Il convegno ha un titolo lunghissimo ma non se ne poteva fare a meno dato che ha affrontato il tumore della mammella nella quasi sua globalità.

Il quasi è dovuto all'assenza delle professioni sanitarie, che comunque non si sarebbero inserite bene in questo confronto visto l'alto livello tecnico che entrava nel dettaglio delle principali professioni coinvolte.

Il dibattito aperto fra anatomo patologi, genetisti, chirurghi, radioterapisti, psicologi, nasce e parte dal referto il punto di partenza per il percorso diagnostico terapeutico.

Aprono la prima giornata gli anatomo patologi, per la necessità di mettere a confronto i sistemi di analisi ed arrivare a definire la qualità del dato riportato nel referto, non è semplice.

La comprensione di una relazione fatta da un anatomo patologo non è semplice, ma poi non è semplice il tipo di analisi dato che sono analisi immunoistochimiche che seguono protocolli che hanno sigle ben precise... per loro.

L'importanza di un referto ineccepibile è sotto gli occhi di tutti dato che da questo, come detto sopra parte il percorso di cura della donna.

L'anatomo patologo riceve un campione e lo fissa in blocchetti, e se ricordo bene questi blocchetti sono poi sezionati per avere delle superfici idonee alle reazioni immunoistochimiche, quali i problemi da affrontare?

I problemi nascono dalla volonta di avere un buon campione e quindi ci si relaziona con il radiologo e il chirurgo, dall'avere un protocollo sempre migliore ed affidabile e questo si può avere solo in due modi, dal confronto con i colleghi di altri laboratori e se non si è contenti e si cerca di fare sempre meglio.

La mattina ha visto anatomo patologi, chirurghi, oncologi e radioterapisti a confronto in un dibattito acceso, obiettivo iniziare precocemente, ma non si esclude di analizzare anche cosa fare negli stadi avanzati.

Molto interessante la discussione su come intervenire nello stadio IV chi fa cosa, quando e perchè, l'argomento è andato oltre le slide perchè oggi è diventato di nicchia dato che difficilmente ci sono donne che arrivano al IV stadio. Purtroppo alcuni casi ci sono ancora e quindi prima chemio, radio o chirurgia e per il tumore primitivo o anche le metastasi.

Argomenti che forse potrebbero fare un congresso a se.

Una tecnica che non conoscevo, fra le tante cose, è l'elettrochemioterapia, che favorisce l'ingresso dei chemioterapici a livello locale ed ha un suo ruole nelle lesioni cutanee fuori controllo.

La prima giornata si è conclusa con una discussione sugli stili di vita e la comunicazione per sensibilizzare gli interventi pubblici e la prevenzione come la Komen Italia (LINK).

convegno komen

La seconda giornata si è aperta con un argomento spinoso i tumori della mammella a bassa infiltrazione e su come decidere se trattare o non trattare e far convergere gli interessi della donna e quello che è la scelta più appropriata.

Il problema di una terapia sottodimensionata o sovradimensionata è stato discusso ma non è giunto ad una conclusione visto che i fattori determinanti sono molti.

Poi il confronto fra le Brest Unit dell'Emilia-Romagna, quale intervento chirurgico e quale radioterapia nei tumori a basso grado, le casistiche e le scelte a confronto.

Il dibattito è poi proseguito con gli aspetti dell'analisi genetica, quando farla, quando è inutile e quando suggerisce interventi preventivi.

Una seconda giornata veramente piena che ha visto più volte l'intervento del prof.Taffurelli e di decine di medici, chirurghi e radioterapisti, a volte come moderatori e altre come relatori.

Un convegno regionale che si è aperto ad esperienze di altre regioni, molto interessante il confronto e la posizione di chi sosteneva il modello con PDTA orientato all'appropriatezza o il modello lombardo dove pubblico e privato si mescolano e le prestazioni vengono erogate a tutti... con i conseguenti tempi di attesa.

Un bel convegno che ha visto 16 ore di interventi in due giorni, dal titolo forse ci si poteva aspettare anche un coinvolgimento delle professioni sanitarie, ma si sarebbero dovute fare almeno 3 giornate e sarebbe diventato davero impegnativo.

 

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