L'acufene: definizione, manifestazione e trattamenti

orecchio e bocca che parlaOggigiorno, i disturbi a carico dell'apparato uditivo colpiscono moltissime persone e, purtroppo, le cause che scatenano la loro insorgenza spaziano dalle più variegate a quelle più specifiche.

Uno di essi è senza dubbio l'acufene, una condizione molto soggettiva e particolare caratterizzata da un'errata percezione di un piccolo ma costante rumore nell'orecchio.

Nonostante l'acufene sia da sempre oggetto di studi approfonditi che mirano ad identificarne con estrema accuratezza e precisione le cause, si tratta di un disturbo che rimane parzialmente nell'ombra; questo, però, non ha ostacolato l'ideazione di specifiche terapie o trattamenti in grado di migliorare la situazione.

In questo articolo, pertanto, esaminiamo tutto ciò che c'è da sapere riguardo l'acufene, chiarendone la definizione, le cause e i sintomi, nonché tutti i metodi utili per alleviare tale condizione.

Immergiamoci subito!

Definizione e manifestazione dell'acufene

Come già detto precedentemente, l'acufene non è altro che una percezione prettamente soggettiva di un rumore costante in una delle due orecchie. 

La stragrande maggioranza dei casi di acufene viene caratterizzata da tale percezione soggettiva, anche se in alcuni casi il rumore può essere localizzato in entrambe le orecchie o direttamente nel cranio.

Un'altra versione del disturbo viene chiamata acufene oggettivo: si tratta del tipico rumore costante percepito però anche esternamente al soggetto che lo sente.

Come si manifesta questo annoso rumore?

In base alla sintomatologia e all'entità, l'acufene si traduce in realtà mediante:

    • un ronzio di variabile entità, da una tonalità più grave ad una più acuta
    • un fischio con frequenza prettamente acuta
    • un suono di frequenza variabile
    • un suono pulsante, come se il soggetto stesse ascoltando un rumore meccanico e intermittente


In linea generale, le tipologie di rumori percepiti da chi è afflitto da acufene possono essere tintinnii, rombi, fischi, sibili o ronzii, in base all'apparato uditivo del soggetto.

Inoltre, l'acufene può essere sia intermittente che costante: nel primo caso, il soggetto riesce a conviverci senza troppi problemi, ma nel secondo caso la qualità della vita dell'individuo peggiora sensibilmente, portando all'insorgenza di problematiche emotive come la depressione o stati di ansia e stress.

Che dire delle cause che si celano dietro l'acufene?

Secondo alcuni studi, pare che l'acufene soggettivo possa essere causato dall'interruzione della normale attività neuronale della corteccia uditiva; in questi casi, alcuni componenti delle vie acustiche, come il nervo omonimo, la coclea o i nuclei del tronco encefalico deputati all'ascolto, possono subire delle anomalie funzionali e patologiche dirette responsabili dell'insorgenza di un rumore "fantasma" percepito solo dal soggetto colpito.

L'acufene oggettivo, tuttavia, può essere legato doppio filo ad alcuni meccanismi fisiologici che avvengono nei distretti anatomici prossimali all'orecchio interessato: ad esempio, il rumore può essere dovuto all'aumento del flusso sanguigno o a malformazioni vascolari, ma anche a causa di spasmi dei muscoli contenuti nell'orecchio medio.

In molti casi l'acufene è direttamente proporzionale a diverse patologie che interessano l'apparato uditivo, come:

    • perdita dell'udito neurosensoriale
    • malattia di Ménière
    • presbiacusia
    • infezioni del sistema nervoso centrale
    • ictus
    • tumori
    • infiammazioni del condotto uditivo, come le otiti
    • traumi di varia entità
    • otosclerosi
    • presenza di corpi estranei o cerume eccessivo nei condotti

Acufene: la diagnosi

L'otorinolaringoiatra, per poter diagnosticare correttamente l'acufene e instaurare la giusta terapia o trattamento, ordina solitamente alcuni esami di tipo strumentale o di laboratorio per individuare le cause che scatenano l'insorgenza di tale disturbo.

Innanzitutto, però, durante la primissima visita egli si occupa di raccogliere l'anamnesi del paziente per capire la durata dell'acufene, la tipologia del rumore percepito e la sua esatta ubicazione.

Inoltre, il medico valuta anche l'eventuale compartecipazione di alcuni meccanismi fisiologici che potrebbero acuire o alleviare il disturbo, come la deglutizione o il posizionamento della testa quando il soggetto si corica.

Infine, lo specialista si accerta se il paziente è stato esposto a forti traumi che hanno interessato l'apparato uditivo, come le variazioni di pressione improvvise o l'ascolto di forti e prolungati rumori, nonché la storia clinica di eventuali infezioni o infiammazioni del condotto uditivo.

Dopodiché, si procede con l'esame obiettivo volto a ispezionare l'orecchio interessato alla ricerca di secrezioni o corpi estranei, segnali di un'infezione in atto o della presenza di masse tumorali.

In molti casi, l'otorinolaringoiatra potrebbe prescrivere alcuni esami strumentali, come la risonanza magnetica o la TAC per escludere tumori o neoplasie di vario genere.

In altri casi, l'angio-RM o l'angio-TC potrebbero configurarsi come esami assolutamente efficaci per valutare lo stato delle arterie carotidi o vertebrali, ma anche dei vasi endocranici.

Rimedi e i trattamenti

Trattare correttamente l'acufene non è assolutamente cosa da poco: tale processo, però, viene facilitato paradossalmente qualora dovesse esserci una patologia che scatena il disturbo, dato che è possibile instaurare la corretta terapia che vada a stroncare la condizione patologica alla radice.

Molto spesso, lo specialista consiglia ai soggetti colpiti di cercare di eliminare alcune sostanze che potrebbero peggiorare la situazione, come la caffeina, la teina o la nicotina e altri stimolanti o eccitanti.

Nonostante non esista una vera e propria cura specifica, alcuni soggetti hanno trovato molto utile utilizzare della musica rilassante per distrarre l'acufene, specialmente prima di addormentarsi.

Altri hanno sperimentato con risultati positivi l'uso di un dispositivo riconducibile ad un apparecchio acustico che maschera l'acufene fornendo un suono appena percepibile.

Altri ancora hanno affrontato terapie di riaddestramento promulgate da programmi rieducativi altamente specializzati, con discreti risultati.

L'acufene è un disturbo davvero molto fastidioso in grado di impattare negativamente sulla quotidianità; tuttavia, riconoscerne le cause permette di agire tempestivamente per avvalersi del giusto trattamento finalizzato al miglioramento della situazione, per una convivenza più serena.

Sitografia:

Foto di Thomas Wolter da Pixabay 

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