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Il Master in Assistenza infermieristica in Area Critica a Bologna inizia le prime lezioni nel lontano 2003 ed oggi è alla sua 8° edizione, l’aula è composta da 70 studenti provenienti da tutta Italia.

Il master si sviluppa in due anni, con lezioni frontali, stage, laboratori, e tirocini, ho avuto modo di incontrare il Prof.Stefano Sebastiani ed abbiamo parlato del master in Area Critica del suo presente e del suo passato.

Quest’anno dopo,la selezione che ha visto 145 iscritti di cui si sono presentati in 131 e hanno superato la prova in 101 si sono immatricolati in 70 (numero massimo dei posti disponibili).

 

In tutte le edizioni hanno sempre pubblicato e diffuso i testi da cui erano estratti i quiz della prova. Nelle scorse edizioni si è passato da 3 testi  ad uno (2015/17) per approdare quest’anno alla scelta di indicare una app dal costo di pochi euro che forse ha contribuito al grosso numero di idoeni in graduatoria.

Sino ad ora nelle 7 edizioni già svolte abbiamo avuto 383studenti iscritti di questi 353hanno terminato il percorso cioè il 92,17% purtroppo la lunghezza del master vede per alcuni colleghi subentrare fattori della vita che bloccano il percorso.

Il master si sviluppa su lezioni frontali ed un tirocinio pratico in servizi di area critica che vanno dalla Emilia-Romagna alla Lombardia, alla Svizzera. Prima di andare sul campo ci sono i laboratori propedeutici allo stage con la simulazioni in ambienti aula che affrontano Tecnical Skill come:

Gestione delle vie aeree difficili

Gestione della ventilazione

Gestione degli accessi vascolari

Ecografia Infermieristica

Ma anche laboratori su tematiche diverse come 

Maxiemergenze (ETS)

Non tecnical Skill (CRM)

Ed altre come gestione della farmacoterapia, riconoscimento anomalie nei tracciati ECG monitoraggio base ed avanzato trasporto intraospedaliero.

Viene dedicato anche uno spazio alla gestione del gruppo, alla predisposizione di un articolo scientifico, al parlare in pubblico ed alla preparazione di una presentazione.

L’impegno dell’organizzazione per questi laboratori è notevole perchè richiede la sincronizzazione degli studenti, sono 70, in blocchi (4*18)per avere gruppi più piccoli per un apprendimento più efficace.

Il Master è biennale dalla sua nascita perché c’era l’esigenza di favorire l’ingresso di chi stava lavorando, quindi l’idea di avere lezioni un solo giorno alla settimana e stage con settimane intere che prendono il periodo delle ferie estive ed un poco prima e dopo da maggio-ottobre.

Oggi gli iscritti provengono da tutta Italia (dal Friuli alla calabria e puglia) , sono pochi i bolognesi (18/70) e sta aumentando la numerosità dei neolaureati neoassunti.

I bolognesi erano la maggioranza nelle prime due edizioni del master e alcuni di loro sono stati cooptati nel corpo docente del master, per garantire una continuità ed dare origine ad una “scuola”. 

I professionisti formati non sono solo esperti di tecniche avanzate pronti per lavorare nelle terapie intensive ed  altre aree critiche come l’emergenza, ma hanno un corpo di conoscenze e competenze che, spaziano in diversi settori come: - governo clinico, PDTA, l’EBN,  formazione, consulenze ed altro

 

Moltissime le aree di specializzazione, ma l’organizzazione è pronta ad utilizzare un professionista così formato?

Diversi studenti che si sono trasferiti all’estero hanno scoperto che la nostra formazione li viene apprezzata e valorizzata molto più che in Italia e per questo diversi di loro hanno chiesto piani di studi dettagliati e dichiarazioni sul loro percorso formativo. Questo è stato loro utile sia per la registrazione professionale che per il riconoscimento in posizioni superiori.

La prossima edizione del master in area critica sarà nel 2019 e vedrà probabilmente una riduzione dei posti per favorire la flessibilità e l’organizzazione delle lezioni e dei laboratori in un ottica di miglioramento continuo.

 

 

Ringrazio il prof.Stefano Sebastiani per la disponibilità.

