Oggi lavorare in Italia al di fuori della propria regione o lavorare nelle principali città europee ha una sola differenza la comprensione della lingua. Il collega pugliese o siciliano che lavora a Bologna quando torna a casa a gli stessi costi se non minori per un viaggio di ritorno da Dublino, Londra, Francodforte o Monaco.

Leggendo commenti e pareri verso il lavoro all'estero penso che ci siano diversi punti di forza nell'immaginario di chi si trasferisce, del tipo, equità fiscale, senso di scoperta e crescita economica con regole trasparenti.

 Ovviamente avere il lavoro è un punto di forza grandissimo rispetto al restare a casa e non lavorare rischiando di perdere la manualità e trovarsi a fare di tutto sottopagato. Il lavoro ci offre delle possibilità di crescita personale, familiare e professionale che il non lavorare non offre.

Io sono fortunato, nato a Bologna e lavoro a Bologna da sempre e da sempre ho colleghi che si sono trasferiti e vedo che il rientro a casa per tornare a trovare i genitori è un evento che si organizza per tempo che richiede viaggi più o meno impegnativi e lunghi con l'aereo il treno o l'auto. 

La stessa cosa fa il collega che si sposta e lavora in uno stato europeo.

 

Linguedo nella sua campagna per cercare infermieri per Monaco (LINK) ci presenta tre colleghi, Silvia, Gabriele e Saverio, che raccontano la loro esperienza.

 

 

Un bel video più lungo è anche quello del canale "due italiani in UK" (LINK) sono due infermieri che raccontano il loro ingresso nel mondo del lavoro anglosassone, lo stipendio e la cittadinanza.

 

 

Le esperienze di lavoro raccontate sono belle ed hanno una componente personale nell'entusiasmo di affrontare le nuove esperienze con ottimismo.

 

 

 

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