Child-care stress: la salute delle donne in sanità, tra lavoro e famiglia

Che le donne lavoratrici siano sempre sopraffatte dall'eccessivo carico tra lavoro e famiglia è oramai risaputo.

Questo ritmo pesante, pesa maggiormente su tutte quelle madri che svolgono professioni già di per sé molto stressanti dal punto di vista fisico e mentale, come per esempio tutte le professioni sanitarie.

Le donne hanno sempre meno tempo libero, e sono più spinte a dover rinunciare ai propri spazi per il bene della famiglia.

Una donna che torna a casa dal lavoro non può di certo permettersi di sdraiarsi sul divano e rilassarsi dopo una giornata estenuante, ma deve pensare anche a “portare avanti la baracca”, prendendosi cura di tutte le persone che stanno sotto il suo stesso tetto.

La situazione diventa ancora più estenuante con la presenza di bambini piccoli, i quali richiedono ovviamente cure e attenzioni maggiori.

Tutto questo stress accumulato è il motivo per cui le donne sono più soggette degli uomini al rischio depressione, ma anche all'esposizione ad altre malattie, come dichiarato dall'esperto Claudio Mencacci in quest'intervista.

L'assistenza all'infanzia, Il pensiero che causa burnout negli operatori sanitari

In uno studio pubblicato su JAMA Network Open qualche tempo fa, gli esperti hanno dimostrato come il pensiero legato all'assistenza all'infanzia e alla cura dei propri bambini aumenta di gran lunga il rischio di burnout nelle professioni sanitarie.

Chi lavora in questo settore, infatti, spesso desidera ridurre l'orario di lavoro oppure, nei casi più estremi, abbandonare del tutto la professione, perché non riesce a dividersi tra lavoro e cura dei bambini.

Questa situazione è stata aggravata ancora di più dall'arrivo della pandemia, quando la chiusura delle scuole e degli asili ha pesato moltissimo sulle spalle delle donne lavoratrici, soprattutto su quelle che lavorano in sanità.

Lo studio ha dimostrato, infatti, come lo stress legato alla cura dei bambini abbia coinvolto soprattutto le donne e meno gli uomini. Gli esperti hanno segnalato, con non poco stupore, che le donne con un alto livello di stress dovuto al pensiero dei figli sono esposte per l'80% in più al rischio burnout.

L'esempio da seguire di alcuni ospedali americani

In pieno Covid, alcuni ospedali americani hanno provato a sostenere gli operatori sanitari, che per l'85% sono proprio donne e infermiere. Come hanno fatto? Istituendo servizi dedicati all'infanzia proprio in loco, per evitare non solo di causare ulteriore stress alle professioniste, ma anche di scampare il pericolo delle cosiddette “Grandi dimissioni”.

Centri ospedalieri come il Mass General Brigham, inoltre, mettono a disposizione servizi di assistenza all'infanzia per i propri dipendenti da molto prima dell'arrivo della pandemia, aiutando i lavoratori e attirando, d'altro canto, anche nuovi dipendenti, che qui avranno l'opportunità di lavorare serenamente. 

Questi esempi sottolineano l’importanza di creare un ambiente di lavoro sano e di supporto per gli operatori sanitari, migliorando la loro qualità della vita e facilitando la loro permanenza nel settore, non solo in tempi difficili come quelli pandemici. La pandemia, infatti, è servita a mettere in luce i problemi legati allo stress che gli operatori sanitari devono affrontare, più di tutti gli altri, tra casa e lavoro. Tuttavia, questo problema c'era già prima del Covid e, a quanto pare, continua ancora ad esserci. 

La denuncia del New York Times alla crisi dell'assistenza all'infanzia americana

Di recente, a questo proposito, il New York Times ha pubblicato un articolo dove vengono evidenziate le sfide che molte famiglie devono affrontare per potersi permettere servizi assistenziali sicuri per i propri figli.

La scadenza dei finanziamenti federali ha portato alla chiusura di molte scuole materne e centri di assistenza, aumentando il carico per i genitori. A soffrirne sono ancora una volta per lo più le madri lavoratrici, che tentano in ogni modo di fare fronte al problema, cercando soluzioni alternative. Una di queste, purtroppo per molte, è abbandonare la professione.

La ricerca mostra che lo stress può aumentare i rischi di malattie cardiache, diabete e disturbi mentali a lungo termine. 

Secondo gli esperti, a essere colpiti maggiormente sono i gruppi più vulnerabili, come le persone di colore e i lavoratori con basso salario, ma il problema riguarda in realtà tutti.

Il New York Times ha evidenziato la necessità di investimenti federali permanenti nell'assistenza all'infanzia come soluzione a lungo termine per affrontare questo problema, per migliorare la vita di molte famiglie e di molte madri che non possono più sostenere certi ritmi.

In fondo, ciò che si richiede è semplice: sostenere lo sviluppo dei servizi dedicati all'assistenza all'infanzia e all'educazione della prima infanzia, riconoscendone l'importanza. Un argomento, questo, che dovrebbe essere approfondito anche in Italia.

 

Foto di Shlomaster da Pixabay

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