La malattia renale cronica (MRC) è rappresentata da un danno renale che determina un alterazione progressiva ed irreversibile, la  MRC interessa milioni di persone in Italia distribuite in diversi stadi.

La malattia renale cronica è suddivisa in 5 stadi e se parliamo di una malattia progressiva è chiaro che gli interventi nei primi stadi sono determinanti per ritardare o impedire l'accesso futuro in dialisi.

 Un pomeriggio interessante ieri a Bologna, soprattutto per chi come me ne sa poco di nursing nefrologico.

La MRC rientra nel piano nazionale cronicità ed è una malattia dove gli infermieri hanno e avranno un ruolo per agire in concerto con gli altri profesisonisti per impedire la progressione di malattia.

Il prof. G La Manna, ha fatto un bellissimo esempio per capire il danno che si manifesta con un alterazione della creatinina, ed è:

se abbiamo un paziente con 1 di creatinina e gli viene rimosso un rene perchè donatore, ovvero perde il 50% della sua capacità filtrante, viene dimesso con 1 di creatinina.

Questo esempio semplice per darci una dimensione del danno renale in atto quando il nostro paziente ha un 2 di creatinina ed è nei primi stadi della malattia che si possono avere i migliori risultati.

Quindi l'importanza di un azione precoce nell'identificazione di un MRC che parte dalla segnalazione del MMG per far entrare tempestivamente il paziente nella rete dei servizi specialistici.

Rete che si deve fare più fitta attorno al paziente per non perdere i pazienti con difficoltà nel seguire i regimi dietetici e le terapie, quindi devono essere coinvolti anche i servizi sociali e i caregiver.

La regione è presente e ha presentato la dimensione della MRC in Emilia-Romagna la dott.sa Petrapolatus che ci ha presentato la distribuzione e l'impegno delle case della salute e i 13 ospedali di comunità che stanno cercando coprire le esigenze dei pazienti sul territorio.

La dott.sa Petrapolatus ci fa presente che la regione riceve tanti dati che messi insieme ed organizzati ci offrono dei flussi di dati che spesso si fermano ai livelli organizzativi ma dovrebbero arrivare a chi lavora a contatto con il paziente per verificare se ci sono indicatori per fare interventi mirati.

 

La giornata è stata un occasione di approfondimento per le competenze specialistiche da un punto di vista generale ed in ambito nefrologico.

Da un punto di vista generale, nazionale, internazionale e normativo il seminario ha avuto il contributo prezioso della Senatrice dott.sa Annalisa Silvestro, mentre i colleghi hanno presentato lavori ed approfondimenti nel contesto nefrologico.

Secondo la Senatrice Silvestro l'infermiere italiano è normativamente pronto, sia a livello europeo sia a livello nazionale, ma poi si ferma quando ci si deve trovare al tavolo delle trattative e manca la solita organizzazione sanitaria.

La discussione della presidente parte da una domanda, le competenze specialistiche servono?

Le relazioni successive dei colleghi infermieri hanno dato una risposta affermativa, chiara, passando da un Ruolo degli ambulatori PIRP (prevenzione insufficienza renale progressiva) modelli di PDTA ma cosa più importante dall'immagine che il paziente cronico ha della dialisi, ma direi della sanità in generale.

Molto bello il botta risposta fra la senatrice Silvestro e il Segretario ANED (LINK) che chiedeva il paziente al centro, un paziente formato, informato, per dire quello che pensa così da avere un paziente in grado di vivere con la dialisi.

 

MRC seminario bologna 2016

 

LINk di approfondimento:

Malattia Renale Cronica wikipedia (LINK)

Le Cure Palliative nelle persone con malattia renale cronica avanzata SICP SIN (LINK)

Il dilemma del Comma 566 e la questione delle competenze specialistiche (LINK)

DOOPS (LINK)

 

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