Per sterilizzazione si intende il risultato finale di procedimenti fisici e/o chimici che, attraverso metodologie ripetibili, standardizzabili e documentabili hanno come obiettivo la distruzione di ogni microrganismo vivente, comprese le spore.
La sterilizzazione è un processo cruciale per garantire la sicurezza e prevenire la diffusione di infezioni e l'infermiere è il responsabile dell’applicazione delle suddette procedure.
Per conseguire l'obiettivo di disinfezione o sterilizzazione è necessario identificare le tecniche di trattamento più adeguate, tenendo conto, in via preliminare, della natura dello strumento e dell'uso a cui lo stesso è destinato.
A questo proposito appare tuttora valida la classificazione che Spaulding ha proposto per primo nel 1972 e che per la sua semplicità e logicità è stata seguita da vari studi. Spaulding ha infatti suddiviso i presidi medico-chirurgici in base al rischio di infezione correlato al loro uso, distinguendoli in tre categorie:
- critici, sono quelli che presentano il più alto rischio di infezione, poiché interrompono la continuità della superficie corporea e sono introdotti direttamente nel sangue o in aree normalmente sterili;
- semicritici, quelli che vengono a contatto con le mucose integre, come ad esempio gli endoscopi ed i cateteri urinari;
- non critici, quelli che vengono semplicemente a contatto con la cute integra, come il bracciale dello sfigmomanometro, gli stetoscopi.
il processo di sterilizzazione è un intervento di prima scelta da preferire in tutte le situazioni di rischio elevato; essa è obbligatoria per articoli critici ed è consigliabile, anche se non indispensabile, per quelli semicritici, per i quali è obbligatoria una disinfezione di alto livello.
Fasi della sterilizzazione:
La sterilizzazione è un processo, ogni elemento ha un valore unico ed insostituibile e un errore in qualsiasi fase ne compromette il risultato.
- Decontaminazione e risciacquo, rimozione o inattivazione dei microrganismi patogeni e dei contaminanti per rendere una superficie, un oggetto o un ambiente sicuro per la manipolazione.
- Eventuale smontaggio.
- Detersione e risciacquo, rimozione obbligatoria del materiale organico e sporco.
- Asciugatura, ada effettuare accuratamente in maniera da garantire la migliore conservazione
- Controllo
- Confezionamento
- Sterilizzazione
- Trasporto
- Conservazione del materiale sterile
Metodi di Sterilizzazione
Esistono diversi metodi per raggiungere la sterilizzazione, ognuno con i suoi vantaggi e svantaggi:
Calore umido (autoclave)
Questa tecnica è la più diffusa all'interno degli ospedali perché risulta meno costosa, più efficace e sicura di altre forme di trattamento. Il vapore distrugge in tempi brevi la maggior parte delle spore batteriche termoresistenti e cede rapidamente, per condensazione, grandi quantità di calore.
L'autoclave permette di sterilizzare con successo ed in tempi brevi una grande varietà di materiali. Deve però garantire il raggiungimento ed il mantenimento delle condizioni di temperatura, umidità relativa e pressione in tutti i punti del carico.
Gli svantaggi sono che non è adatto a materiali sensibili al calore e può danneggiare strumenti con parti in gomma o plastica.
Calore secco (forno Pasteur)
Il calore secco agisce mediante apposite stufe al cui interno si possono raggiungere temperature fino a 200 gradi. Poiché il calore secco ha scarsa capacità di penetrazione è necessario raggiungere temperature elevate e mantenerle per tempi sufficientemente prolungati. A tale fine si impiega una temperatura di 180 gradi per 30 min o di 160 gradi per almeno 60 min.
Questo metodo ovrebbe essere utilizzato solo per quei materiali che non possono essere sterilizzati in autoclave, poiché il vapore li danneggerebbe o perché impermeabili ad esso. In particolare il trattamento è indicato sui taglienti (poiché il calore secco non ha proprietà corrosive sui metalli), per la vetreria di laboratorio, lo strumentario in vetro, olii e polveri. Molti altri materiali, al contrario, non sono indicati perché le alte temperature ed i lunghi tempi di trattamento li danneggerebbero
Sterilizzazione chimica
Utilizza agenti chimici come l'ossido di etilene o il perossido di idrogeno per eliminare i microrganismi. Questo metodo è adatto per materiali sensibili al calore, come dispositivi medici e plastiche.
L'impiego dell'ETO è indicato per tutti quei materiali che non sopportino il trattamento mediante calore. Ha una notevole capacità di penetrazione che determina anche un assorbimento del gas da parte del materiale esposto (il caucciù seguito dal policloruro di vinile esercita il massimo assorbimento).
Normalmente è utilizzato a contrazioni comprese tra 500 e 1000 mg/L per tempi di azione da 3 a 6 ore alla temperatura di 50°-60°.
Radiazioni ionizzanti
Le radiazioni gamma o a fascio di elettroni sono utilizzate per sterilizzare materiali monouso come siringhe e cateteri.
I raggi UV nella lunghezza d'onda di 2.500 A (Ampere) possiedono la maggiore attività microbicida. Essi agiscono danneggiando il DNA e la loro azione antimicrobica è molto rapida e purtroppo la loro scarsa capacità penetrante ne limita l'utilizzazione solo alle superfici direttamente esposte. In genere sono impiegati per la sterilizzazione dell'aria e dei piani d'appoggio in ambienti particolarmente protetti.
Filtrazione
Questo metodo rimuove fisicamente i microrganismi da liquidi o gas tramite filtri con pori di dimensioni microscopiche, utilizzata su larga scala per la produzione farmaceutica di liquidi biologici sterili che non possono essere trattati altrimenti.
Controllo della sterilizzazione
Per garantire l'efficacia del processo di sterilizzazione, vengono utilizzati diversi metodi di controllo, tra cui:
- Indicatori biologici, spore batteriche resistenti al calore utilizzate per verificare l'efficacia del processo di sterilizzazione.
- Indicatori chimici, cambiano colore quando vengono esposti a determinate condizioni di sterilizzazione.
- Controlli fisici, monitoraggio di parametri come temperatura, pressione e tempo durante il processo di sterilizzazione.
Applicazioni della sterilizzazione
La sterilizzazione trova applicazione in diversi settori:
- Medicina, la sterilizzazione di strumenti chirurgici, dispositivi medici, farmaci e ambienti ospedalieri per prevenire infezioni.
- Industria alimentare, la sterilizzazione di alimenti e bevande per garantirne la sicurezza e prolungarne la conservazione.
- Laboratori di ricerca, sterilizzazione di terreni di coltura, strumenti e attrezzature per evitare contaminazioni.
- Industria farmaceutica, sterilizzazione di prodotti farmaceutici per garantirne la sterilità e l'efficacia.
Per concludere
La sterilizzazione è un processo essenziale per garantire la sicurezza e la salute in diversi ambiti. La scelta del metodo di sterilizzazione più appropriato dipende dal tipo di materiale da sterilizzare e dalle specifiche esigenze.
La realizzazione di questo processo può prevedere un'elevata complessità in cui intervengono diverse figure che devono essere coordinate ed organizzate per un risultato perfetto al 100%.
Approfondimenti
- Articolo OPI di Roma: "La sterilizzazione: competenze, responsabilità e direttive".
