La vigoressia, conosciuta anche come bigoressia, dismorfia muscolare o complesso di Adone, rappresenta una condizione psicologica complessa e sempre più riconosciuta nel panorama della salute mentale.

Si caratterizza per una percezione distorta del proprio corpo, in cui l'individuo è afflitto dalla preoccupazione ossessiva di non essere sufficientemente muscoloso, magro o atletico, nonostante spesso possieda già una notevole massa muscolare o un fisico ben definito. Questa dispercezione corporea innesca una compulsione all'esercizio fisico e una serie di comportamenti disfunzionali, tutti volti a perseguire un ideale corporeo irrealistico e spesso irraggiungibile.

Introduzione

Storicamente, questa patologia è stata talvolta descritta come "anoressia inversa". Tuttavia, questa terminologia è considerata imprecisa e potenzialmente fuorviante. Mentre l'anoressia nervosa è definita da una paura irrazionale di ingrassare e da una ricerca ossessiva di magrezza, la vigoressia si distingue per una paura centrale opposta: quella di non essere abbastanza muscolosi o di perdere tono muscolare.

La molteplicità di termini utilizzati per descrivere questa condizione e il dibattito sulla sua precisa classificazione non sono meramente questioni semantiche. Al contrario, essi evidenziano la complessità intrinseca del disturbo, che presenta sintomi e manifestazioni che si sovrappongono significativamente con diverse categorie psichiatriche, inclusi i disturbi ossessivo-compulsivi e i disturbi del comportamento alimentare. La natura "ibrida" della condizione, che si posiziona a cavallo tra più categorie diagnostiche, rende la sua categorizzazione precisa una sfida per i clinici e può portare a diagnosi errate o a un riconoscimento tardivo.

Per i professionisti sanitari, ciò significa che una comprensione approfondita degli specifici criteri diagnostici, come quelli presenti nel DSM-5, è fondamentale. Affidarsi esclusivamente a termini colloquiali può essere fuorviante, e una formazione completa è necessaria per garantire un'identificazione accurata e per evitare gli errori di attribuzione, indipendentemente dalla terminologia utilizzata dai pazienti o nel discorso generale. Questa base di conoscenza è essenziale per avviare percorsi diagnostici e terapeutici appropriati.

Classificazione diagnostica: DSM-5 e ICD-11

La vigoressia ha trovato una sua collocazione nei principali manuali diagnostici internazionali, sebbene la sua natura complessa continui a generare discussioni all'interno della comunità scientifica.

Posizionamento nel DSM-5

Nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, Quinta Edizione (DSM-5), la vigoressia non è una diagnosi a sé stante, ma è classificata come uno specificatore del Disturbo di Dismorfismo Corporeo (BDD). Il BDD è a sua volta inserito nella categoria dei Disturbi Ossessivo-Compulsivi e Correlati.1

Il Disturbo di Dismorfismo Corporeo è caratterizzato da una preoccupazione per uno o più difetti percepiti nell'aspetto fisico che non sono osservabili o appaiono lievi agli altri, ma che causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in aree importanti della vita del paziente.10 Lo specificatore "con dismorfia muscolare" viene utilizzato quando l'individuo è prevalentemente preoccupato che la propria costituzione corporea sia troppo piccola o insufficientemente muscolosa.7 Questo specificatore si applica anche se il paziente manifesta preoccupazioni per altre aree del corpo, un'occorrenza spesso comune.10

Posizionamento nell'ICD-11

Anche l'International Classification of Diseases, 11th Revision (ICD-11), riconosce la dismorfia muscolare, classificandola sotto il codice 6B21, Disturbo di Dismorfismo Corporeo.19 I criteri ICD-11 per il BDD includono una preoccupazione persistente per difetti percepiti, un'eccessiva autocoscienza, idee di riferimento (la convinzione che gli altri notino o giudichino il difetto percepito) e l'adozione di comportamenti ripetitivi o eccessivi in risposta a tali preoccupazioni.20

Il dibattito sulla sovrapposizione con i disturbi del comportamento alimentare

Nonostante la classificazione ufficiale, persiste un dibattito significativo nella comunità medica riguardo alla possibilità che la vigoressia debba essere considerata non solo un disturbo ossessivo-compulsivo, ma anche o prevalentemente un disturbo del comportamento alimentare (DCA).

Questa discussione è alimentata dalla forte sovrapposizione di sintomi, che includono comportamenti alimentari disordinati come la restrizione calorica, il consumo eccessivo di proteine e l'adozione di cicli di "bulking/cutting", oltre a un rapporto disfunzionale con l'esercizio fisico e il cibo.

