Le ferite chirurgiche possono essere chiuse in modi diversi: con punti di sutura in filo, con punti metallici (le classiche "graffette" chirurgiche) o, più raramente nella pratica quotidiana, con suture polimeriche avanzate. Queste ultime restano ancora poco diffuse nei reparti; molto più frequenti sono le suture in filo e i punti metallici, che rappresentano tuttora lo standard in numerosi contesti chirurgici 1,2.
La rimozione dei punti di sutura, indipendentemente dal materiale utilizzato, è un atto che spetta al medico oppure viene eseguita su sua valutazione e prescrizione, sia che il paziente si trovi ancora in reparto sia che sia già rientrato al proprio domicilio. È qui che entra in gioco il ruolo dell'infermiere: un ruolo che unisce manualità tecnica e capacità di giudizio clinico, e che non si esaurisce nel saper "togliere i punti", ma comprende anche - e soprattutto - il saper riconoscere quando è opportuno fermarsi.
Punti metallici: uno strumento dedicato
I punti metallici richiedono, per la loro rimozione, una pinza dedicata (il cosiddetto rimuovi-punti o staple remover), uno strumento sterile progettato per scivolare sotto la clip metallica e piegarla al centro, sollevandone contemporaneamente le due estremità dalla cute senza traumatizzare i tessuti circostanti 1,3. La tecnica corretta prevede di posizionare la parte inferiore della pinza sotto il punto, mantenendola stabile e parallela alla cute, e di comprimere le maniglie fino alla completa apertura della graffetta, che va quindi sollevata delicatamente 1,3.
Ma la componente tecnica, per quanto importante, è solo una parte del compito infermieristico. L'altra, altrettanto rilevante, è sapere quando non rimuovere i punti.
Perché la valutazione medica precede la rimozione
Il medico valuta la ferita chirurgica nella sua interezza quando tutti i punti di sutura sono ancora presenti: è in quel momento che si forma il giudizio clinico complessivo sull'andamento della cicatrizzazione, sulla tenuta dei margini e sull'eventuale presenza di complicanze. La prescrizione di rimozione - totale, parziale o dilazionata nel tempo - discende da questa valutazione d'insieme 2,4.
Da qui l'importanza di comprendere che l'infermiere non agisce mai in autonomia decisionale rispetto al se rimuovere i punti, ma solo rispetto al come farlo tecnicamente, nel rispetto della prescrizione ricevuta. Quando qualcosa di nuovo emerge durante la procedura, la valutazione iniziale del medico potrebbe non essere più sufficiente a garantire la sicurezza dell'atto.
Quando iniziare la rimozione riserva delle sorprese
Nella maggior parte dei casi la rimozione dei punti metallici procede senza intoppi: la ferita si presenta ben approssimata, asciutta, priva di segni infiammatori.
In altri casi, tuttavia, l'avvio della procedura porta alla luce aspetti che, con i punti ancora tutti in sede, non erano ben visibili né valutabili in precedenza. Due segnali meritano particolare attenzione.
La diastasi dei margini
Per diastasi si intende la separazione, anche parziale, dei lembi della ferita chirurgica: un mancato o insufficiente riavvicinamento dei margini cutanei che, se non riconosciuto, espone al rischio di deiscenza vera e propria una volta rimossi i punti di sostegno 5. La deiscenza è una complicanza chirurgica in cui l'incisione si riapre, in forma parziale (separazione localizzata) o completa (apertura di tutti gli strati) 2,5. Tra i fattori di rischio più noti figurano l'obesità, l'età avanzata, il diabete, l'uso di steroidi, la malnutrizione, l'anemia, la sepsi, il tabagismo e i pregressi trattamenti chemio o radioterapici 5.
Per questo motivo la prassi più prudente, specie sulle ferite più lunghe o a maggior rischio, prevede spesso di rimuovere inizialmente solo i punti alterni, lasciando gli altri a garanzia della tenuta, per poi procedere alla rimozione completa in un secondo momento se la cicatrizzazione lo consente 2,3,6.
Il gemizio
Con il termine gemizio si indica la fuoriuscita, anche minima, di liquido dalla ferita: può trattarsi di siero limpido, di essudato siero-ematico o, nei casi più preoccupanti, di materiale purulento.
Un gemizio che compare durante la rimozione dei punti, quando prima non era presente o non era stato notato, è un segnale che merita di essere documentato con attenzione: quantità, colore, odore e consistenza dell'essudato orientano la successiva decisione clinica 1,3,6.
