Infermieri e abolizione vincolo di esclusività: cosa conviene fare?

money 2696229L'abolizione del vincolo di esclusività per gli infermieri consente di fare il doppio lavoro. In questo articolo cerco di presentare gli scenari più probabili: il lavoro occasionale, il lavoro dipendente e la partita iva.

Non so se qualcuno si è già attivato per sfruttare questa possibilità e portare a casa qualche soldo in più a fine mese, se lo ha fatto mi può scrivere e raccontare la sua esperienza.

Mi preme fare due premesse, per far comprendere il mio pensiero:

Penso che in un contesto "normale" i sindacati dovrebbero chiedere l'aumento della paga base che con il nuovo CCNL Sanità è inferiore a quella del CCNL AIOP degli ospedali privati, che dovrebbero definire degli scatti di anzianità automatici, come prevedono per i lavoratori dell'industria, mentre i sindacati trattano i lavoratori del pubblico e del privato con due pesi e due misure.

Inoltre, anche se si fa un secondo lavoro, con il datore di lavoro principale restano in atto tutti quei principi di lealtà, di non concorrenza, di riservatezza ecc.

L'abolizione del vincolo di esclusività era di 8 ore settimana, ma è diventato illimitato con il DL n.34 del 30 marzo 2023 ,LINK, e consente di lavorare come infermiere, di svolgere un qualsiasi altro secondo lavoro o di diventare soci di società.

In questo articolo ti chiedo di fare attenzione a due aspetti:

  • il primo è che scrivo di un contesto teorico, perchè non so se ci sono colleghi che hanno utilizzato questa opzione;
  • il secondo è che affrontiamo tematiche sull'applicazione delle leggi fiscali, che possono variare ogni anno e quindi è necessario affidarsi ad un commercialista che sia online o in presenza.

Dal punto di vista delle trattenute/spese sulla retribuzione ci sono tre voci che incidono molto e sono:

  1. i contributi pensionistici che devi versare a INPS o a ENPAPI, dipende dal caso e lo vediamo a breve,
  2. l'imposta delle persone fisiche, l' IRPEF, che viene applicata a scaglioni, fino a 28.000 euro il 27% e da 28.001 a 55.000 il 38%,

il costo del commercialista, che è molto variabile a seconda delle proprie capacità, se si vuole gestire tutto online da soli, potrebbe essere vicino a zero, oppure di diverse centinaia di euro con il commercialista locale.

L'infermiere che fa i turni arriva molto vicino ai 28.000 euro e se fa un secondo lavoro tutto il nuovo fatturato entrerà nell'aliquota successiva.

Le tipologie di contratto più utilizzate sono tre:

  • il contratto di collaborazione occasionale
  • la partita iva
  • il contratto da dipendente

L'infermiere con l'abolizione del vincolo di esclusività può fare la prestazione occasionale da 5000 euro?

La prima cosa da capire è che esistono datori di lavoro onesti ma anche disonesti e queste due grandi categorie possono essere consapevoli o inconsapevoli. 

Quando un datore di lavoro ti propone un contratto di collaborazione occasionale fino a 5000 euro e ti racconta che paghi solo il 20% di ritenuta d'acconto, ti sta proponendo qualcosa solo a suo vantaggio.

Quindi accetti con l'illusione di portare a casa tanti soldini e pagare poche tasse. 

Scrivo questo perchè l'infermiere è un professionista iscritto ad un albo, in questo caso sta anche lavorando come infermiere in un'azienda pubblica, quindi non stiamo facendo un lavoretto occasionale, ma fare l'infermiere è la nostra attività prevalente e soprattutto non siamo autonomi quando il datore di lavoro è un ospedale privato, quindi si rientra nella collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co).

Definire bene se contratto co.co.co o collaborazione occasionale cambia dal punto di vista fiscale per l'IRPEF, ma i contributi pensionistici vanno versati ad ENPAPI ed è necessaria l'iscrizione alla gestione separata ENPAPI che chiede il 24% di contributi a partire da 1 euro, (contributi pensionistici che per i 2/3 deve pagare il datore di lavoro).

Cosa succede se accetti come infermiere un lavoro di 5000 euro come collaborazione occasionale?

Sicuramente il datore di lavoro ti farà firmare un contratto dove scrive che sugli importi che ricevi lui versa il 20% e tu hai a tuo carico tutto il resto, questa comporta che ad un controllo di ENPAPI sei un evasore che dovrà pagare il 24% e lo stesso per lo Stato che chiederà un'ulteriore % a quanto hai già pagato (questo perchè i 5000 euro si sommano al tuo reddito e di conseguenza entrerai nello scaglione irpef superiore).

