La formazione continua è un elemento portante per il futuro per le aziende private è possibile accedere a fondi che consentono di realizzare corsi aziendali gratis o a costi bassissimi.

Ringrazio lo studio Salvatore Caramagno & Associati per l'articolo di approfondimento...

 

I FONDI INTERPROFESSIONALI COME NUOVO STRUMENTO DI FORMAZIONE CONTINUA

Cosa sono

I Fondi Interprofessionali sono organismi di natura privatistica promossi dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori, maggiormente rappresentative sul piano nazionale, attraversi la stipulazione di specifici accordi interconfederali. Sono quindi gestiti pariteticamente dalle associazioni imprenditoriali e dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori. Nel corso del 2004, con l’istituzione  dei primi dieci Fondi, si attua quanto previsto con la legge 388/2000 che consente alle imprese volontariamente e senza costi aggiuntivi di destinare i contributi contro la disoccupazione involontaria (lo 0,30% della massa salariale dei lavoratori dipendenti che ogni mese le aziende versano all’INPS) ai Fondi interprofessionali per la formazione continua. I datori di lavoro possono, quindi, attraverso un esplicita adesione dell’azienda ad uno dei Fondi autorizzati ad operare, richiedere che il contributo dello 0,30 venga trasferito al Fondo prescelto che provvederà, con diverse modalità, a finanziare le attività formative per i lavoratori dell’impresa.

Mission

Promozione e dallo sviluppo della formazione continua finalizzata ad aumentare la competitività delle imprese nonché l’occupabilità dei lavoratori dipendenti.

La funzione centrale dei Fondi, attraverso la quale è perseguita tale finalità, è il finanziamento, totale o parziale, di piani formativi aziendali, territoriali o settoriali concordati tra le parti sociali.

Si aggiunge successivamente per  tutti i Fondi interprofessionali la possibilità di finanziare piani formativi individuali, nell’ottica di rivalutare, secondo le intenzioni del legislatore, la domanda individuale di formazione, ridando all’individuo, la possibilità di costruire, esso stesso, in prima persona, il percorso da intraprendere sulla base delle sue esigenze formative.

L’art 118 della Legge 388/2000 ha, quindi, apportato cambiamenti rilevanti nel sistema della FC, introducendo i Fondi inteprofessionali come nuovi soggetti  titolari di risorse, competenze e ruoli in materia di programmazione e realizzazione di interventi di formazione professionale. Si tratta di un cambiamento di policy rilevante in quanto, per la prima volta, ingenti risorse pubbliche vengono affidate a soggetti privati ed, in particolare alle Parti sociali nella loro espressione bilaterale, che, in accordo con Ministero e Regioni sono chiamati a definire un nuovo sistema di regole per l’accesso alla formazione con caratteristiche proprie anche diverse da quanto sperimentato sino a quel momento per il FSE e per la legge 236/93. Queste due tradizionali linee di finanziamento della formazione continua, insieme con la legge 53/2000, sono focalizzate soprattutto sulla riduzione delle disuguaglianze di accesso alla formazione e alle competenze.

Con l’introduzione del sistema dei Fondi interprofessionali il legislatore ha voluto invece delineare una specifica possibilità di finanziamento della formazione che fosse a disposizione delle imprese nella loro quotidiana attività, che consentisse quindi di far passare le imprese e i lavoratori da una concezione episodica di formazione – cioè come di un’attività da realizzare solo in situazioni di emergenza occupazionale – ad una concezione di formazione come di una leva strategica a supporto della competitività.

GLI ELEMENTI DI INNOVAZIONE DEI FONDI INTERPROFESSIONALI

Gli elementi di innovazione che caratterizzano questo nuovo strumento di formazione continua possono essere schematizzati in pochi punti, ognuno dei quali risponde a specifiche finalità:

* la continuità di finanziamento che i Fondi garantiscono  che può potenzialmente permettere alle imprese di superare una concezione episodica della formazione e di identificare priorità e perseguire obiettivi in modo sistematico e strutturato;

* i modelli di gestione e di organizzazione di tipo privatistico che i  Fondi adottano, consentono, da parte di quest’ultimi, una gestione efficiente e snella  delle risorse per la formazione;

* la gestione bilaterale e paritetica dei Fondi costituisce  una base di partenza fondamentale per assicurare che la formazione  risponda alle reali esigenze espresse dai lavoratori e dalle aziende e per includere nei processi formativi anche quei soggetti più “deboli” tradizionalmente esclusi;

* l’organizzazione per articolazione territoriali, di cui alcuni Fondi si dotano, facilità l’implementazione di un sistema di formazione continua in grado di includere anche le imprese più piccole e collocate in territori svantaggiati.

Riassumendo, la rapida analisi del sistema della formazione continua che in questo paragrafo è stata realizzata ha consentito di delineare i principali strumenti di politica di formazione continua adottati in Italia nonché alcuni elementi di novità introdotti con il sistema dei Fondi Interprofessionale.

CONCLUSIONE

Volendo ulteriormente sintetizzare in poche righe i motivi per cui i Fondi rappresentano un’innovazione rilevante per la formazione continua è possibile citare  i seguenti:

1)contribuiscono ad uscire da una concezione episodica di formazione continua e  ad affermare il suo impatto strategico sulle prestazioni delle imprese e sull’occupabilità dei lavoratori;

2) includono nuovi attori, soprattutto le parti sociali, nella gestione del sistema di  formazione. La presenza di tali soggetti è una condizione imprescindibile per il  finanziamento dei piani formativi che devono essere, appunto condivisi, a vari  livelli, tra imprese e sindacati;

3)contribuiscono alla diffusione di una cultura progettuale della formazione  attraverso il concetto di piano formativo. Si promuove una concezione di  formazione non come mera erogazione di corsi ma come un programma organico  che illustra l’intero processo di formazione dall’analisi dei fabbisogni alla    valutazione delle attività.

 

Tra i principali fondi interprofessionali:

- Fondimpresa (www.fondimpresa.it)

- Fonter (www.fonter.it)

- Fonder (www.fonder.it)

- Forte (www.fondoforte.it)

 

Fonte:

* http://www.fondinterprofessionali.isfol.it

* Rapporto annuale sulla formazione continua – 2010-  Isfol.

 

 

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