali, il nostro assistito/paziente/utente la nostra siringa con il farmaco e noi con le nostre capacità di osservazione.

Il nostro assistito come potrebbe essere?

un bambino o un adulto,

collaborante, parzialmente collaborante o da contenere.

Adesso abbiamo già identificato come la sola valutazione del nostro assistito ci possa offrire 6 possibili situazioni.

Il bambino è più impegnativo sempre, anche se collaborante può diventare parzialmente collaborante o non collaborante durante la fase di iniezione e le nostre capacità relazionale ed empatica giocano un ruolo essenziale nell'identificare tempestivamente un bambino non collaborante per essere pronti durante le fasi dell'iniezione.

L'adulto una volta valutato difficilmente modifica il suo atteggiamento.

Un ulteriore valutazione del nostro assistito riguarda la sua fisicità:

se sottopeso,

normopeso,

obeso.

Nella persona sottopeso il sito di iniezione potrebbe avere una profondità inferiore alla lunghezza dell'ago oppure esserci durezze.

Nella persona normopesa non dovremmo avere dei problemi.

Nella persona obesa le iniezioni nel gluteo non sono intramuscolari ma nell'ipoderma ed è necessario una valutazione per escludere la presenza di durezze ed eventualmente scegliere un altro sito.

 

Quale posizione avrà il nostro assistito?

La posizione scelta ha una progressione di possibilità:

dalle preferenze dell'assistito, se possibile,

la posizione più confortevole,

la posizione determinata dalle condizioni cliniche.

Alla fine la posizione potrebbe essere eretta, laterale, supina o prona.

Negli adulti, la posizione in piedi a volte è gradita e spesso è lo assistito che ci riferisce di averle fatte, alcuni ci tengono a far vedere che sono dei duri, il problema è la posizione scomoda per noi se foriamo il gluteo, ma se si tratta di un iniezione nel deltoide è ottima.

L'adulto in posizione prona capita nelle iniezioni domiciliari sull'adulto o sul bambino. Spesso in reparto abbiamo persone con deficit nei movimenti o difficoltà respiratorie quindi è difficilmente applicabile e si adotta una posizione laterale.

L'adulto in posizione supina capita quando ha dei deficit motori o condizioni cliniche che impediscono i movimenti ed è la posizione più adatta per forare il quadricipite.

Dopo la posizione scelta c'è la valutazione della sede di iniezione.

Adesso siamo proprio prima dell'iniezione intramuscolare, toccare il punto scelto:

il gluteo nel quadrante superiore esterno,

ma può essere la sede ventroglutea,

il deltoide,

il quadricipite.

Obiettivo farsi un idea delle condizioni della sede di iniezione. All'osservazione si può notare la presenta di ematoni. cicatrici, nei o altre zone da evitare, ma solo al tatto si possono identificare le zone da evitare che non si vedono, eventuali durezze, lipomi, ascessi, ecc...

Il motivo è che se per sbaglio foriamo dove non si deve, il nostro assistio sente male inutilmente, oppure potremmo non riuscire a fare l'iniezione per la presenza di un ispessimento del tessuto che crea appunto la durezza ecc..

Quindi adesso siamo pronti per fare l'iniezione, abbiamo preparato tutto prima e ci apprestiamo a... ma mi fermo.

 

Il mio obiettivo è far notare che anche per una tecnica semplice possiamo avere delle varianti e non sono poche e non vorrei fare la paternale, ma affidarsi ad un infermiere vuol dire avere un professionista al lavoro e non un esperto di improvvisazione che ha visto un video pochi minuti prima.

 

Quindi facendo un rapido conteggio, sulle varianti che il nostro assistito ci offre sono:

(bambino/adulto)2X

(collaborante/non collaborante/da contenere)3X

(sottopeso/normopeso/obeso)3X

(eretta/supino/prono/laterale)4X

2*3*3*4=72

A queste 72 varianti che abbiamo visto fino adesso aggiungiamo:

le condizioni cliniche che possono arrivare a sconsigliare e a rendere controindicata l'iniezione stessa,

il prodotto da iniettare, influenza la fase di preparazione e la fase di iniezione.

Farmaci che influenzano l'iniezione intramuscolare sono:

chemioterapici, richiedono la massima cautela nelle fasi di manipolazione smaltimento dei rifiuti sempre i guanti a proteggerci,

sostanze oleose, difficili da spirare se bagnano il cono della siringa l'ago non resta collegato bene,

sostanze gassose, c'è un antibiotico che in fase di preparazione è effervescente e se lo mettiamo in siringa troppo presto fa fuoriuscire il farmaco,

sostanze che possono bruciare subito o dopo,che  possono dare formicolii, vampate di calore dipende dalla natura della molecola che iniettiamo.

Quindi a quelle ipotetiche 72 varianti che incontriamo per le differenze dovute al nostro assistito potremmo moltiplicare ulteriormente per le varianti offerte dal prodotto che iniettiamo, è l'operatore?

 

Chi fa le iniezioni è a sua volta un ulteriore moltiplicatore?

Si

A volte per l'iniezione intramuscolare è necessario essere in più operatori.

L'operatore decide la tecnica e ce ne sono almeno 4:

la tecnica con le dita a L

la tecnica Z,

la tecnica con una mano sola.

ne ho vista una sudamericana con le dita a C che pizzicava il gluteo come nella sc, da citare per conoscenza.

Qual'è la tecnica migliore?

Per uno studente, quella che ha studiato.

Per un professionista quella che usa.

Per il paziente/assistito/utente quella che non gli fa male.

La tecnica migliore è forse un concetto sbagliato, la tecnica adatta, adeguata, appropriata è quella che il professionista consapevole di poter agire in più modi sceglie e poi verifica il risultato.

Come verificare che un iniezione intramuscolare è andata a buon fine?

In due momenti, 

subito, chiedendo al paziente se gli abbiamo fatto male e guardandolo in volto gli chiediamo di essere sincero,

in un momento successivo, quando ritorniamo su quel paziente e vediamo se in prossimità della nostra iniezione ci sono durezze e/o ematomi.

 

Alla fine di questa chiacchierata, ricordiamoci sempre che è necessario rispettare i principi generali che sono:

Lavarsi le mani.

Controllo delle scadenze, farmaco, siringa e disinfettante.

Massima asepsi ed applicazione della tecnica tocco non tocco.

Rispetto della prescrizione medica.

Consenso informato, verbale.

Saper tenere in mano la siringa.

Proteggere l'ago fino a quando non lo si usa.

Velocità e controllo nel forare la cute.

Mano ferma e velocità adeguata.

Rimozione veloce dell'ago.

Smaltimento dell'ago, senza reincappucciare, con attenzione e in contenitore adeguato.

Se possibile, ricontrollare nei giorni successivi.

Una breve lista per dire che in fondo ciò che sembra facile, forse non lo è.

 

 

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