Guido Fruscoloni infermiere e autore del libro Potenziali evocati.

E' nella natura di Infermieri-Attivi cercare di conoscere e far conoscere altri infermieri, intraprendenti e quindi è naturale scrivere a Guido e fargli alcune domande per conoscerci meglio.

 

I: Guido infermiere e scrittore. Come si conciliano le due cose?

G: Si conciliano molto bene direi. Siamo troppo abituati a vedere le persone come un'unica dimensione, e il più delle volte questa dimensione viene troppo frettolosamente definita dal lavoro che fanno. Non mi stupiscono infermieri scrittori, medici campioni di tango o preti scalatori, mi stupisce invece che ciò stupisca. Le etichette lasciamole alle mozzarelle. Siamo mille cose diverse ogni giorno, incarcerarsi dietro all'idea di essere un infermiere, uno scrittore o un prete per tutta la vita.. questo è l'errore.

I: Non credi che in questo modo si possa correre il rischio di fare confusione nel lavoro?

G: No.

Fare cose diverse, avere molti interessi, non vuol dire per forza fare male il proprio lavoro principale. Anche questo è un falso mito. Anzi per certi versi potrebbe anche poter dire fare meglio il proprio lavoro, grazie alle conoscenze acquisite in altri ambiti. È chiaro che le cose vadano affrontate con il giusto impegno e professionalità, e magari si può passare una grossa fetta della propria vita a fare la stessa cosa, magari anche tutta la vita se proprio si ritiene di non avere nessun altro interesse fuori da quello che già facciamo tutti i giorni. Conosco persone, alcune delle quali anche ad altissimi livelli nella società, che sono state instradate in tutto, scuola, professione.. si sono ritrovati medici, finanzieri, politici, senza averlo mai realmente voluto. E non cercano di essere altro se non quello che tutti si aspettano che siano. Interpretano un ruolo, una parte cinematografica per tutta la vita. Fino al punto che non se lo domandano neanche più se potevano essere qualcos'altro. Se avrebbero potuto dare di più provando a spogliarsi della maschera ed affrontando la vita con la loro faccia. Questa gente non può funzionare o comunque non potrà mai essere felice. Il succo non è fare male 100 cose, contro farne bene una per tutta la vita, il problema è invece la repressione di un obiettivo, solo perché questo ci sembra troppo lontano dalle nostre capacità. Il fallimento è bellissimo, perché significa che ci hai provato, hai inseguito il treno ma non ce l'hai fatta a salire, amen. Non provarci nemmeno, invece, quello è deprecabile.

I: I Potenziali il fato cosa vorrebbe darci ad intendere il tuo libro?

G: Guarda credo realmente che il fato, la fortuna, il destino, Dio, Allah, Buddah o qualsiasi nome vogliamo dargli, abbia un ruolo fondamentale nella vita di ognuno di noi. Possiamo programmare quanto vogliamo ma un giorno può succedere qualcosa che cambia tutto in un attimo. Non voglio neanche credere però che tutto sia scritto e che ogni nostra azione sia vana difronte ad un destino già delineato. Credo che la verità stia nel mezzo. Qualcosa capita, a prescindere dalle nostre volontà, ma le nostre azioni giocano un ruolo fondamentale perché i problemi si risolvano, e gli intoppi non evolvano in drammi. I potenziali possono essere evocati dal fato, ma poi ci si deve mettere del nostro. Anche al personaggio del libro succede così.

I: Il personaggio si chiama come te. Hai scritto della tua vita?

G: Assolutamente no. Chi mi conosce personalmente sa bene quanto il mio personaggio sia differente da me. Utilizzare il mio stesso nome è stato un caso, in primis e in secondo luogo un modo per imparare a volere bene sin da subito al personaggio. Sono molto autocritico e rischiavo di bocciare ogni nome compromettendo lo svolgimento della storia, quindi ho deciso di cominciare con il mio nome, ripromettendomi di cambiario quando avessi trovato il nome giusto. È passato un anno, il libro è finito e Guido alla fine è rimasto. Probabilmente il nome giusto l'avevo trovato sin dall'inizio.

I: E gli altri personaggi della storia?

G: È una storia di fantasia, con situazioni plausibili, ma al limite della realtà. E anche i protagonisti della storia sono tutti personaggi di fantasia, non esistono riferimenti di alcun genere. Forse in qualche occasione, il nome. Chi cerca di trovare delle similitudini con persone reali perde tempo, e non si gode la storia.

I: Perché un romanzo e non una canzone. O dipingere un quadro?

G: Chi ti dice che non abbia già fatto entrambe le cose..

I: Torniamo ai Potenziali Evocati, non ho capito bene descrivimeli.

G: Il mio è un romanzo veloce. Una concentrazione di eventi. Succedono molto più cose in due pagine di quante non succedano su mille in altri libri. Mi piaceva così. Lo volevo così. Denso. Il mio romanzo può essere paragonato ad un serial tv. Divertente, veloce, che si rinnova di continuo e che non ha pretese di insegnare niente al prossimo, ma magari di intrattenerlo con la scrittura, quello si. Perché oggi non devono essere solo la tv o internet gli unici media di svago. Deve poterci riuscire anche un libro. Ho letto anche grandi classici di migliaia di pagine. Libri che ti lasciano un segno indelebile e che ti fanno crescere. Libri dettati dall'esperienza e dalla maturità. Io non ho nessuna delle due caratteristiche, almeno non ancora, e sarebbe stato impossibile, oltre che stupido e presuntuoso, pensare di poter scrivere un libro del genere. Ma credo di aver fatto qualcosa di estremamente fruibile anche da chi magari non è troppo abituato a leggere, che passa velocemente e che forse in qualche occasione mette anche in risalto, con un diverso punto di vista, le stupidità e le unicità dell'uomo contemporaneo e dei suoi strumenti di vita..

I: Un libro per tutti?

G: Non credo possa andare bene a tutti. Nel libro utilizzo intenzionalmente termini molto contemporanei, che potrebbero risultare criptici a chi non vive determinate situazioni da vicino. Credo sia perlopiù rivolto ai giovani, e anche ai meno giovani, ma di larghe vedute..

Dove possiamo trovarlo.

Online su Feltrinelli, IBS, Amazon o direttamente sul sito dell'editore su http://www.caosfera.it/libri/potenziali-evocati .

Dal mio sito internet inoltre ( www.guidofruscoloni.it ) è possibile visionare tutte le librerie del territorio nazionale che vendono fisicamente il libro, per chi preferisce acquistarlo di propria mano. Inoltre presto sarà disponibile nelle versioni digitali su Amazon e iBookstore per iPad e iPhone.

Grazie.

Grazie a tutti.

Guido Fruscoloni

 

Grazie a te per la disponibilità è l'intervista più lunga che abbia mai fatto tramite mail, grazie di nuovo.

Franco Ognibene

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