Giuseppe è un infermiere di lungo corso, classe 1958,  in corsia dal 1977.  Da sempre si è ritagliato una vita parallela: tra turni e ricerca personale ha portato avanti la sua passione di scrittore ed ha visto pubblicare numerosi libri fino ad arrivare all'ultimo "Il giardiniere ed altri viaggi".
Gli ho proposto queste semplici domande... Giuseppe ti senti più infermiere o scrittore?...La vita vista e conosciuta come infermiere è arrivata nei tuoi libri?... Perchè scrivi?... L'ultimo tuo lavoro, perchè acquistarlo, cosa ci offre?... Forse non sono proprio domande semplici..

 

Giuseppe ti senti più infermiere o scrittore?


Ad essere estremamente sinceri mi sento più scrittore ma questa condizione è stata fortemente influenzata da tutte le persone che ho incontrato, soprattutto in corsia, dall'altra parte della barricata.  Una raccolta di racconti brevi di alcuni anni fa dal titolo LA GIOSTRA DELLA MEMORIA  (1980-1993) accende i riflettori su storie di emarginazione e disagio e dà finalmente voce ai cosiddetti 'dimenticati'.  Le storie sono nate, molto spesso da confidenze e colloqui con pazienti che, nel tempo, hanno visto in me -infermiere- un interlocutore privilegiato che sapeva ascoltarlo.  Sono storie spesso assurde ma reali che restituiscono dignità all'individuo.


La vita vista e conosciuta come infermiere è arrivata nei tuoi libri?


Molto spesso.  Il 'materiale' umano con il quale sono in contatto giornalmente è una miniera inesauribile di emozioni.  Basta andare oltre il semplice numero di letto o la patologia con la quale spesso si identificano i pazienti.  Se parliamo un po' di più del doveroso quotidiano con i pazienti si spalancano mondi sorprendenti da cui attingere a piene mani.

 Perchè scrivi?


Scrivere è uno dei molteplici modi per comunicare, per trasferire delle emozioni e delle energie positive.  Se riesco ad emozionare qualcuno o a farlo riflettere un istante su un passaggio di parole il mio scopo è raggiunto.  Quando questo accade e il lettore e lo scrittore si trovano sulla stessa lunghezza d'onda il miracolo è compiuto.  Ci deve sempre essere interscambio di emozioni tra il creatore di un'opera d'arte e il fruitore, altrimenti la fatica del creare è stata vana.  Provate ad immaginare delle persone davanti a dei quadri o all'ascolto di un'opera musicale:  se dopo il contatto non si torna a casa con qualcosa in tasca in termini emozionali vuol dire che l'artista ha fallito e lo spettatore ha buttato i propri soldi ed il tempo.

L'ultimo tuo lavoro, perchè acquistarlo, cosa ci offre?


IL GIARDINIERE ED ALTRI VIAGGIi è una raccolta di racconti brevi.  Il motivo trainante di tutta l'opera sono i viaggi ma non intesi soltanto nel senso classico di spostamento da un luogo all'altro.  Per viaggi intendo anche passaggi in quei non luoghi , intendo i transiti metafici ed i cambiamenti che ogni individuo è disposto a compiere per migliorarsi.  Nella raccolta, infatti, sono stati inseriti anche due racconti chiaramente ispirati ad esperienze ospedaliere.  Uno si intitola OCCHIO CLINICO e l'altro LETTO N° 6.  Il racconto IL GIARDINIERE, poi, che dà il titolo all'opera è la storia rocambolesca di mio nonno (al centro nella copertina) che ha compiuto una serie di viaggi avventurosi alla scoperta dell'America di inizio '900.  Questa storia, forse la più sentita, si concluderà con un improvviso capovolgimento di fronte che sorprende e lascia l'amaro in bocca.  Avrei piacere che altri colleghi lo leggessero per provare ad aprire un serio dialogo su esperienze analoghe. 

Grazie per la preziosa disponibilità, chi lo desidera può contattare Giuseppe Nalli su facebook.

copertina fronte-retro

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Franco Ognibene

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