L'interruzione volontaria di gravidanza con RU486 è una tecnica inserita di recente nel nostro paese, mentre a livello europeo è possibile fare IVG con tecniche farmacologiche.

L'assistenza alla donna che assume la terapia è relativamente semplice, dato che se da un lato si parla di assumere un farmaco dall'altro ci sono compliance psicologiche che possono essere rafforzate da una conoscenza approfondita.

 

 

Premessa l'interruzione volontaria di gravidanza è un atto importante che deve essere libero, responsabile, consapevole.

Leggendo la linea guida della regione Liguria è possibile estrarre alcune informazioni per l'assistenza infermieristica.

L'efficacia del farmaco è massima entro i 49 giorni di gravidanza e l'assunzione avviene in più giorni e quindi dopo la prima se c'è un ripensamento dopo la prima somministrazione la gravidanza può procedere.

La prenotazione per l'accesso al servizio di ginecologia ed ostetricia avviene in 3 modalità, diretto, con certificato del territorio, con certificato del medico di fiducia.

L'assunzione del farmaco avviene in ospedale in ambiente controllato dopo la somministrazione possono comparire perdite ematiche, vomito, diarrea, rialzo della temperatura, altre complicanze più serie sono rare e valutate caso per caso.

Schema di trattamento (tratto dalla LG Liguria LINK)

Criteri di inclusione che consentono l'aborto farmacologico

 

• Test di gravidanza positivo con amenorrea fino a 49 gg o epoca concezionale fino a 35 gg.

• Gravidanza in utero con datazione ecografica fino a 49 gg.

• Richiesta di IVG come prevista dall’articolo 5 della legge 22 maggio 1978, n.194.

• Donne che possono fare la visita di controllo successiva.

• Possibilità della paziente di raggiungere il reparto ospedaliero dal domicilio entro 60 minuti.

• Firma del consenso informato. La donna interdetta e la  minore possono partecipare al protocollo in rigorosa osservanza delle condizioni previste dagli articoli 12 e 13 della legge 194/78.

Criteri di esclusione che comportano la non somministrazione

 

• Sospetto di gravidanza extrauterina.

• Gravi coagulapatie e trattamenti in corso con anticoagulanti.

• Insufficienza surrenalica.

• Asma grave non compensata dalla terapia.

• Allergia al mifepristone o al misoprostol. Ipersensibilità nota verso le prostaglandine.

• Grave anemia (Hb < 7g/dl)

• Diabete complicato.

• IUD (inclusione dopo la rimozione).

• HIV.

• Insufficienza renale cronica.

• Insufficienza epatica.

• Donne fumatrici di età superiore ai 35 anni.

 

 

 

Ricovero.

Giorno1

• Visita, colloquio ,

• Apertura cartella clinica di ricovero ordinario e della scheda clinica individuale .

• Ecografia transvaginale di primo livello qualora non già eseguita).

• Verifica della sottoscrizione del consenso informato.

• Controllo della comprensione da parte della paziente delle note informative già consegnate .

• Esame emocromocitometrico, determinazione emogruppo e test di Coombs indiretto.

• Assunzione di  600 mg di mifepristone (Mifegyne®) per os.

Giorno 2

• Controllo clinico della paziente.

Giorno 3

• Assunzione di 400 µg per os di misoprostol (Misodex®° o Cytotec®).

• Seconda assunzione di misoprostol (400 µg) dopo tre ore qualora non si sia già verificata

l’espulsione del materiale abortivo.

• Periodo di osservazione fino all’espulsione del materiale abortivo.

• Dimissione dopo un altro periodo di attesa di almeno un’ora.

• Immunoprofilassi anti-D per le donne con emogruppo Rh (D) negativo.

• Prosecuzione del ricovero in caso di mancata risposta al trattamento e/o di complicanze.

• Consegna del questionario domiciliare per la donna.

• Trascorse 24 ore dalla somministrazione del Misoprostol, nel caso di ragionevole certezza che il trattamento non abbia avuto successo  e/o la paziente decida di interromperlo, come previsto dal consenso informato, verrà effettuata una valutazione clinica su come proseguire,nel rispetto del protocollo, con le seguenti previsioni:

1) l’esecuzione immediata dell’aborto chirurgico, dopo l’esecuzione dei test clinici e di laboratorio richiesti dagli anestesisti o comunque nei tempi più brevi possibili, senza dimissione;

2) la prosecuzione con farmaci attualmente disponibili e registrati in Italia per questa indicazione (gemeprost, sulprostone, metilergometrina maleato), sempre in regime di ricovero;

3) l’eventuale dimissione nel caso la paziente decida di proseguire la gravidanza, essendo a conoscenza dei rischi  fetali connessi. Alle pazienti verrà richiesto di sottoscrivere un nuovo consenso informato per il trattamento scelto.

Giorno 14 circa – Day service

• Visita di controllo.

• Prelievo per l’emocromo.

• Ecografia transvaginale di primo livello.

• Eventuale revisione della cavità uterina.

• Completamento cartella clinica (schede e questionari).

 

 

L'assistenza alla donna che decide per l'interruzione volontaria di gravidanza attraverso la tecnica farmacologica e non chirurgica deve avere un assistenza che ne affronti anche l'aspetto psicologico i dubbi e le incertezze.

La linea guida della regione Liguria, "interruzione volontaria di gravidanza mediante mifepristone (RU486) e misoprostolo" è un documento completo utile sia per gli operatori che per gli utenti.

http://www.asl2.liguria.it/pdf/pareri/linee_ru486.pdf

 

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