Il DSM-5 tenta di dirimere questa ambiguità specificando che la preoccupazione per l'aspetto non deve essere meglio spiegata da preoccupazioni per il grasso corporeo o il peso in un individuo che soddisfa i criteri diagnostici per un disturbo alimentare. Tuttavia, è riconosciuto che la vigoressia "ha elementi sia del disturbo di dismorfismo corporeo che dei disturbi alimentari".

La coesistenza di questa classificazione ufficiale e del dibattito clinico evidenzia una sfida diagnostica cruciale. L'esclusione nel DSM-5, che richiede che la preoccupazione per l'aspetto non sia meglio spiegata da problematiche legate al peso o al grasso corporeo tipiche dei DCA, impone ai clinici una valutazione meticolosa del focus primario della preoccupazione del paziente. È fondamentale discernere se il disagio principale sia realmente legato a una muscolatura insufficiente o se sia, in ultima analisi, una manifestazione di preoccupazioni più profonde relative al peso e al grasso, anche se espresse attraverso comportamenti volti all'aumento della massa muscolare. Una classificazione errata, che consideri la vigoressia solo un DCA o solo un disturbo ossessivo-compulsivo, potrebbe portare a un approccio terapeutico incompleto.

Ad esempio, i trattamenti standard per i DCA potrebbero non affrontare adeguatamente i pensieri dismorfici specifici sulla muscolatura, mentre i trattamenti per il DOC potrebbero trascurare le gravi conseguenze nutrizionali e fisiche derivanti da diete estreme e dall'abuso di sostanze.

Pertanto, i professionisti sanitari devono affinare le proprie capacità di diagnosi differenziale ed è imperativo condurre un'anamnesi approfondita, utilizzare strumenti psicometrici specifici, come il Body Dysmorphic Disorder Questionnaire (BDDQ) o il Muscle Dysmorphia Inventory (MDI), e comprendere le sottili distinzioni tra BDD e DCA. Ad esempio, mentre l'anoressia nervosa è tipicamente associata a una preoccupazione per la forma e il peso corporeo complessivi che porta a un sottopeso significativo, la vigoressia si concentra sulla muscolatura specifica e spesso si manifesta con un peso normale o addirittura superiore alla media. La seguente tabella riassume i criteri diagnostici chiave per la dismorfia muscolare secondo il DSM-5, fornendo un riferimento essenziale per la pratica clinica.

Eziologia e fattori di rischio: un quadro multifattoriale

Gli esperti concordano sul fatto che la vigoressia abbia un'origine multifattoriale, piuttosto che essere la conseguenza di una singola causa specifica.3 La sua comparsa è generalmente attribuita a una complessa interazione di fattori biologici, psicologici e socioculturali.3

Fattori psicologici

Tra i fattori psicologici, la bassa autostima e l'insoddisfazione verso il proprio corpo sono tratti comuni a molti pazienti, suggerendo un ruolo significativo nel favorire lo sviluppo del disturbo.

L'allenamento e la muscolazione possono essere percepiti inconsciamente come un mezzo per rafforzare la stima di sé. Il perfezionismo e il nevroticismo sono anch'essi aspetti individuali che predispongono alla vigoressia, così come l'alessitimia e le anomalie nel processamento visivo delle informazioni, che portano a soffermarsi eccessivamente sui dettagli fisici.

Fattori socioculturali

Il contesto sociale e culturale gioca un ruolo preponderante. L'esposizione mediatica continua a modelli fisici idealizzati, che enfatizzano la muscolarità e la magrezza, può indurre un desiderio di conformarsi a standard irrealistici.

La "diet culture" e l'idealizzazione del corpo "magro come bello" contribuiscono a questa pressione. Esperienze pregresse di bullismo o body shaming legate all'aspetto fisico in età giovanile possono creare ferite profonde e influenzare negativamente la percezione corporea, spingendo l'individuo a cercare un controllo eccessivo sul proprio corpo per aumentare l'autostima e sentirsi accettato.

Anche l'isolamento sociale e la solitudine preesistenti sono stati identificati come fattori di rischio. Infine, la pratica di sport di alto livello, in particolare quelli in cui dimensioni, forza e peso conferiscono vantaggi competitivi (come il bodybuilding, il wrestling e il football), aumenta il rischio. Gli atleti sono esposti a elevati livelli di competitività che possono favorire una maggiore autocritica, e l'insuccesso in una competizione può portare a un'intensificazione patologica degli allenamenti.

