avvocatura diritto infermieristicoL'ADI ha aperto un dossier DOSSIER per la pubblicazione del BUR Laziale di pochi giorni fa dove si indicava che l'OSS sarebbe stato sostituibile dall'infermiere (LINK).

Il file presenta un analisi dettagliata degli articoli incriminati di favorire il demansionamento infermieristico e l'AADI non molla.

Il dossier è interessante e scaricabile dal LINK diretto o dall'home page http://www.aadi.it/.

Le eccezioni che l’A.A.D.I. intende sollevare sono, quindi, di tre tipi:

1. violazione di legge ex art. 2103 C.C.

in quanto ogni professione, arte e mestiere è una cultura ed una scienza a sé. Autonoma, capace di interagire con altre professionalità, detiene delle capacità e degli strumenti dell’agire propri. Non si può eguagliare sul piano formativo e professionale l’infermiere all’O.S.S., all’O.T.A. e addirittura a “ p e r s o n e c o n d o c u m e n t a t a esperienza” quando per svolgere la professione di infermiere è richiesto il diploma di laurea e un aggiornamento continuo in medicina. La regola è semplice: ognuno deve svolgere esclusivamente le proprie mansioni, non potendo certamente svolgere con diligenza e perizia, ruoli che non conosce. Arrangiarsi non è sinonimo di qualità, lo è invece il saper fare il proprio lavoro. Per comprendere al meglio i diversi ambiti in cui operano l’O.S.S., l’infermiere e l’educatore professionale, si allegano i rispettivi profili;

2. violazione della regola gerarchica (es. DPR 10.01.1957 n. 3)

in quanto ci sarebbero seri conflitti tra i diversi livelli professionali se si permettesse che un livello funzionale e retributivo inferiore nella scala gerarchica comandasse quelli superiori. Un O.S.S. non può disporre, organizzare ovvero coordinare infermieri laureati quando nella classica declaratoria funzionale pubblica e privata l’O.S.S. è collocato ben 2 categorie e 7 fasce sotto l’infermiere;

3. violazione della regola didattica e giuslavoristica che imporrebbero il ruolo del responsabile, che le delibere definiscono del coordinatore che gestisce il personale e conduce la struttura sul piano economico e funzionale, nella figura di un coordinatore che abbia conseguito un master in coordinamento infermieristico e non un diplomato, con tutto rispetto, uscito magari da un istituto musicale con evidenti difficoltà gestionali.

 

 

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