Cateterismo vescicale, l'importanza della lubrificazione e il piano B

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Il cateterismo vescicale è una tecnica e come ogni tecnica infermieristica prevede molte skills che l'infermiere deve acquisire.

Tra queste abilità ci sono la capacita relazionale, la manualità, sia nella sensibilità che nella gestione rispettosa dell'asepsi del materiale che nell'esecuzione della tecnica e, non possono mancare, le conoscenze dei materiali, dell'anatomia e della fisiologia.

Il cateterismo vescicale è uno degli argomenti meno discussi dagli infermieri, non ci sono corsi di qualità e si pensa che la manualità acquisita durante il tirocinio resti a vita.

Come detto, il posizionamento del catetere vescicale richiede molte abilità da parte dell'infermiere che non devono essere trascurate, anche perchè è il primo passaggio di quella catena che può portare ad un'infezione delle vie urinarie.

La tecnica del cateterismo vescicale la si può apprendere e perfezionare facendola, quello che vorrei sottolineare sono due concetti che uniscono la buona tecnica  alle conoscenze di anatomia e fisiologia.

La buona tecnica ci richiede di gestire il materiale più sterilmente possibile, rispettando il lavaggio delle mani e l'asepsi, il kit per il cateterismo vescicale viene in aiuto e la creazione di un catetere a circuito chiuso è poi la conclusione ottimale.

Questa prima fase del posizionamento è molto delicata perchè la vescica e l'uretra facilmente ospitano dei microrganismi, potrebbe essere già colonizzata. 

Se vogliamo stare sul sicuro facciamo il cateterismo vescicale pensando sempre che la vescica sia già colonizzata e ci comportiamo con la massima delicatezza.

La delicatezza nell'introduzione del catetere vescicale nella tecnica standard è necessaria per non danneggiare l'epitelio dell'uretra.

Lo sfregamento può danneggiare l'uretra per almeno due motivi:

  • la velocità di introduzione eccessiva,
  • la lubrificazione scarsa.

Un altro motivo potrebbe essere il calibro del catetere. Non riusciamo a misurare il diametro dell'uretra, ma possiamo valutare il meato urinario e scegliere il calibro del catetere adeguato. Mai avere solo una misura di catetere vescicale.

L'introduzione di un catetere vescicale fatta bene la puoi verificare chiedendo nei giorni successivi chiedendo al paziente come sta.

Ti risponderà che non ha male o disagi, quindi ok e la successiva rimozione non lascerà fastidi o danni.

Quando il catetere vescicale da immediatamente un fastidio, disagio o dolore in uretra o sull meato urinario c'è stato un errore nella tecnica del cateterismo. Se si presentano più casi dovrebbe essere motivo di confronto fra pari per capire dov'è il problema.

Che cos'è il piano B?

La tecnica standard potrebbe non essere adatta ad un paziente e quindi serve fare delle modifiche e ne conosco due.

In caso di fimosi serrata nell'uomo.

Introdurre il lubrificante come per metterlo nel meato il gel consente di allargare lo spazio fra il glande e la pelle del prepuzio questo consente di vedere l'interno, se possibile chiedere una fonte luminosa.

La seconda tecnica che prevede di adottare una variazione è quando nell'uomo c'è una contrattura e il catetere si impunta e non prosegue. Il gel di solito è idrosolubile senza altre sostanze. Io ho trovato molto utile un gel idrosolubile che ci ha fornito di default la farmacia interna. Il prodotto ha il 2% di lidocaina e lo 0,05% di clorexidina ed è in confezione singola, sterile e in una siringa particolare che ha un cono più lungo di una siringa da iniezione.

Il fatto che ci sia la lidocaina potrebbe spiegare la riduzione della contrattura e la presenza di clorexidina dovrebbe ridurre il rischio di infezione nel caso in cui il passaggio avesse creato dei piccoli traumatismi.

Ovviamente se dopo pochi minuti dall'applicazione non ci sono benefici e il catetere vescicale non passa è necessario fermarsi e chiedere l'aiuto di uno specialista. 

Il cateterismo vescicale può offrire occasioni di confronto con i colleghi, dalla comunicazione con il paziente, all'adattamento della tecnica quando ci sono delle difficoltà.

Penso che poi l'elemento più importante che emerge è l'umiltà di comprendere quando ci sono dei problemi che non si possono risolvere ed è necessario attivare il collega esperto o l'urologo.

Foto di Jill Burrow