La classificazione dei clisteri non è presente nel Brunner e nel Kraven eppure è una tecnica relativamente semplice ed ha un effetto importante sulla salute del paziente.

Il clistere o enteroclisma è una delle procedure infermieristiche applicate più spesso, l'argomento è poco discusso perchè tocca una sfera personale, intima ed entra nel privato, spesso si scorda che per alcuni pazienti è una pratica salvavita.

La classificazione del clistere l'ho trovata come domanda di un concorso, e la risposta era:

evacuativi,

carminativi, 

di ritenzione,

a flusso refluo.

Clisteri evacuativi, ci sta, carminativi non lo sapevo se la domanda era in un concorso deve essere una cosa conosciuta da tutti, allora sono andato a cercare su dei testi universitari, niente. Quindi su internet, in diversi siti riportano la stessa classificazione, ma con poche spiegazioni, indicando solo nei clisteri carminativi quelli che tolgono i gas.

Ma non demordo, vediamo cosa dice google libri.

Google libri arriva a volumi del 1700 dove i clisteri o cristeri o crifteri (Francesco Redi 1778 metteva la f al posto della s), un elenco di utilizzi dato che era un periodo dove si era al limite fra alchimia, erboristeria e scienze, e ne facevano di tutti i colori introducento di tutto e di più (LINK) una lettura divertente e ho scoperto che i clisteri carminativi sono quelli alla camomilla.

Per le altre definizioni non si trova nulla.

 

Il clistere, consiste nell'introduzione di una soluzione nell'ampolla rettale a volte fino al sigma, possono variare gli strumenti, i volumi, la composizione.

L'argomento chi non ha problemi di salute può far sorridere, ma a seconda dei casi come ogni pratica sanitaria, si fa solo se ci sono delle precise condizioni.

In un contesto scientifico ci sono società che discutono su ogni dettaglio, ma sui clisteri cosa vogliamo dire i più usati sono in tre categorie principali, evacuativi, medicati e diagnostici.

 

Clistere scopo evacuativo

Piccolo volume, arriva nell'ampolla rettale, utile per mantenere la regolarità dell'alvo o come preparazione di pulizia per altri accertamenti

Grandi volumi, per rimuovere masse fecali importanti o avere una pulizia dell'intestino per interventi

Grande volume a bassa pressione, di solito quando si hanno condizioni a rischio di subocclusione

Sonda rettale, lo scopo è evacuare i gas

Clistere medicato

Il più noto è quello con il lattulosio nei pazienti epatopatici che hanno un accumulo di ammonio, l'effetto è garantito dopo pochi giorni, anche se il dosaggio è lasciato all'inventiva dell'infermiere di turno, difficilmente si trovano studi sui dosaggi, o almeno pubmed non me ne a restituiti.

Clistere a scopo diagnostico

Il clistere è costituito da sostanze che entrando in ampolla favoriscono la risoluzione dell'esame.

 

La maggioranza delle persone che necessita di un clistere o enteroclisma è in buone condizioni di salute il problema emerge quando le condizioni di cronicità o la concomitanza di altre malattie rende il paziente molto delicato.

La valutazione dell'assistito è un elemento preliminare che deve definire se la tecnica può procedere, se deve interrompersi o se deve proseguire sapendo che possono esserci dei rischi.

La valutazione dell'addome, se è teso per i gas, se è dolente, dove è dolente.

L'attenzione per la tecnica, la sonda deve salire senza problemi, in alternativa dopo la valutazione dell'addome c'è quella dell'ampolla rettale, presenza di fecalomi o di alterazioni della superficie della mucosa rettale. Nel primo caso si procede ad asportazione, nel secondo si riguarda la cartella per capire se quanto rilevato era già noto altrimenti stop.

Il clistere può avere effetti collaterali importanti, alterazioni pressorie o stimoli vagali sono pericolosi perchè possono comportare una caduta e cadere in bagno è pericoloso, oppure un utilizzo frequente di clisteri porta ad alterazioni elettrolitiche. 

L'argomento si complica se si affrontano altri due argomenti la comunicazione e la responsabilità.

La comunicazione deve essere adattata alle capacità di comprensione del paziente e gli si devono spiegare i passaggi e deve dare il consenso, che può ritirare in ogni momento.

La responsabilità, perchè se non si ha idea di cosa si sta facendo, prima ci si ferma, ma poi ci si forma le situazioni in cui una perforazione intestinale porta il paziente in sala operatoria ci sono con le denuncie conseguenti.

 

 

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Avatar di Ognibene Franco
Ognibene Franco ha risposto alla discussione #1386 3 Settimane 1 Giorno fa
Ciao
Non conosco bustine da sciogliere per i clisteri.
Ci sono lassativi in busta diversi, ma non hanno l'indicazione per essere usati per i clisteri.

Se una soluzione pronta è forte si può usare la fisiologica per diluirla.
Avatar di Liliana Marini
Liliana Marini ha risposto alla discussione #1385 3 Settimane 2 Giorni fa
Buona sera,
avevo trovato una vostra discussione su un forum cui non riesco più ad accedere.

www.foruminfermieri.it/viewtopic.php?t=1343

parlavate di bustine da sciogliere nell'acqua dell'enteroclisma.

Un parente ricorda e ricerca oggi,delle bustine contenenti una specie di sapone liquido,da mescolare ad 1L di acqua calda,generando molta schiuma (il dettaglio potrebbe essere utile a rintracciare il prodotto).

Lo scopo è puramente aumentare lo stimolo ed anche le capacità emollienti rispetto alla sola acqua in pratica sempre scopo purgativo,non curativo.

Lui ne userebbe,come fatto in passato, 0,5L in caso di episodi (rari, 1-2 anno o meno) di stitichezza con feci dure.

Rifiuta i clismi pronti perchè troppo forti e l'evacuazione avviene troppo presto con feci ancor dure.

Rifiuta i lassativi perchè ad effetto troppo tardivo.

Usa 0,5 L di acqua semplice ma dopo la prima evacuazione spesso ne seguono altre nelle ore successive.

L'uso di questa sostanza in passato garantiva che tutto si concludesse felicemente in circa mezz'ora.

Grazie in anticipo a chi possa identificare la sostanza per averla utilizzata e magari fornire la sua opinione.