Come sapete, in tutti i corsi e convegni GAVeCeLT, da molti anni a questa parte, si è parlato dei vantaggi dell'uso clinico di sistemi di fissaggio sutureless per i cateteri venosi.

Le evidenze scientifiche degli ultimi anni hanno dimostrato come le suture che fissano le alette dei cateteri venosi siano una fonte rilevante di contaminazione batterica, oltre che un sistema di stabilizzazione di dubbia efficacia sulla lunga durata (si vedano in proposito le raccomandazioni delle linee guida dei CDC del 2011, scaricabili dal nostro sito) (clicca qui).

I sistemi di fissaggio sutureless usati finora non hanno però risolto completamente il problema, poiché essenzialmente fondati sull'adesività alla cute: ciò implica che quando la cute è sudata, o sede di alterazioni patologiche o quando il paziente manifesta allergie alle colle dei cerotti e dei sistemi di fissaggio, si può essere costretti a ricorrere ancora ai punti di sutura.

È stato recentemente introdotto in Italia (e presentato al congresso GAVeCeLT di Torino) un sistema sutureless del tutto nuovo, basato non più su la adesività alla cute, bensì su un ancoraggio nel sottocute. Ciò è ottenuto mediante una piccola ancora in nitinol (nichel-titanio) connessa ad una piccola doppia conchiglia in plastica che blocca direttamente il catetere, indipendentemente dalla aletta di cui esso è provvisto. Per avere una idea, Vi consiglio un video assai eloquente presente su YouTube (clicca qui per vedere il video).

Il sistema, contrariamente ai sistemi sutureless fin qui usati, non va sostituito periodicamente, ma dura per la intera vita del catetere. Il posizionamento e la rimozione del sistema sono facili e ben spiegati per immagini su un documento scaricabile dal nostro sito (clicca qui); Vi segnalo un altro video che ben dimostra la semplicità e la rapidità del posizionamento (clicca qui per vedere il video) rispetto alle suture.

Diversi lavori pubblicati negli ultimi mesi sul Canadian Journal of Anesthesia (clicca qui), sul Journal of Infusion Nursing (clicca qui)e sul British Journal of Nursing (clicca qui) hanno evidenziato la notevole efficacia di questo ancoraggio nell'annullare il rischio di dislocazione dei PICC e dei CVC, così come nel minimizzare la mobilità del catetere nel sito di emergenza (fattore notoriamente associato a rischio di trombosi e infezione), con significativa riduzione dei costi (grazie alla riduzione delle complicanze e alla riduzione dei tempi di lavoro infermieristico).

Una delle cose più interessanti è poi il fatto che tale ancoraggio consente una facile e perfetta pulizia tutto intorno al sito di emergenza. Ovvie indicazioni assolute all'utilizzo di questo ancoraggio sottocutaneo sembrano essere: i pazienti agitati o poco affidabili (bambini, anziani poco lucidi, pazienti con anamnesi di ripetute dislocazioni del catetere venoso, etc.), i pazienti con problemi cutanei (cute fragile, ustioni, allergie, eritrodermie secondarie alla terapia o alla malattia di base) e infine pazienti inviati a domicilio con PICC che si spera possano durare per mesi (in questa categoria di pazienti non ospedalizzati, il vantaggio del nuovo sistema è anche legato alla possibilità di semplificare la medicazione e di ovviare alla necessità di una fornitura settimanale di sistemi sutureless tradizionali).

 

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