Prelievo arterioso e test di Allen, video istruttivo e riflessioni

Il prelievo arterioso per tantissimi è una delle tecniche infermieristiche più difficoltose per la precisione necessaria nell'eseguire il foro, questo comporta che spesso viene riferita dai pazienti come un'esperienza molto dolorosa.

Il video che vi ripropongo è didattico, realizzato dal corso di infermieristica Miulli, presenta una corretta procedura, ma soprattutto, spiega molto bene come fare un test di Allen. Uno dei pochi test che dobbiamo fare prima di un'EGA per capire se è controindicato forare l'arteria radiale o se si può procedere.

Il prelievo arterioso per l'emogasanalisi è più difficile del prelievo venoso, sicuramente per i colleghi che lavorano in area critica e prendono arterie tutti i giorni è più facile, ma in contesti dove devi fare un prelievo a turno se va bene non si riesce a sviluppare la stessa sensibilità e precisione.

Il prelievo arterioso è diverso dal prelievo venoso per differenze anatomiche. La vena ha una parete sottile e all'interno un lume grande, l'arteria man mano che riduce le sue dimensioni ha una parete spessa e un lume interno piccolo.

 

Per rendere l'idea ai giovani colleghi suggerivo sempre di immaginare di sentire l'arteria e di forare per arrivare subito al centro come se ci fosse qualcosa delle dimensioni di un capello da raggiungere.

Un'altra differenza anatomica è la mobilità diretta e indiretta dell'arteria radiale.

La mobilità diretta dell'arteria è insita nel paziente che stiamo per forare e la valutiamo al tatto, c'è molta variabilità a seconda dello stato fisico del paziente ed è una valutazione da tenere presente per avere un'idea della precisione e sensibilità che dobbiamo impegnare.

Mobilità indiretta dell'arteria quando il paziente muove anche un solo dito e i tendini di conseguenza muovono l'arteria e l'ago fora dove non volevi.

Prima di forare il test di Allen e nel video dell'Infermieristica Miulli (LINK) è spiegato benissimo. 

Il video è molto sintetico e lascia degli spunti di riflessione in alcuni passaggi, fra questi:

  • informazione al paziente
  • tempo di esecuzione del foro
  • compressione del foro
  • rimozione dell'aria dalla siringa

Informazione al paziente:

Cosa dire al paziente il video non lo dice, peccato, spesso è sottostimata la sua importanza. Ovunque troviamo scritto informare il paziente come se fosse la cosa più facile da fare, poi ci si accorge o si ignora, che il paziende ci guarda e non capisce perchè non adattiamo il linguaggio alla sua capacità di capire, ma è fondamentale per il prelievo arterioso che l'infermiere quando si appresta a fare l'EGA abbia una buona collaborazione, quindi cosa dire?

Si possono sentire colleghi che dicono al paziente... tranquillo non si sente niente... e poi si lamentano di non esserci riusciti perchè il paziente si è mosso e cosa peggiore danno la colpa al paziente, non va bene.

L'informazione per il paziente non ce la dobbiamo inventare tutte le volte ma possiamo progettarci una traccia, adattarla alle nostre capacità espositive ed alle capacità di comprensione dell'assistito, mettondoci alcuni punti del tipo:

  • il prelievo è indispensabile perchè offre delle informazioni precise sul funzionamento dei suoi polmoni (a seconda della cultura si entra nel dettaglio e si usano termini più o meno complessi);
  • chiedere se ha fatto altri prelievi arteriosi o dal polso (adattare il linguaggio all'assistito) se il paziente ha esperienze pregresse, positive o meno l'informazione cambia;
  • il foro farà male, SI, dato che utilizzo un ago ma il dolore dipende dalla sua sensibilità e dal fatto se riuscirà a stare fermo con le dita perchè bisogna far notare che ogni movimento della mano fa muovere l'arteria prolungando il foro rendendolo più difficile, premiare il paziente dicendo che se riesce a restare immobile con la mano e non sente male il merito è anche suo;
  • curare la nostra capacità espositiva e la nostra faccia, quando parliamo è fondamentale, se pensiamo al fatto che sono in ritardo per fare altro, o peggio, il nostro assistito lo avverte, bisogna restare concentrati.

Tempo di esecuzione del foro

Rapido, in questo video l'operatore sente la vena, si avvicina e fora deciso (LINK).

Ricordarsi sempre che l'arteria è falsa, quando sembra facile è la volta che si sbaglia.

 Compressione del foro

Pensare di comprimere l'arteria del polso con un batuffolo e un cerotto è una di quelle cose dove nessuno ribatte che è scorretta anche se quando lo vedi fare in reparto il paziente ha i dei bei lividi.

Il polso non ha un anatomia che si presta ad essere compressa in quel modo, il tempo di coagulazione del sangue in condizioni normali, il PT, ci dice che se mettiamo un batuffolo e facciamo la compressione con le dita (offrono la massima precisione perchè sentiamo l'arteria) 30-60 secondi sono più che sufficenti.

Discorso diverso se il paziente è scoagulato o la tecnica si è prolungata e sospettiamo dei danni.

 Rimozione dell'aria dalla siringa

Nel video sopra rimuove l'aria dopo che ha tolto l'ago con la sicura, il problema è che le siringhe da emogas si possono muovere a scatti e un piccolo movimento può far fuoriuscire del sangue oltre all'aria.

Se è presente l'ago con la sua sicura un eventuale gocciolina di sangue resta intrappolata e poi si butta via il tutto quando si mette il tappino a vite verde.

 

Voi cosa aggiungereste per appronfondire il prelievo arterioso, nel box sottostante è possibile scrivere.