Con il termine TURP (Resezione Endoscopica Trans-Uretrale di Prostata) si indica una procedura chirurgica mini-invasiva eseguita in laparoscopia per trattare l'ipertrofia prostatica benigna. L'intervento prevede l'utilizzo di un resettore endoscopico inserito attraverso l'uretra, senza incisioni addominali.
L'ATV (Adenomectomia Prostatica Transvescicale) è invece un intervento a cielo aperto, in laparotomia, che prevede un'incisione addominale per accedere alla prostata. Questa tecnica è generalmente riservata a casi di ipertrofia prostatica di grandi dimensioni o con complicanze.
Nonostante le differenze tecniche, il ruolo dell'infermiere nel pre e post-operatorio di TURP e ATV presenta diverse similitudini.
Pre-operatorio
L'infermiere svolge un ruolo cruciale nella preparazione del paziente all'intervento, garantendo che tutto sia pronto per la procedura chirurgica. Le sue responsabilità includono:
- Controllo della cartella clinica, verifica della presenza di tutti i documenti e gli esami pre-operatori (ECG, esami ematici, radiografie, ecc.).
- Preparazione del paziente, rimozione di monili, protesi e oggetti personali, e assistenza nell'indossare il camice.
- Istruzioni pre-operatorie, informazione del paziente sul digiuno pre-operatorio e su altre procedure necessarie.
- Supporto emotivo, rassicurazione del paziente e risposta alle sue domande, riducendo ansia e stress.
Post-operatorio
Al termine dell'intervento, l'infermiere accoglie il paziente in reparto e si occupa del suo monitoraggio e assistenza. Le attività principali includono:
- Monitoraggio dei parametri vitali, rilevazione e registrazione di frequenza cardiaca, pressione arteriosa, saturazione di ossigeno, temperatura e livello di coscienza.
- Valutazione del dolore, osservazione del paziente e somministrazione di analgesici secondo prescrizione medica.
- Gestione della terapia, somministrazione di farmaci (antibiotici, eparina, analgesici) e liquidi per via endovenosa.
- Osservazione delle urine, monitoraggio del colore, della quantità e della presenza di eventuali coaguli nelle urine, soprattutto dopo TURP.
- Gestione del catetere vescicale, assistenza nella gestione del catetere, se presente, e monitoraggio del drenaggio urinario.
- Mobilizzazione precoce, incoraggiamento del paziente a mobilizzarsi gradualmente per prevenire complicanze come trombosi venosa profonda.
- Educazione del paziente, istruzioni sulle cure domiciliari, sull'assunzione dei farmaci e sui segni e sintomi di possibili complicanze.
Attenzione:
Dopo TURP, il paziente potrebbe avere un catetere a tre vie con irrigazione continua per prevenire la formazione di coaguli e ostruzioni. L'infermiere dovrà monitorare attentamente il flusso di liquido di irrigazione e la quantità di urine drenate.
La somministrazione di eparina nel post-operatorio di entrambi gli interventi serve a prevenire la formazione di trombi venosi, una complicanza possibile in seguito a interventi chirurgici.
Infatti, è importante spiegare al paziente il razionale della terapia farmacologica, in particolare la necessità di liquidi, antibiotici ed eparina, per favorire la sua collaborazione e tranquillizzarlo.
