gavecelt newVi ripropongo la newsletter del GAVECELT con una domanda molto interessante che il dott.Pittiruti ha ricevuto spesso.

Questa domanda, che ad alcuni di Voi potrà sembrare pleonastica, ad altri misteriosa, ad altri intrigante, è invero una delle domande ‘più gettonate’ del sito GAVeCeLT. Non passa settimana che almeno uno di Voi non ci rivolga una richiesta di chiarimento a proposito delle specifiche professionali e di preparazione che debba avere un professionista sanitario per poter impiantare PICC e cateteri Midline

Cari amici e colleghi,

Si è appena concluso quello che per noi è l’evento più importante evento dell’anno, ovvero la riunione scientifica GAVeCeLT, che quest’anno è consistita nella decima edizione del PICC Day (Roma, 30 novembre). Ecco i numeri del convegno: più di mille partecipanti, venti ditte sponsor, cinquanta moderatori, relatori e tutor scelti tra i principali esperti italiani di PICC e Midline, due corsi precongressuali con il tutto esaurito, quattro simposi satellite, sedici workshop pratici, più di venti abstracts presentati come poster. In breve, l’appuntamento annuale GAVeCeLT si è confermato come l’evento scientifico di gran lunga più importante nel campo degli accessi venosi nel nostro Paese ed uno dei più importanti in assoluto a livello europeo. Un grazie di cuore agli amici intervenuti come relatori e moderatori, alle ditte che ci hanno coadiuvato nella organizzazione e anche e soprattutto ai mille colleghi - medici e infermieri - che hanno seguito con attenzione e partecipazione i lavori del convegno. Per chi non fosse riuscito a intervenire o per chi volesse rivedere determinate presentazioni della giornata, ricordo che come al solito potrete trovare sul sito (alla pagina ‘Documenti’) tutte le relazioni del programma scientifico ufficiale e dei simposi satellite, le principali lezioni dei corsi precongressuali e l’abstract dei due poster premiati come migliori tra quelli esposti e discussi durante la giornata.

Prima di passare all’argomento del mese, Vi ricordo tre importanti appuntamenti educazionali a cura del Polo Didattico GAVeCeLT che si svolgeranno nel primo trimestre del 2017:

 

 

Buon lavoro e Buone Feste a tutti!!!

Mauro Pittiruti

 

 

L'ARGOMENTO DEL MESE:

OCCORRE UNA ABILITAZIONE SPECIALE PER IMPIANTARE PICC O MIDLINE?

Questa domanda, che ad alcuni di Voi potrà sembrare pleonastica, ad altri misteriosa, ad altri intrigante, è invero una delle domande ‘più gettonate’ del sito GAVeCeLT. Non passa settimana che almeno uno di Voi non ci rivolga una richiesta di chiarimento a proposito delle specifiche professionali e di preparazione che debba avere un professionista sanitario per poter impiantare PICC e cateteri Midline.

Il primo punto da chiarire una volta per tutte è che il posizionamento di un PICC è una manovra che fa parte integrante del profilo professionale sia del medico che dell’infermiere (e unicamente di queste due professioni: non è sostenibile dal punto di vista legale la liceità del posizionamento di un accesso venoso da parte - ad esempio - di farmacisti o dietisti o tecnici di radiologia).

Definire il posizionamento di PICC come un ‘atto medico’ è una solenne stupidaggine, probabilmente inventata da qualcuno che pensa in tal modo di difendere il campo di azione del medico, cercando di limitare quello dell’infermiere. Tali atteggiamenti retrivi e controproducenti sono per fortuna in via di estinzione e sono in controtendenza con la prassi clinica, che vede l’impianto dei PICC affidato prevalentemente agli infermieri nella maggior parte dei Paesi del mondo (USA, Canada, Cina, Regno Unito, Spagna, Francia, etc. - Italia inclusa). Tra l’altro, se la inserzione di PICC viene considerata una manovra così ‘delicata’ da riservarla al medico, cosa dire del posizionamento di un sondino nasogastrico, manovra tradizionalmente assegnata all’infermiere? È una evidente contraddizione, considerando che sono descritti casi fatali di ingestis dopo posizionamento errato di sondino nasogastrico, mentre nessuno è mai morto in seguito a complicanze immediate o precoci secondarie all’impianto di un PICC. A chi ancora agita tali argomenti, sarebbe bene ricordare che la vera difesa della professione medica consiste piuttosto nel qualificare il medico che fa tali manovre, addestrandolo in maniera appropriata, anziché lasciare l’esecuzione di queste procedure alla improvvisazione e alla auto-didattica.

