logo Emilia RomagnaA cura del Gruppo Regionale sul Rischio clinico da farmaci. “Corretta gestione delle forme farmaceutiche orali”. Documento tecnico regionale per la Sicurezza nella terapia farmacologica n.4, Regione Emilia-Romagna, Agosto 2015.

Un documento di 16 pagine scritto in modo semplice ma che prende in considerazione tutti gli attori che ci ruotano attorno, per primo l'infermiere, il medico, il farmacista ecc..

Ad esempio la parte sulla triturazione è in una pagina sola che può essere stampata e affissa come reminder, riporta: 

TRITURAZIONE DI COMPRESSE (TRATTO DA PAG.10)

ESIGENZA

L’esigenza di procedere alla triturazione delle compresse si correla a:

- problemi di deglutizione;

- nutrizione enterale.

La triturazione può comportare rischi di:

- perdita di principio attivo durante l’allestimento, con conseguente diminuzione della dose terapeutica;

- alterazione della farmacocinetica del medicinale prescritto.

Chi prescrive e chi allestisce deve quindi tenere conto che si tratta di operazioni che possono esporre il paziente a sottodosaggio e a difficoltà di gestione, soprattutto nel caso di farmaci a basso indice terapeutico.

ESCLUSIONE

La triturazione non deve essere mai praticata per compresse:

- gastroresistenti;

- a rilascio modificato;

- sublinguali;

- non masticabili;

- in ogni altro caso in cui sia specificatamente vietata in scheda tecnica.

RACCOMANDAZIONI

a. Porre in evidenza, tramite apposita lista o all’interno del prontuario terapeutico, i farmaci non triturabili.

b. Contattare il farmacista in caso di mancanza di informazioni circa la possibilità di procedere alla triturazione.

c. Prima di prescrivere un farmaco per il quale si renda necessaria la triturazione, si richiede al medico di valutare accuratamente:

1. i problemi di deglutizione del paziente, prendendo in considerazione, nell’ipotesi di transitorietà degli stessi, la possibilità di sospendere lo specifico farmaco;

2. la disponibilità di alternative terapeutiche che presentino forme farmaceutiche adeguate alle esigenze del paziente, tenendo conto, in tal caso, anche delle condizioni di rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale, quando la dispensazione avvenga da parte di farmacia di comunità;

3. l’eventuale ricorso a facilitatori di assunzione: addensanti, acqua gelificata, omogeneizzati, sempre se compatibili con lo specifico farmaco.

d. Documentare l’esigenza di triturazione.

e. Garantire l’igiene delle mani nell’allestimento e nella somministrazione della terapia.

f. Dotarsi di un numero di dispositivi per la triturazione adeguato alle occorrenze dei pazienti da trattare.

Considerate le difficoltà di una corretta igienizzazione di ogni dispositivo nonché la possibilità di contaminazioni crociate con farmaci non destinati allo specifico paziente, è raccomandabile l’adozione di un dispositivo dedicato a ogni paziente per il tempo della sua permanenza.

g. Applicare le modalità di igienizzazione localmente definite.

h. Prestare attenzione all’esposizione all’inalazione e/o contatto con i principi attivi da parte degli operatori che allestiscono.

i. La triturazione deve essere effettuata subito prima della somministrazione.

j. Se la triturazione è necessaria per la somministrazione attraverso sonda per nutrizione enterale, oltre agli aspetti specifici della triturazione, si raccomanda di valutare la compatibilità del farmaco con la via di somministrazione e di attenersi alle indicazioni relative all’utilizzo dei dispositivi per nutrizione enterale.

 

Le figure coinvolte, infermiere, medico, farmacista va bene ma hanno dimenticato il caregiver è necessario verificare e vedere con i propri occhi che sanno somministrare un farmaco tritato, ci sono familiari che rispondono certo che lo so fare e poi mettono in bocca al paziente la polvere asciutta, con ovvie conseguenze di scarsa adesione e calorosi rifiuti.

Tanti i punti che la regione vuole siano sviluppati e affrontati in pratica, igiene della somministrazione, contaminazione crociata e quindi somm.ne di principi attivi non prescritti.

La sicurezza dell'infermiere è stata poi presa in considerazione evitare l'esposizione per inalazione dei principi attivi.

Un documento di 16 pagine scritto in modo chiaro poche parole ma fondamentali tutti passaggi che meritano un approfondimento ed un implementazione operativa.

A cura del Gruppo Regionale sul Rischio clinico da farmaci. “Corretta gestione delle forme farmaceutiche orali”. Documento tecnico regionale per la Sicurezza nella terapia farmacologica n.4, Regione Emilia-Romagna, Agosto 2015

LINK al documento (462Kb)

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