Il caso di Franco Mastrogiovanni fece scalpore per la crudezza delle immagini di un uomo legato fino al sopraggiungere della morte.

Un caso che ci aveva lasciato tutti sbigottiti, come è possibile, poi la sentenza gli infermieri innocenti... perchè, cosa è successo...

 Lo spiega il giurista dott.Luca Benci nell'articolo di nurse24.it

La contenzione viene effettuata con una inusuale motivazione di polizia giudiziaria. Viene infatti richiesto un prelievo delle urine per “eseguire i prelievi richiesti dai carabinieri di Pollica finalizzati alla applicazione della sanzione amministrativa costituita dalla sospensione della patente”. Viene contenuto e cateterizzato. La contenzione “non viene annotata in cartella clinica, né mai lo sarà”.

Quindi la contenzione prosegue con Franco Mastrogiovanni legato al letto per giorni fino al tragico epilogo.

Come infermiere la prima cosa che mi viene da pensare è che i colleghi siano colpevoli di una mancanza gravissima, ma perchè allora il tribunale li ha dichiarati innocenti?

Eppure sono gli infermieri che hanno legato Franco Mastrogiovanni, sono loro che erano al suo fianco più volte al giorno e hanno agito senza prescrizione.

Perchè il tribunale li ha riconosciuti innocenti?

Perchè come dice la sentenza esisteva uno stato di arretratezza, c'era un registro rapporti/consegne e nessun infermiere aveva accesso alla cartella e nessuno poteva verificare.

In un reparto spdc dove la contenzione era frequente questo non ha causato nessun sospetto negli infermieri.

Le morti in sanità danno fastidio ci innervosiscono ma ci passa subito perchè le scordiamo il problema è che se non si affrontano ricapitano o magari cosa peggiore potremmo essere in un reparto a rischio e non ce ne accorgiamo.

Il caso Mastrogiovanni, il caso Cucchi ma se cerchiamo se ne trovano altri fra gli articoli passati di sfuggita e non entrati alla ribalta.

 

Il caso dei colleghi di Vallo Della Lucania, innocenti per arretratezza potrebbe far pensare ad un escamotage dell'avvocato ma penso che sia un segnale drammatico che dovrebbe arrivare ai Collegi IPASVI in quanto chiamati a vigilare sugli standard della professione.

Un infermiere può essere anche docente universitario plurilaureato autore di articoli scientifici, ma quando è in un contesto lavorativo deve utilizzare gli strumenti che gli danno e non ha modo di appellarsi a nessuno nè sindacati nè collegio se rileva che esiste uno stato di arretratezza.

Arretratezza, una parola che non si concilia con una professione che si forma all'Università eppure...

I colleghi di Vallo della Lucania avevano un registo/consegne che non vedo da 15-20 anni, ma la decisione e la responsabilità di utilizzare quegli strumenti di chi è?

Vorrei sapere se secondo voi in quell'equipe infermieristica c'era la possibilità di discutere, chiedere, portare idee nuove dai congressi o per un contestuale ingabbiamento strutturale e metodologico erano diventati meri esecutori.

Riflessioni a voce alta e nulla più, personalmente come tanti colleghi ho avuto coordinatori in gamba aggiornati che favorivano la discussione il confronto e la possibilità di introdurre argomenti e tecniche nuove.

Come è possibile che accada e può accadere dove lavoro?

Una soluzione semplice è fare un autoanalisi per capire se siete in un reparto arretrato o a rischio arretratezza

Ponetevi delle semplici domande a cui potete rispondervi da soli, ma a vostro rischio e pericolo.

 

-Cercate di riflettere, passate un giorno a fare le stesse cose sempre nello stesso modo e non ricordate perchè? Si - No

-Quando lavorate avete solo la senzazione di fare bene ma non sapete il perchè? Si - No

-Quando voi o un collega proponete una cosa nuova per il reparto, venite respinti e derisi pubblicamente? Si - No

-Quando volete fare un corso ECM vi viene rifiutato con scuse banali? Si - No

-Fate riunioni di reparto? Si - No

-Potete chiedere chiarimenti di un ordine/prescrizione che non capite? Si - No

Se avete risposto tutti SI allora siete in un reparto ad altissimo rischio arretratezza imminente lavorate con la massima allerta per tutelare i vostri assistiti.

 

Però in quanti parlano di questi casi di malasanità come un evento drammatico ma che solo con l'analisi e il confronto si va oltre e forse non ricapiteranno, oppure se ne volete sapere di più se avrete il permesso a Firenze il 4 ottobre 2013 c'è il Convegno Nazionale "Malpractice, abusi e responsabilità professionale: i casi di Francesco Mastrogiovanni e Stefano Cucchi" saranno ricostruiti i casi e vedrà il confronto fra Medici e Infermieri LINK alla pagina del congresso.

 

Il colleghi di Vallo della Lucania, saranno da tempo rientrati al lavoro ma la domanda sorge spontanea, avranno avuto modo di riorganizzarsi di aggiornarsi e per offrire un assistenza infermieristica adeguata?

 

 

Franco Ognibene

 

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