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Quando fermarsi • Comparsa di diastasi o apertura dei margini durante la rimozione • Gemizio sieroso abbondante, siero-ematico o francamente purulento • Arrossamento, calore o dolore ingravescente attorno alla ferita • Qualsiasi dubbio sulla tenuta della ferita, anche in assenza di segni eclatanti |
In tutte queste situazioni la condotta corretta è interrompere la procedura, applicare una medicazione sterile e informare tempestivamente il medico, che rivaluterà la ferita e deciderà se proseguire, rinviare o modificare la rimozione dei punti rimanenti 1,2,4.
Non si tratta di un'interruzione "per prudenza generica", ma di un passaggio clinico necessario: la valutazione medica iniziale era basata su una ferita con tutti i punti presenti, e un elemento nuovo - la diastasi, il gemizio - cambia il quadro su cui quella valutazione era stata costruita.
Tempistiche generali di rimozione
Come indicazione generale, i punti metallici vengono rimossi in un intervallo compreso tra 7 e 14 giorni dall'intervento, con variabilità legata alla sede anatomica della ferita (le zone sottoposte a maggiore tensione o mobilità, come le articolazioni, richiedono tempi più lunghi) e alle condizioni cliniche del paziente 1,2.
Questa finestra temporale resta comunque un riferimento generale: la decisione operativa spetta sempre alla prescrizione medica specifica per quel paziente e per quella ferita.
Dopo la rimozione: la continuità assistenziale
Una volta completata la rimozione dei punti, il compito infermieristico non si esaurisce. È necessario continuare a seguire le indicazioni prescritte, che variano a seconda del tipo di intervento chirurgico eseguito: applicazione di cerotti di avvicinamento (steri-strip) sui margini appena liberati dai punti, medicazioni protettive, indicazioni sull'igiene della zona, sui tempi di ripresa delle normali attività e sui segnali che il paziente stesso dovrà imparare a riconoscere e riferire 4,6.
L'educazione del paziente in questa fase è parte integrante dell'assistenza: sapere cosa osservare a domicilio, quando i cerotti di avvicinamento potranno essere rimossi autonomamente e quali segnali richiedono un nuovo contatto con il servizio sanitario sono informazioni che riducono il rischio di complicanze tardive e favoriscono la continuità della cura anche dopo la dimissione.
In sintesi
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Elemento |
Cosa osservare |
Azione infermieristica |
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Diastasi dei margini |
Distanza tra i lembi cutanei, assenza di riavvicinamento nonostante i punti |
Non proseguire la rimozione; segnalare al medico prima di continuare |
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Gemizio |
Fuoriuscita di liquido sieroso, siero-ematico o purulento dalla ferita |
Sospendere, valutare quantità/aspetto, avvisare il medico |
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Timing generale |
In genere 7-14 giorni dall'intervento, variabile per sede anatomica 1,2 |
Verificare l'indicazione medica specifica prima di procedere |
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Modalità di rimozione |
Punti alterni rimossi per primi, poi i restanti a distanza di giorni se la ferita lo consente 2,3 |
Seguire la prescrizione medica su modalità e tempistica |
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Dopo la rimozione |
Margini che tendono a separarsi, tensione cutanea residua |
Applicare steri-strip/cerotti di avvicinamento secondo indicazione 4 |
Conclusioni
La rimozione dei punti metallici da una ferita chirurgica è una procedura tecnicamente semplice, ma clinicamente delicata. La componente manuale - l'uso della pinza dedicata, la sequenza corretta dei gesti - è solo la superficie di una competenza più ampia, che comprende l'osservazione attenta della ferita in ogni fase della procedura e la capacità di riconoscere quando fermarsi.
Diastasi e gemizio non sono eventi da gestire in autonomia, ma segnali che riportano la decisione al medico, in un lavoro di squadra in cui l'infermiere resta la prima linea di osservazione clinica sul paziente.
Bibliografia
- Right Decisions Service, NHS Borders. Suture and Staple Removal – Clinical Guideline. NHS Scotland; 2024.
- Lapum J, St-Amant O, Hughes M, et al. Clinical Procedures for Safer Patient Care. Chapter 4.5, Staple Removal. BCcampus OpenTextbook; 2015 (rev. 2023).
- Wisconsin Technical College System. Nursing Skills 2e, Chapter 20.10-20.11, Suture and Staple Removal Checklists. WTCS Pressbooks; 2023.
- Ford C, Hill B. A guide to removing sutures. British Journal of Nursing. 2024.
- Spiliotis J, Tsiveriotis K, Datsis AD, et al. Wound dehiscence: is still a problem in the 21th century: a retrospective study. World Journal of Emergency Surgery. 2009;4:12.
- The Royal Marsden NHS Foundation Trust. Suture Removal. The Royal Marsden Manual of Clinical and Cancer Nursing Procedures. 10th ed; 2025.
