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L’autocateterismo intermittente è una tecnica dove il cateterismo vescicale, previo addestramento, viene eseguito dal paziente stesso per consentire un regolare svuotamento vescicale in sostituzione della normale minzione.

La tecnica prevede l’introduzione di un catetere a una via autolubrificato attraverso l’uretra sino alla vescica.

Dopo Io svuotamento il catetere viene rimosso e gettato via.

Tale manovra viene quindi eseguita più volte al giorno, a intervalli prestabiliti ad esempio ogni 4, 6, 8 ore, secondo le modalità indicate dal piano terapeutico.

Il cateterismo intermittente può essere evacuativo (sostituzione dell’atto minzionale) o post-minzionale (a completamento dello stesso).

Rappresenta il trattamento d’elezione nella riabilitazione della persona mielolesa in quanto consente un adeguato drenaggio delle urine nel rispetto dell’integrità anatomo-funzionale.

L'autocateterismo intermittente può essere una scelta valida anche per altre patologie neurologiche o condizioni come ad esempio:

  • sclerosi multipla;
  • spina bifida;
  • mielomeningocele;
  • ritenzione urinaria post operatoria;
  • disturbi di ritenzione;
  • disturbi misti di incontinenza con residuo;
  • nel trattamento dell’incontinenza urinaria associato a terapia farmacologica.

Tipologia, dimensione e materiale dei cateteri

II calibro del catetere si misura in Charrière (CH) o Gauge (G) e corrisponde al diametro; negli adulti solitamente si usa un catetere con CH 12 o CH 14 per il cateterismo intermittente.

I cateteri sono di diverse lunghezze solitamente per un uomo si usa una lunghezza du 4O cm, per una donna 15-2O cm e per un ragazzo di circa 3O cm.

I cateteri possono avere punte diverse:

  • Nelaton, punta arrotondata;
  • Tiemann, punta conica e angolata, per uomini con problemi prostatici e/o stenosi;
  • Ergothan/Olivare, punta conica e flessibile/olivare.

Inoltre, possono essere: idrofilici, cioè dotati di un rivestimento che trattiene l’acqua e riduce l’attrito con l’uretra durante l’inserimento e la rimozione del catetere, pre-gellati o non idrofilici.

I cateteri idrofilici sono quelli più utilizzati e possono essere:

  • autolubrificati con grip scorrevole che facilita la presa e il controllo della manovra consentendo di eseguire la tecnica no-touch;
  • autolubrificati con guaina protettiva;
  • autolubrificati con sacca integrata;
  • autolubrificati in confezione ripiegabile e tascabile per ottenere la massima discrezione

La selezione di cateteri è molto ampia, tutti sono pensati e progettati per essere atraumatici e la scelta dei cateteri deve essere condivisa fra gli infermieri che dovranno addestrare il paziente all'autocateterismo consigliando il dispositivo migliore.

Nel caso di un cateterismo intermittente realizzato nel post operatorio, essendo un cateterismo estemporaneo, spesso è attuato dall'infermiere che utilizza un catetere autolubrificato riduce i rischi di traumatismi prossimi allo zero.  

Per saperne di più sull'addestramento all'autocateterimo leggi anche:

Buone pratiche per l'infermiere nella presa in carico della persona che necessita di cateterismo intermittente

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Foto di mohamed Hassan da Pixabay