L'Ebola offre anche un importante spunto di riflessione sulle procedure e i protocolli e la loro implementazione o messa in pratica.

Il primo caso di trasmissione da paziente ricoverato a operatore sanitario in europa è stato quello spagnolo e prima si da la colpa all'infermiera e poi si però rivediamo i protocolli, in America uguale, un caso e si rivedono i protocolli...

 Osservare che forse dovevano rivedere i protocolli prima è banale visto che in Africa sono centinaia gli operatori sanitari che si sono ammalati e dovevano gestire decine di casi.

L'infermiere ha sbagliato e tutti hanno la coscienza a posto.

L'essere umano sbaglia ed impara dai propri errori.

L'essere umano viene addestrato per fare un lavoro, una tecnica.

L'essere umano dimentica soprattutto le cose che fa poco.

L'essere umano comunica male, avete mai fatto quel gioco dove uno dice una parola all'orecchio del vicino e lui la ripete a sua volta al suo vicno e dopo 4 -5 passaggi la parola è un altra.

Sarebbe logico pensare che l'infermiere sia un essere umano consapevole e cerchi strategie per sopperire ai comuni ed umani limiti.

Però l'essere umano diventando infermiere forse acquisisce è una forma mentis e diventa un essere a se stante, quindi non sbaglia mai, viene addestrato una volta e sa tutte le varianti in modo innato, non dimentica mai e comunica sempre perfettamente.

Quindi com'è possibile che un infermiera sbagli?

Forse voleva ammalarsi di Ebola vedere la sua vita violentata e andare sui giornali di tutto il mondo?

Eppure ci sono i protocolli, forse le infermiere che si sono ammalate erano difettose e non capivano i protocolli e le procedure...

Allora mi pongo alcune domande:

-Protocolli/procedure operativi sono scritti in modo comprensibile, chi li utilizza li ha mai valutati?

Ovviamente no, perchè dal momento che il direttore firma un protocollo nessuno lo modifica più, vuoi mica dirgli che ha firmato delle sciocchezze e quindi i commenti e le critiche sono reindirizzati e bloccati.

-Se dall'applicazione di un protocollo/procedura operativa dipende la vita di qualcuno vi esercitate regolarmente?

Solo per il BLSD adulti e le prove anti incendio, per il resto un addestramento per il corretto uso dei DPI è dato per scontato, eppure da questi in un reparto infettivi dipende la tua vita.

-Come fa l'infermiere a dimostrare che conosce i protocolli/procedure operativi?

Nella maggioranza delle volte fa due azioni, ritira il foglio cartaceo e firma che lo ha ritirato, in pochi casi se ci sono i finanziamenti l'autore fa lezione o un esercitazione e speri che non sia un copia incolla.

Ma oggi non si può fare meglio?

Certo, con internet anzi con un intranet aziendale e un informatico molto paziente, le ASL potrebbero avere gli stessi protocolli base e adattarli alle proprie esigenze, con l'attività online i protocolli potrebbero essere revisionati e un idea utile arrivare nel contesto lavorativo.

Se poi il documento cartaceo non serve i video possono essere condivisi facilmente per dare un supporto informativo ulteriore.

L'infermiere poi non dovrebbe ritirare solo il pezzo di carta ma potrebbe anche fare test mirati per verificare l'autoapprendimento.

Ma perchè non cambiamo?

Dire perchè costa è scontato, però non si potrà cambiare perchè non interessa.

Fare documenti come protocolli/procedure operativi che rispettino la natura umana dell'infermiere è più difficile e da meno soddisfazione in chi li deve preparare.

Poi perchè cambiare se la risposta ad ogni problema è sempre quella... l'infermiere ha sbagliato....

 

procedura ebola

Franco Ognibene

 

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