logo umberti IUn concorso a Roma era atteso da 9 anni, il Policlinico Umberto I ha fatto finalmente il concorso  ma forse era passato tanto tempo e non avevano più personale preparato oppure tanta era l'emozione che hanno sbagliato.

Il policlinico Umberto I poi è gestito da un Commissario ad Acta che è stato messo d'ufficio per gestire bene la spesa pubblica e si trova subito ad aver perso il ricorso di 3 colleghi.

Giuseppe Papagni di Nursetimes ha condiviso la sentenza nell'articolo "Concorso infermieri Umberto I di Roma. Tar: un concorso inutile!" (LINK).

I colleghi hanno fatto benissimo a fare ricorso perchè le normative sono cambiate le Aziende Sanitarie prima di indire un concorso devono utilizzare le graduatorie vecchie anche di aziende vicine e si va indietro fino al 1 gennaio 2007.

In particolare la legge 125 del 2013 viene ben recepita anche dall'ARAN che pubblica e condivide le interpretazioni normative per il CCNL con le amministrazioni pubbliche a livello nazionale (LINK).

Prima che un Azienda Sanitaria pubblica possa indire un concorso ha delle regole genrali da rispettare:

-che non ci siano graduatore aperte,

-che sia stata fatta una mobilità,

-che sia stato fatto un bando per assumere chi ha fatto più di 36 mesi a tempo determinato.

Cosa è successo a Roma?

A me ha dato fastidio che hanno chiesto l'invio delle domande solo con la PEC, questo comporta che tanti colleghi se non avevano un collegio disponibile a proporla gratis, l'hanno dovuta comprare.

 

Adesso il Commissario ad Acta dovra pagare le spese processuali e poi trovare un escamotage e in Italia ci sarà sicuramente per non restituire i soldi e rimandare il concorso ad un momento in cui le condizioni per emettere il concorso siano rispettate.

Se dovesse restituire le 20.000 quote da 10 euro con bonifici andrebbe a spendere di più di quanto gli sarebbe costato fare un concorso gratis.

Roma non sarà l'eccezione ma la regola, per questo stanno nascendo agenzie di consulenza che si occupano della gestione dei concorsi, soprattutto nella correzione delle prove e per trasparenza quando ho fatto i concorsi in Veneto il presidente della commissione lo segnalava e guarda caso erano concorsi che avevano delle tempistiche chiare e precise.

Adesso anche per Roma non si può far altro che attendere, cosa decideranno per questo concorso.

I colleghi di Roma che hanno fatto ricorso per il rispetto del loro diritto ad essere assunti, come la collega di Modena per il rispetto del diritto ad essere valutata con un 21, ci insegnano che la legge italiana è forte ma siamo noi i primi che dobbiamo chiedere venga rispettata.

Sotto in allegato la delibera e la sentenza.

 

 

 

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