studio infermieristico idee

Il mio nome è Ivan Verzilli, sono un infermiere che lavora attivamente a Teramo e nella provincia italiana.

La medicina è sempre stata la mia passione. Aiutare le persone è quello che mi ha sempre spinto ad andare avanti in questo lavoro che, come puoi immaginare, non è sempre così facile, soprattutto quando hai a che fare con pazienti che non se la passano bene.

Ho sempre messo la mia passione per questo lavoro davanti a tutto e mi sono fatto strada nella città di Teramo riuscendo a creare uno studio infermieristico di successo.

Come ho fatto?

Ho ascoltato i miei pazienti ed ho capito due cose importanti, ovvero quello di cui avevano bisogno:
1 - della mia presenza;
2 - di più informazioni.

Così ho avviato Infermiere Facile, un portale che oggi conta centinaia e centinaia di pazienti che ogni giorno possono contare sulla nostra assistenza a domicilio nel territorio e che hanno a disposizione diversi canali per comunicare con il mio staff e con me direttamente.

Rispondere ai loro problemi è stata la prima strategia per avere successo.

Ma ci sono molti altri aspetti pratici che devi conoscere per lavorare in un mercato dove ci sono delle compagnie davvero giganti e tanti concorrenti sleali.

Alla fine di questo articolo avrai chiari quelli che sono gli strumenti necessari per farcela.

 

Come aprire uno studio infermieristico di successo?

 Competenza, talento e titoli personali sono le stelle polari nella scelta di aprire la p.iva

(escludendo la collaborazione uni mandataria) o costituire lo studio infermieristico dal notaio.

Ma come puoi immaginare l’aspetto pratico viene subito dopo una buona idea, un buon servizio.

 

Stando a contatto ogni giorno con pazienti che hanno necessità diverse ho capito che uno studio infermieristico di successo nasce e si sviluppa solo se risponde alle domande e alle esigenze dei pazienti.

 

Con Infermiere Facile sono riuscito a fare questo.

 

Metti subito a fuoco la necessità di un’idea differenziante, prima di aprire la p.iva devi obbligatoriamente porti questa serie di domande:

  • quale nicchia del mio mercato potrei servire meglio se mi specializzassi?
  • Quali disservizi danno solitamente i miei concorrenti che io posso evitare o risolvere?
  • Come potrei concentrarmi per diventare il loro punto di riferimento?
  • Qual è tra i problemi del nostro settore che posso risolvere meglio?

Nella mia personale esperienza, la sfida si era posta in maniera intrigante qualche anno fa, quando lavoravo come infermiere libero professionista per una big dell’home care service, in contemporanea come cento-diciottista tra Romagna e Marche soccorso e alcuni amici e colleghi mi chiesero di entrare in una piccola cooperativa che stavano fondando.

L’idea era aggregare cinque o sei infermieri complementari sotto un marchio comune.

Anziché lavorare singolarmente come infermieri sul territorio, e così via fra decine e centinaia di altri infermieri (in regola) e altrettanti dopolavoristi e abusivi (cani sciolti), avremmo potuto negoziare direttamente con privati e aziende offrendo loro una soluzione completa.

A quel punto si presentava un problema, perché se da un lato il sodalizio ci distingueva aprendoci nuove opportunità, dall’altro ci imponeva di nuotare in acque popolate dai pesci grossi del settore a domicilio (cooperative politicizzate che sfruttano colleghi neo-laureati e non solo).

Fornire soluzioni chiavi in mano a privati e aziende è infatti il lavoro delle cooperative e agenzie a servizio completo, che potevano contare su risorse, budget e blasoni molto superiori a qualsiasi immaginazione. 

Cosi iniziai a ragionare sul modo in cui avremmo potuto differenziarci.

 Il risultato fu la seguente reinterpretazione, una serie di principi guida intorno ai quali ho costruito il mio Brand Infermiere Facile, assicurandomi che emergesse chiaramente come elemento distintivo nella nostra identità.


Molti di questi orientamenti sono alla base del vantaggio competitivo di qualunque professionista desideroso di farsi strada in un mercato altamente concorrenziale.

Partiamo con pochissimi o senza clienti

Possiamo garantire tempi di esecuzione servizi rapidi e puntuali.

Comunicandolo adeguatamente potremmo guadagnarci un posto in cima alla lista delle persone da chiamare quando un lavoro è urgente.

Possiamo offrire soluzioni flessibili.

I concorrenti sono lenti e macchinosi, con noi i clienti devono sapere di poter alzare il telefono in qualunque momento e avere una risposta senza passare per segreterie, appuntamenti o file.

 I soci pro-attivi dell’iniziativa scarseggiano

Non pretendiamo di fare tutto.

 Non nascondiamo che facciamo poche cose: il messaggio che arriverà sarà che lo facciamo bene.

 Con noi è possibile avvantaggiarsi di un rapporto personalizzato basato sulla fiducia individuale.

Siamo piccoli e poco conosciuti

Distinguiamoci con uno stile di comunicazione simpatico e informale; saremo le mosche bianche del settore

Come vedi non si tratta di indossare un paio di occhiali rosa, o di sforzarsi a oltranza di vedere i bicchieri mezzo pieni.

Il fatto è che spesso (e non solo sul lavoro), l’ansia di sopperire alle nostre presunte carenze è tale da impedirci di vedere le potenzialità che queste possono contenere. 

Il modello “universitario” con cui dobbiamo fare i conti sin dalla scuola sembra più preoccupato di uniformare le specificità che valorizzarle.

Quindi cosa non deve mai mancare per aprire il proprio studio infermieristico vincente?

Posizionamento differenziante, avere un team multidisciplinare e dei buoni soci, essere sul pezzo rispetto alle esigenze del mercato, saper scrivere un business model e dove trovare i soldi per trasformare l’idea in realtà.

Non è un’impresa impossibile da portare a termine.

 Ragiona sui punti teorici, metti in primo piano la strategia, poi lavora sulla chiarezza, un punto di partenza per non sbagliare mai.

Ma, soprattutto, fa’ esperienza, prova e riprova e rispondi sempre alle esigenze dei tuoi pazienti.

 Questo è il modo migliore per imparare.

 

E se hai qualche dubbio scrivimi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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