Quali lavori si possono fare come collaborazione occasionale?

Tutti quelli che escono dall'ambito infermieristico, puoi sviluppare il titolo della maturità, fare il giardiniere o la guida turistica, quello che la fantasia ti suggerisce.

Tieni presente che in questo caso la normativa prevede di chiedere l'autorizzazione che potrebbe essere negata.

Il datore di lavoro mi propone di aprire la partita iva agevolata, come fare?

Stiamo sempre facendo l'ipotesi di un infermiere che lavora per l'ASL a tempo pieno e cerca di fare qualche turno con l'ospedale privato vicino casa.

In questo caso devi controllare le regole per aprire la p.iva agevolata e il fatto che l'attività prevalente sia da dipendente ne impedisce l'apertura, quindi avrai una partita iva ordinaria con aliquote irpef ordinarie.

Per aprire la partita iva la procedura è semplice: puoi andare all'agenzia delle entrate più vicina, compilare un modulo con il codice ateco e hai il tuo numero di partita iva.

La partita iva ordinaria richiede l'iscrizione ad ENPAPI che però per chi ha già una contribuzione per lavoro dipendente al 100% chiede il 16% mentre per l'irpef si aggirerà al 35%.

Quei due parametri sono importanti per definire l'importo orario da chiedere al committente (datore di lavoro), tenendo presente che ci potranno essere altre spese.

L'importo orario dovrebbe essere sopra i 30 euro/ora, dato che le trattenute potrebbero arrivare al 55-60%, arrivando ad avere un importo netto di circa 12 euro/ora, molto simile a quello di un infermiere che fa i turni. 

Il datore di lavoro mi propone un part time da dipendente, conviene?

Mentre per la libera professione con p.iva puoi lavorare con una maggiore flessibilità, con un part time devi avere un monte ore mensile predeterminato e sarai soggetto a due CCNL, il privato spesso utilizza CCNL AIOP ma ce ne sono altri, avrai due buste paga, due periodi di ferie da far coincidere.

Nel lavoro part time prima della firma puoi chiedere un minimo più alto o un livello retributivo più alto. In fase di realizzazione della tua seconda busta paga puoi chiedere che le tasse siano considerate a partire dall'imponibile che prevedi di fare come dipendente dell'ASL, in questo modo il netto sarà quello che vedi in busta e avrai meno sorprese quando i due redditi faranno cumulo in fase di dichiarazione dei redditi.

Fare un secondo lavoro che sia come dipendente o con p.iva ha dei vincoli notevoli, la disponibilità dell'azienda sanitaria per cui lavori che se ha buon senso non ti chiederà straordinari e la disponibilità del nuovo datore di lavoro a definire un posto di lavoro su misura per te.

Nel CCNL Sanità non sono previste delle agevolazioni o delle condizioni diverse di comportamento del primo datore di lavoro per la gestione del dipendente che ha due lavori.

Questo richiede che oltre alla gestione economica ci si deve mettere in gioco con una flessibilità e gestione del tempo veramente impegnativa.

Ci sono altre opzioni più convenienti?

Non vedo molte opzioni, l'ultima che mi viene in mente è di diventare socio di un'attività imprenditoriale che prevede un'entrata, può essere l'alternativa che consente di fare un "lavoro" di supervisione.

La rimozione del vincolo di esclusività è un vantaggio per l'infermiere?

Ovviamente ognuno di noi farà le sue considerazioni, ma se si fa il doppio lavoro come lavoratore pagato ad ore, non a progetti o consulenze e se si lavora in un'altra sede e si fanno circa 8-10-12 ore a settimana in più, allora il lavoro settimanale arriva fino a 48 ore.

A queste ore devi aggiungere tutti i tempi non conteggiati in cui si arriva prima per le consegne, le ore di straordinario fatte per andare ai corsi di formazione saltando il giorno di riposo, i festivi lavorati e non recuperati, le ore di orario aggiuntivo o di alp intramoenia. 

Il rischio di diventare schiavi del lavoro è altissimo, fare 48 ore settimana fino al 2025 aumenta solo la possibilità di avere danni fisici e psicologici irreversibili, ne vale la pena?

Quando leggo che ci sono sindacati che vanno in questa direzione e rinnegano le lotte dei lavoratori pagate con il sangue, per avere un contratto di 40 ore e ai dipendenti pubblici presentano con il sorriso la possibilità di lavorare 50-60 ore a settimana mi piange il cuore.

 

Foto di Nattanan Kanchanaprat da Pixabay