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fad roadmap anestesiaIl progetto Roadmap in anestesia ha attivi due corsi FAD da 5 crediti ECM, un corso FAD gratuito dal titolo "Gestione anestesiologica del paziente anziano" e l'altro "Gestione anestesiologica in chirurgia robotica" ogni corsi eroga 5 crediti ECM e saranno attivi fino al 31 dicembre 2019.

Due argomenti molto attuali: da un lato la chirurgia dell'anziano che, visto l'aumento dell'età media, sarà sempre più frequente, dall'altro la chirurgia robotica, sempre più utilizzata e le videolezioni sono un' ottima occasione per saperne di più.

fad anestesia anziano

Razionale scientifico Gestione anestesiologica del paziente anziano

Nel valutare costi e benefici di un intervento chirurgico in un paziente anziano non si possono non considerarne le peculiarità cliniche. Da qui la necessità di una valutazione personalizzata del paziente, soprattutto nella fase pre-operatoria. In primis, l’invecchiamento fisiologico, la polipatologia, il politrattamento farmacologico. Vi è poi il processo, che può essere fisiologico o patologico, di decadimento cognitivo e sensoriale che determina una ridotta capacità di comprensione, che ricade sul processo decisionale e sul consenso informato. Infine, la fragilità, che si riferisce ad una condizione dell’organismo in cui un minimo turbamento rompe l’equilibrio precario, e determina pur piccoli effetti a cascata verso una sempre maggior vulnerabilità.

Date le caratteristiche metaboliche del paziente geriatrico, la dose ideale è quella minima efficace. Un esempio quello del sugammadex, farmaco che garantisce una rapida ripresa completa della funzione muscolare e respiratoria e che può quindi contribuire a ridurre il rischio di complicanze post operatorie. Tratto dalla pagina web http://corso17.roadmapinanestesia.it/

 fad chirurgia robotica anestesia

Razionale scientifico Gestione anestesiologica in chirurgia robotica

A metà 2016 l’Italia contava 76 sistemi operativi robotici in strutture pubbliche o accreditate. Il 50% dei sistemi si trovava in 3 regioni (Lombardia, Toscana e Veneto). La Val d’Aosta ha la più alta densità di robot per milione di abitanti (7,9), molto al di sopra della media italiana (1,3 per milione di abitanti), mentre la vetustà media dei sistemi è pari a 3,5 anni. L’utilizzo più frequente del robot avviene nella chirurgia urologica (60%), disciplina che ha la percentuale più alta di personale formato, il 20% dalla chirurgia generale, il resto da tutte le altre specialità chirurgiche. Rispetto alla chirurgia tradizionale, la mininvasiva fornisce risultati migliori sotto vari punti di vista: minori perdite ematiche intraoperatorie, migliore e più delicata manipolazione dei tessuti, riduzione delle complicanze, più rapida mobilizzazione ed alimentazione del paziente, minor tempo di ospedalizzazione con enormi vantaggi per l'azienda che sullo stesso posto letto vede ruotare almeno il doppio dei pazienti. Ciò ha richiesto la revisione pressoché totale dei tradizionali approcci anestesiologici. Lo sforzo maggiore che ha dovuto compiere l'anestesista in questo nuovo scenario, a parte la fase preoperatoria di selezione e preparazione dei pazienti, è stato quello di far coincidere al tavolo operatorio le proprie esigenze con quelle del chirurgo, essendo esse sostanzialmente diverse. Obiettivo del chirurgo è quello di avere un ottimale accesso e un'ottimale visione del campo chirurgico; un rilasciamento muscolare profondo fino ai punti di sutura, in sostanza un ottimo outcome.

Obiettivi dell’anestesista sono quelli ridurre il rischio della curarizzazione residua e garantire la massima sicurezza del paziente; garantire un corretto turnover nelle sale operatorie. Indipendentemente dal tipo di anestesia, le esigenze del chirurgo in chirurgia mininvasiva, possono essere soddisfatte solamente con un blocco neuromuscolare profondo fino alla fine della procedura; un blocco moderato provocherebbe difficoltà all'accesso chirurgico, effetti negativi sull'emodinamica per le aumentate pressioni di insufflazione, difficoltà ad estrarre i visceri nell'ultima fase dell'intervento, aumentato dolore postoperatorio, elementi che metterebbero seriamente a rischio il successo della procedura chirurgica stessa. Il rischio della curarizzazione residua postoperatoria non può essere trascurato per gli effetti negativi sul paziente e per il rallentato turnover di sala che inevitabilmente provocherebbe. L'associazione farmacologica rocuronio - sugammadex soddisfa ampiamente i requisiti richiesti in questo tipo di chirurgia. Tratto dalla pagina web http://corso18.roadmapinanestesia.it/

Entrambi i corsi sono molto interessanti.

L'iscrizione è relativamente semplice ma ci sono due modalità a seconda se si ha già fatto un corso del progetto roadmap in anestesia oppure se è una nuova registrazione.

Registrazione al corso fad se si ha già fatto un corso del progetto roadmap in anestesia:

Semplicissimo, dalla pagina web http://corso17.roadmapinanestesia.it/ o http://corso18.roadmapinanestesia.it/ c'è il campo per inserire l'email "iscriviti a questo corso" a questo punto si clicca e si apre la pagina per l'iscrizione, ma se si è già registrati si mette la spunta alla prima voce, "

La nuova registrazione:

Dalla pagina web del corso in basso c'è un campo dove mettere la propria email di registrazione, si clicca e si apre un'altra pagina.

Si completano tutti i campi e il codice  di iscrizione dovrebbe essere ancora anestesia 013, quindi si completa la registrazione.

Importante:

i corsi sono su pagine web che non hanno l'https e quindi se il browser ha dei parametri rigidi potrebbe non farti aprire la pagina web, in questo caso è sufficiente accettare i "rischi" e proseguire.

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