La pagina web del master, l'ultima edizione pubblicata (LINK).

 

 

Il Master in Assistenza infermieristica in Area Critica a Bologna inizia le prime lezioni nel lontano 2003 ed oggi è alla sua 8° edizione, l’aula è composta da 70 studenti provenienti da tutta Italia.
Il master si sviluppa in due anni, con lezioni frontali, stage, laboratori, e tirocini, ho avuto modo di incontrare il Prof.Stefano Sebastiani ed abbiamo parlato del master in Area Critica del suo presente e del suo passato.
Quest’anno dopo,la selezione che ha visto 145 iscritti di cui si sono presentati in 131 e hanno superato la prova in 101 si sono immatricolati in 70 (numero massimo dei posti disponibili).
In tutte le edizioni hanno sempre pubblicato e diffuso i testi da cui erano estratti i quiz della prova. Nelle scorse edizioni si è passato da 3 testi  ad uno (2015/17) per approdare quest’anno alla scelta di indicare una app dal costo di pochi euro che forse ha contribuito al grosso numero di idoeni in graduatoria.
Sino ad ora nelle 7 edizioni già svolte abbiamo avuto 383studenti iscritti di questi 353hanno terminato il percorso cioè il 92,17% purtroppo la lunghezza del master vede per alcuni colleghi subentrare fattori della vita che bloccano il percorso.
Il master si sviluppa su lezioni frontali ed un tirocinio pratico in servizi di area critica che vanno dalla Emilia-Romagna alla Lombardia, alla Svizzera. Prima di andare sul campo ci sono i laboratori propedeutici allo stage con la simulazioni in ambienti aula che affrontano Tecnical Skill come:
Gestione delle vie aeree difficili
Gestione della ventilazione
Gestione degli accessi vascolari
Ecografia Infermieristica
Ma anche laboratori su tematiche diverse come 
Maxiemergenze (ETS)
Non tecnical Skill (CRM)
Ed altre come gestione della farmacoterapia, riconoscimento anomalie nei tracciati ECG monitoraggio base ed avanzato trasporto intraospedaliero.
Viene dedicato anche uno spazio alla gestione del gruppo, alla predisposizione di un articolo scientifico, al parlare in pubblico ed alla preparazione di una presentazione.
L’impegno dell’organizzazione per questi laboratori è notevole perchè richiede la sincronizzazione degli studenti, sono 70, in blocchi (4*18)per avere gruppi più piccoli per un apprendimento più efficace.
Il Master è biennale dalla sua nascita perché c’era l’esigenza di favorire l’ingresso di chi stava lavorando, quindi l’idea di avere lezioni un solo giorno alla settimana e stage con settimane intere che prendono il periodo delle ferie estive ed un poco prima e dopo da maggio-ottobre.
Oggi gli iscritti provengono da tutta Italia (dal Friuli alla calabria e puglia) , sono pochi i bolognesi (18/70) e sta aumentando la numerosità dei neolaureati neoassunti.
I bolognesi erano la maggioranza nelle prime due edizioni del master e alcuni di loro sono stati cooptati nel corpo docente del master, per garantire una continuità ed dare origine ad una “scuola”. 
I professionisti formati non sono solo esperti di tecniche avanzate pronti per lavorare nelle terapie intensive ed  altre aree critiche come l’emergenza, ma hanno un corpo di conoscenze e competenze che, spaziano in diversi settori come: - governo clinico, PDTA, l’EBN,  formazione, consulenze ed altro
 
Moltissime le aree di specializzazione, ma l’organizzazione è pronta ad utilizzare un professionista così formato?
Diversi studenti che si sono trasferiti all’estero hanno scoperto che la nostra formazione li viene apprezzata e valorizzata molto più che in Italia e per questo diversi di loro hanno chiesto piani di studi dettagliati e dichiarazioni sul loro percorso formativo. Questo è stato loro utile sia per la registrazione professionale che per il riconoscimento in posizioni superiori.
La prossima edizione del master in area critica sarà nel 2019 e vedrà probabilmente una riduzione dei posti per favorire la flessibilità e l’organizzazione delle lezioni e dei laboratori in un ottica di miglioramento continuo.
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