Slow nursing è un movimento di libera cultura e libera riflessione sulla professione infermieristica e la società.
Il movimento ha avuto un primo importante tentativo di gestazione a Candelo in aprile 2014 e nascerà effettivamente a Vasto il 31 gennaio 2015.

Il movimento è autentico perché sospinto da protagonisti autentici, che rifiutano qualsiasi condizionamento o pressione estranea al libero confronto e la riflessione per la crescita della professione infermieristica e conseguentemente offrire alla società una assistenza migliore possibile.

Slow nursing non utilizza mezzi o sotterfugi o compromessi per realizzare il proprio fine, ma persegue la realizzazione della emancipazione culturale della professione infermieristica e la dignità dell'infermiere.


Slow nursing rifiuta il principio "il fine giustifica i mezzi".
Le parole assumono concreta forma nel percorso attuato nel realizzare il convegno di Vasto.
Slow nursing non considera il successo ad ogni costo, che è il valore distorto eppure dominante nella società, ma indica il valore pregnante ed etico del come si percorre la strada per arrivare all'obiettivo.
Slow nursing è agire in modo trasparente, etico e deontologico nell'evidenza scientifica e la competenza.
Ed ecco che la chiave del convegno si esprime con: "libertà di parole mai dette".

 

31 gennaio 2015 a Marina di Vasto (CH) si parlerà di Slow Nursing in un evento gratuito ECM free.

L'intro della locandina riporta immediatamente i punti essenziali:

Slow nursing - il tempo per l’assistenza l’infermiere è malato?

L’incontro vuole essere un momento di riflessione sullo stato di salute della professione infermieristica da parte degli stessi infermieri per comprendere cosa significa essere infermiere oggi, in questa società, flagellata da crisi economiche ma anche disorientata nei valori e nell’etica.

L’interrogativo che si pone è come sia possibile per l’infermiere contribuire attivamente al miglioramento dello stato di salute dei cittadini e aumentare la prevenzione della malattia se egli stesso non sta bene.

La natura del malessere sta nel non poter assumere la titolarità effettiva dell’assistere, declamata sulla carta dalla legge ma mai realizzata compiutamente nella realtà del quotidiano.

Il disagio dell’infermiere viene continuamente alimentato dalla frattura fra il suo desiderio di essere responsabile appieno del proprio agire professionale e la routine organizzativa che non lo riconosce e spesso ne svalorizza il ruolo ovvero lo sfrutta per convenienza e vincoli economici e ora lo vede costretto ad emigrare all'estero, oppure a restare indefinitamente ai bordi di una professione mai del tutto compiutasi e della società.

La professione infermieristica si occupa della sofferenza delle persone causata dalla perdita dello stato di salute, e assieme ad altre professioni, cerca di riportare all’equilibrio originario.

Il compito non è lieve e presuppone che chi cura non soffra a sua volta, altrimenti l’efficacia assistenziale ne risente in maniera esponenziale. Quindi per assurdo potremmo affermare che dovrebbe essere proprio il cittadino a preoccuparsi della salute dei propri curatori.

 

L'evento è gratuito previa prenotazione Scarica il deplian LINK

La sede dell'Evento, calcola il viaggio con google maps:

 

 

patrocinio slow nursing

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