Occorre tenere presenti due punti fermi:

  1. il posizionamento di dispositivi per accesso venoso non è un atto diagnostico, non è un atto terapeutico, è una procedura assistenziale volta ad assicurare una via venosa per necessità cliniche varie (prelievi, infusione di farmaci, monitoraggio emodinamico) ed è tecnicamente parte integrante del profilo professionale dell’infermiere quanto di quello del medico.
  2. La sicurezza del paziente non è tutelata dal fatto che il professionista che esegue la manovra sia un medico o un infermiere ma da quanto il professionista che esegue la manovra sia stato appropriatamente addestrato.

Ciò posto, la domanda successiva è: esistono corsi (o percorsi educazionali complessi) che specificamente ‘abilitano’ al posizionamento di PICC ?

Parlare di ‘abilitazione’ nell’ambito di una procedura che venga riconosciuta attinente al profilo professionale del professionista sanitario (medico o infermiere) è improprio. Il medico e l’infermiere sono professionisti e non hanno bisogno di corsi speciali che ‘abilitino’ a determinate manovre (tranne alcune situazioni molto particolari, previste per legge, che obbligano ad esempio il medico ad avere particolari specializzazioni per alcune procedure). In linea generale, a rigor di legge, il professionista (medico o infermiere) non ha bisogno di ‘abilitazioni’ o ‘certificazioni’ ufficiali per poter impiantare un PICC (a meno che ciò non venga specificamente richiesto dall’azienda per cui lavora, per normativa interna). È; vero altresì che qualsiasi professionista ha il dovere/diritto di pretendere un adeguato addestramento prima di accettare di eseguire una certa manovra. E qualsiasi professionista ha il dovere/diritto di NON fare una manovra se non si sente adeguatamente addestrato.

La vera questione quindi è: quale è il percorso formativo più adeguato in termini di qualità di addestramento?

Esiste un documento evidence-based pubblicato su Brit J Anesthesia nel 2012 - a cura della WoCoVA Foundation - che definisce il percorso specifico per l’apprendimento dell’impianto ecoguidato di accessi venosi (lo potrete trovare sul ns sito). In sintesi, tale percorso prevede: una parte preclinica (lezioni teoriche + esercitazione pratiche su simulatori) e una parte clinica (assistenza di impianti fatti dal tutor + impianti messi dal discente con tutor + impianti messi dal discente senza tutor + audit finale). Questo è il percorso corretto (che tra l’altro è quello dei corsi di addestramento PICC organizzati dal GAVeCeLT: vedi sempre sul sito www.gavecelt.info, al menu ‘formazione’). Si noti che il WoCoVA non certifica ‘il professionista’, bensì certifica la qualità del corso di addestramento e la correttezza del percorso formativo portato a termine dal professionista. Esistono purtroppo molti corsi - sia in Italia che all’estero - che si dichiarano ‘corsi sull’impianto dei PICC’ ma che non sono conformi a tali standard internazionali: vi sono corsi teorici con poche ore di pratica su simulatore ma senza pratica clinica; corsi puramente teorici, di poche ore; addirittura, corsi ‘online’ (!!) tipo formazione a distanza. È ovvio che il professionista che segue questi corsi potrà forse aumentare il proprio bagaglio di nozioni culturali sui PICC, ma non potrà certo sviluppare quelle ‘skills’ manuali-visive che sono invece al centro di un addestramento di livello adeguato. È bene quindi che il professionista (medico o infermiere) che lavori in proprio affronti l’impianto di PICC solo dopo aver seguito un corso di addestramento appropriato. Ed è altrettanto auspicabile che le aziende ospedaliere che desiderano affidare il posizionamento di PICC ad un team dedicato si accertino che i professionisti che fanno parte del team abbiano seguito corsi di addestramento di qualità certificata.

In realtà, tale necessità di addestramento qualificato deve e può applicarsi non solo all’impianto dei PICC, ma anche all’impianto di altri dispositivi per accesso venoso (dalle agocannule ai port...). E non solo all’impianto, ma anche alla gestione.

Ma questo sarà oggetto di un’altra newsletter.

http://gavecelt.it/

 

Log in to comment