Innanzitutto Buon'Anno, ma cosa c'entra una legge per i giornalisti con gli infermieri?

La legge del 31 dicembre 233 titolata "equo compenso nel settore giornalistico" è l'ultimo atto di questo governo e dei nostri politici incapaci di vedere i problemi reali e di fare solo leggi di settore a favore di qualcuno, in questo caso i giornalisti.

La legge Bersani del 2007 ha vietato ad ordini e collegi di stabilire dei minimi, causando una gara al ribasso delle tariffe che per gli infermieri si aggirano a pochi euro/ora...

 

Nel 2006 ho iniziato la mia esperienza come libero professionista ed era interessante, poi nel 2007 la legge Bersani cancellava i tariffari da tutti i collegi degli infermieri pronti a rispondere ad una legge che sulla carta era dichiarata liberista e liberatoria di un mercato soffocato dalle leggi e dalle regole.

Ma dal 2006 al 2012 grazie alla legge Bersani non ho visto aumenti, a parte le tasse.

La mancanza di un punto di riferimento per una retribuzione minima nel mio caso ha visto un blocco delle tariffe ed una inutilità del trattare, ma per tanti colleghi che hanno iniziato con la libera professione dopo il 2007 hanno potuto constatare che si era instaurata una gara al ribasso.

 

La legge Bersani e la legge Monti del gennaio 2012 che all'articolo 9 (LINK) riporta:

1. Sono abrogate le tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico.

 

 

 

 

 

I giornalisti hanno avuto la possibilità più di altri di influenzare le scelte dei nostri parlamentari e di farsi sentire.

 

La legge in questione titola "equo compenso nel settore giornalistico" che entra in vigore dal 18 gennaio 2012 (LINK) e all'articolo 1 riporta:

 

Art. 1 Finalita', definizioni e ambito applicativo

1. In attuazione dell'articolo 36, primo comma, della Costituzione, la presente legge e' finalizzata a promuovere l'equita' retributiva dei giornalisti iscritti all'albo di cui all'articolo 27 della legge 3 febbraio 1963, n. 69, e successive modificazioni, titolari di un rapporto di lavoro non subordinato in quotidiani e periodici, anche telematici, nelle agenzie di stampa e nelle emittenti radiotelevisive.

2. Ai fini della presente legge, per equo compenso si intende la corresponsione di una remunerazione proporzionata alla quantita' e alla qualita' del lavoro svolto, tenendo conto della natura, del contenuto e delle caratteristiche della prestazione nonche' della coerenza con i trattamenti previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria in favore dei giornalisti titolari di un rapporto di lavoro subordinato.

 

Questa legge è fatta su misura per i giornalisti  che si sono trovati in condizioni disastrose con tariffe professionali da fame.

 

Ma l'aver ottenuto una legge che essenzialmente crea un tariffario professionale sulla base di un equità con in lavoro subordinato è la dimostrazione certificata che l'abolizione di tariffe professionali è un fallimento.

 

Ma perchè se il sistema pensato da Bersani e poi da Monti se è risultato fallimentare per i giornalisti deve essere giusto per tutti gli altri professionisti che possono venir pagati meno di chi pulisce le scale dei palazzi?

 

Però manca ancora la presa di coscienza del fallimento della legge Bersani da parte dei nostri collegi che non si sono resi conto che ci sono infermieri che lavorano per pochi euro/ora che arrivano a ricevere offerte di ben 60 euro al giorno per turni di 12 ore.

 

Lo so che mi illudo spesso ma spero che questa legge porti i nostri collegi a chiedere ai politici un equa considerazione per far si che chi lavora in regime libero professionale abbia un tariffario minimo che sia equiparato al lavoro subordinato.

 

 

 

 

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