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apple 3117507 640Le lesioni da pressione (ldp) hanno molti significati  per il paziente e i suoi familiari, condizioni cliniche che si aggravano, assistenza non praticata bene, dolore, imbarazzo e sofferenza.

L'impegno nella prevenzione raramente viene percepito e la cura è lunga e non sempre certa.

In Italia le ldp sono classificate prevalentemente secondo gli stadi proposti dall'European Pressure Ulcer Advisory Panel: EPUAP e suddivise in 6 classificazioni. 

La scale più utilizzate sono di due tipi: quelle di prevenzione del rischio e quelle di valutazione della lesione quando è presente.

Le scale di valutazione del rischio di lesione da pressione più utilizzate sono:

Braden,

Norton,

Knoll,

Waterlow.

Il loro compito è aiutarci nella prevenzione delle lesioni da pressione per pianificare l'utilizzo di presidi, posture e monitorare l'alimentazione, dipende dalla scelta della scala.

Quando compare una lesione ci affidiamo alla scala EPUAP per indicare la presenza della lesione ma da sola è molto sintetica e le lesioni sono spesso complesse.

La descrizione riportata in consegna diventa molto operatore dipendente, per questo ci sono delle scale di valutazione delle lesioni da pressione.

La stadiazione della lesione da pressione secondo EPUAP ha 6 classificazioni che riporto:

Stadio I: Eritema Non Sbiancante

Stadio II: Perdita Cutanea a Spessore Parziale

Stadio III: Perdita Cutanea a Tutto Spessore

Stadio IV: Perdita Tessutale a Tutto Spessore

5-Non Stadiabile: Profondità Ignota

6-Sospetto Danno dei Tessuti Profondi: Profondità Ignota

Nel documento dell'EPUAP Prevenzione e Trattamento delle Ulcere da Pressione: Guida Rapida di Riferimento di 80 pagine, scrivono categoria/stadi ma per la maggioranza di noi è sufficiente definirli stadi, mentre per chi fa ricerca o delle osservazioni approfondite potrebbe trovare delle differenze fra le lesioni dello stesso stadio e quindi definirle di categoria.

La radiazione delle lesioni riportata in consegna potrebbe portare a pareri discordi, soprattutto perché anche i documenti ufficiali sono discordanti,  ad esempio la classificazione 5 e il 6 sono presenti nei documenti regionali dell'Emilia-Romagna, ma ignorati dalla linea guida della Toscana (LINK).

Le scale di valutazione che più spesso utilizziamo sono quelle di valutazione del rischio della lesione, ma quando compare una lesione come la descriviamo è importante per far comprendere ai colleghi e a chi vedrà i documenti postumi com'era la lesione e come è cambiata. O più semplicemente per farci comprendere se sta andando bene o se sta peggiorando, abbiamo diversi strumenti a disposizione.

Quando si lavora in un contesto dove le lesioni da pressione sono poche le descriviamo riferendoci alla scala EPUAP e non andiamo oltre, ma quando la lesione è complessa la sola descrizione può non bastare per mostrare i progressi.


IMPORTANTE:

le categorie/stadi EPUAP non corrispondono all'evoluzione della lesione da pressione, ma sono foto di un momento, l'evoluzione della lesione potrebbe esserci da I a II, ma poi il tessuto necrotizza (lesione non stadiabile), quindi rimuoviamo la necrosi e vediamo se siamo nello stadio III, IV o ancora non stadiabile. 

La guarigione allo stesso modo potrebbe passare da IV a III, ma non a II, resterà allo stadio III in miglioramento.


La descrizione di una lesione da pressione non è definire il semplice stadio, possono esserci presenti degli elementi utili nella zona perilesionale, nel bordo, nel margine o all'interno e la stessa medicazione alla rimozione dà indicazioni utili. 

L'obiettivo di una scala di valutazione della lesione da pressione è raccogliere gli elementi utili al team per decidere una strategia di trattamento e monitorarne i risultati per comprendere se la lesione sta migliorando o peggiorando.

I reparti che hanno molte lesioni da pressione alle scale di valutazione del rischio dovrebbero abbinare una scala di valutazione della lesione, la sola foto non rende per quanto riguarda la profondità, il rosso varia da macchina fotografica e dal dispositivo di visualizzazione, non si può toccare la lesione e quindi non si comprende se c'è edema o meno.

Le scale sono:

Classificazione Colore https://scholar.google.it/scholar?q=color+classification+pressure+ulcers

Wound Bed Score (LINK google)

Bates-Jensen Wound Assessment Tool (BWAT) (link google)

Pressure Ulcer Scale for Healing (PUSH) Tool (link google)

A queste si può aggiungere anche la scala SEE & WRITE proposta dal dott.Massimo Rivolo (LINK).

La regione Emilia-Romagna ha realizzato un documento specifico con tutte le scale di valutazione (LINK) in questo modo è possibile scegliere quella che si inserisce meglio nell'organizzazione di reparto.

La descrizione di una lesione da pressione non è semplice, se lo desideri puoi esercitarti con le immagini del database delle lesioni da pressione del http://www.medetec.co.uk con oltre 150 immagini di lesioni.

Bibliografia:

Le medicazioni avanzate per il trattamento delle ferite acute e croniche - Dalle evidenze della letteratura alla pratica quotidiana" (2016)

Allegato 1 documento: "Le medicazioni avanzate per il trattamento delle ferite acute e croniche" - Protocollo di trattamento delle lesioni da pressione (2016)

Allegato 2 del documento "Le medicazioni avanzate per il trattamento delle ferite acute e croniche" - Caratteristiche e indicazioni delle medicazioni (2016)

Allegato 4 documento "Le medicazioni avanzate per il trattamento delle ferite acute e croniche" - Scale di valutazione delle lesioni cutanee (2016)

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