L'accreditamento istituzionale è un processo che quando coinvolge lo staff infermieristico di un reparto o servizio lo trasporta in un mondo sconosciuto che a prima vista sembra solo burocratese.

Il processo di accreditamento è quello che consente alla Regione di riconoscere il presidio sanitario o socio-sanitario, pubblico o privato può essere erogatore di prestazioni per conto del SSN. Il personale infermieristico è sempre coinvolto nel processo che può essere una preziosa occasione di crescita, un punto di partenza che parte dalle scelte fatte dal coordinatore.

Il processo dell'accreditamento istituzionale è iniziato alla fine degli anni 90 e successivamente si è diffuso a tutte le regioni, nasce dagli standard internazionali iso 9000 con un adattamento al mondo sanitario italiano.

La prima volta è come un risveglio, all'improvviso devi fare tutte le procedure e i protocolli per l'accreditamento, a Bologna era il 2000 quando mi è capitato nel pubblico, era il 2006 quando è capitato nel privato.

Fatte le procedure e protocolli arriva l'ispezione dei valutatori della regione che di solito confermano l'accreditamento o chiedono delle modifiche modeste, se non si viene accreditati, soprattutto nel privato comporta la chiusura del servizio ed è un dramma.

Il coordinatore è un determinante nel fare si che il processo di accreditamento sia un occasione professionalizzante e di crescita per tutto lo staff infermieristico.

Il coordinatore infermieristico è il primo che decide e può prendere due decisioni fra loro opposte:

1)gli infermieri sono tutti bravi, perfetti, non sbagliano mai, agiscono tutti allo stesso modo come dicono le linee guida e le procedure e protocolli internazionali, facciamo il copia incolla dei libri e delle procedure di altre aziende, in un giorno si fanno i documenti e siamo apposto.

 

2)gli infermieri lavorano al meglio, applicano le linee guida al meglio cercando di ottenere gli stessi risultati, dobbiamo verificare se sono uscite nuove linee guida e se abbiamo le risorse per applicarle, si fa la rilevazione dell'esistente e riunioni per produrre procedure su ciò che realmente si fa al lavoro, ci vorra del tempo e delle risorse, che vanno definite e messe a budget.

La prima scelta del coordinatore è facile, ci vuole qualche giorno, si difende la reputazione basandosi sulle parole e probabilmente al controllo andrà tutto bene, fatto salvo che in itinere durante il lavoro nel tempo compariranno misteriosi errori inspiegabili e di questi per la colpa sarà sicuramente additato il malcapitato che si trova ad essere l'ultimo anello della catena di eventi. Giorni fa l'AADI ha segnalato una sentenza che invece colloca la responsabilità fra tutti coloro che hanno determinato l'errore (LINK).

La seconda scelta richiede di accettare che il processo di accreditamente ha, a sua volta, una serie di procedure standardizzate per la realizzazione dei documenti che richiedono almeno tre passaggi concettuali difficili.

Il primo è apprendere il linguaggio che utilizzano, quali definizioni usano di procedure e protocolli, quale gerarchia usare e come organizzare i documenti. Il processo di accreditamento istituzionale si basa su documenti leggi e attuazioni inseriti in leggi regionali. Apprendere il linguaggio che utilizzano consentirà poi di documentarsi al meglio con i manuali regionali, ogni parola che determina un blocco nella comprensione richiede una consultazione del glossario, cosa di cui sono formiti molti manuali, in alternativa usare internet.

Il secondo è più difficile perchè il processo di accreditamento prevede di Pianificare, Fare, Verificare e Agire in inglese il Plan–Do–Check–Act o PDCA, questo processo è inteso in un ottica di miglioramento continuo e prende il nome di ciclo di Deming (LINK), non è un processo lineare che inizia e finisce, ma circolare, che inizia e non finirà mai, altrimenti non avremmo un miglioramento continuo.

PDCA wikipedia

Il terzo è misurare cosa facciamo ci si trova a dare una dimensione al nostro lavoro a quantificarlo, perchè le procedure ci chiedono dati misurabili, misurando anche gli errori. La misura del nostro lavoro è il primo passo per potenziare qualcosa o per eliminare qualcosa di inutile, le decisioni prese con dati documentati  consentono di misurare i miglioramenti e di fare gli agiustamenti alle scelte prese con cognizione di causa.

Il processo di accreditamento se fatto bene parte dalle scelte del coordinatore nel gestire le risorse infermieristiche al meglio, decidere chi fa da "team leader" nel confronto per la realizzazione delle procedure.

Quando i dirigenti di strutture pubbliche o di strutture private decidono di agire con miopia e ignoranza e di fare il copia incolla per risparmiare al massimo, nessun coordinatore o infermiere può opporsi, perchè spesso la scusa è la necessità continua di risparmiare per avere quell'infermiere in più o per pagare qualche ora di straordinario, davanti a quelle condizioni non si può fare nulla. 

Le regioni hanno molta manualistica, spesso pesante da leggere perchè è un qualcosa di nuovo, le aziende sanitarie più intelligenti utilizzano dei referenti/facilitatori per far si che il miglioramento continuo entri nella normali prassi lavorativa.

Alcuni link veloci a risorse presenti nel web

AGENAS (LINK)

Provincia di Bolzano (LINK)

ARS Abruzzo normativa (LINK)

ASSR Emilia-Romagna (LINK)

Regione Lazio (LINK)

Regione Liguria (LINK)

Regione Lombardia (LINK)

Regione Marche (LINK)

ARS Marche (LINK)

Regione Sicilia (LINK)

ARS Toscana, sito web dedicato (LINK)

Regione Toscana normativa (LINK) (LINK)

Regione Umbria (LINK)

ARSS Veneto (LINK)

Sanità Veneto pagina web (LINK)

 

Per cercare altre risorse usa google (LINK) cerca "accreditamento istituzionale" e poi scrivi la regione che ti interessa.

 

 

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