Fattori biologici

Alcuni studi suggeriscono che fattori biologici possano contribuire all'insorgenza della vigoressia. Una familiarità genetica con disturbi ossessivo-compulsivi e/o disturbi alimentari è stata osservata. Squilibri nei neurotrasmettitori, come la dopamina e la serotonina, possono giocare un ruolo nei comportamenti ossessivi e compulsivi. Anche le fluttuazioni ormonali possono influenzare le preoccupazioni legate all'immagine corporea e ai comportamenti alimentari.

L'interazione complessa di questi fattori di rischio è fondamentale per comprendere la vigoressia. Non esiste una causa unica, ma piuttosto una combinazione di vulnerabilità psicologiche (come la bassa autostima), pressioni socioculturali (come i modelli mediatici irrealistici) e predisposizioni biologiche che possono convergere, creando un terreno fertile per lo sviluppo del disturbo. Ad esempio, un individuo con bassa autostima potrebbe essere particolarmente suscettibile all'influenza dei modelli corporei idealizzati veicolati dai media, portandolo a intraprendere comportamenti compensatori come l'esercizio fisico eccessivo, che a loro volta potrebbero essere rinforzati da una predisposizione biologica agli squilibri neurotrasmettitoriali.

Questa interazione dinamica e complessa di fattori richiede un approccio di valutazione olistico e un trattamento integrato per affrontare efficacemente tutte le dimensioni del disturbo.

Manifestazioni cliniche e complicanze: oltre l'estetica

La vigoressia si manifesta attraverso un'ampia gamma di sintomi che possono avere conseguenze devastanti sulla salute fisica e mentale dell'individuo, spesso ben oltre la semplice ricerca dell'estetica.

Sintomi comportamentali

I comportamenti tipici di un individuo affetto da vigoressia includono un esercizio fisico estremo e compulsivo, in particolare il sollevamento pesi, che viene praticato per molte ore al giorno, spesso consumando gran parte del tempo e delle risorse finanziarie. Questa ossessione può portare l'individuo ad allenarsi anche in presenza di infortuni, ignorando i segnali del proprio corpo. L'attività fisica e la cura del corpo vengono anteposte a quasi ogni altra cosa, inclusa la vita sociale, il lavoro e gli studi.

Un altro comportamento comune è l'uso o l'abuso di steroidi anabolizzanti e altri integratori per aumentare la massa muscolare, nonostante i rischi per la salute. Le diete diventano iperproteiche, povere di grassi e carboidrati, spesso con un conteggio ossessivo delle calorie e l'adozione di regimi estremamente rigidi o cicli di "bulking/cutting".

La preoccupazione per l'aspetto si manifesta anche attraverso comportamenti ripetitivi come il "mirror checking" (controllarsi continuamente allo specchio alla ricerca di imperfezioni muscolari) o, al contrario, l'evitamento degli specchi se non si è potuta seguire la routine di allenamento.

Vi è una costante ricerca di rassicurazioni sulla propria forma fisica e un confronto continuo del proprio fisico con quello degli altri. A causa dell'imbarazzo per il proprio aspetto, le persone affette possono sviluppare isolamento sociale, evitando occasioni di incontro, uscendo solo di notte o non uscendo affatto, e arrivando a camuffare il proprio fisico con vestiti larghi.

Sintomi psicologici

A livello psicologico, l'individuo sperimenta una insoddisfazione cronica per il proprio corpo, non sentendosi mai abbastanza soddisfatto nonostante i progressi fisici. Questa condizione è spesso accompagnata da alti livelli di ansia (inclusa l'ansia sociale) e depressione. Il perfezionismo è un tratto di personalità comune.

I pensieri ossessivi sul corpo possono occupare molte ore al giorno e sono difficili da resistere. Un aspetto critico è la bassa consapevolezza del problema o la sua totale assenza, con i pazienti che tendono a negare la propria condizione e qualsiasi tipo di aiuto, arrivando ad arrabbiarsi o isolarsi ulteriormente se confrontati. Possono manifestarsi irritabilità e, nei casi più gravi, psicosi (spesso legate all'abuso di steroidi) e pensieri suicidi.

Complicanze fisiche

Le conseguenze fisiche della vigoressia sono gravi e possono essere durature. Il sovrallenamento e l'uso improprio di sostanze possono portare a problemi articolari e muscolari, astenia e faticabilità. Si possono verificare alterazioni del battito cardiaco e indebolimento del sistema immunitario.

L'abuso di steroidi anabolizzanti è associato a rischi significativi come sterilità, ipertrofia cardiaca, psicosi, danni al fegato e ai reni. Le diete iperproteiche e restrittive possono causare problemi nutrizionali, disturbi metabolici e stress eccessivo ai reni, con potenziali danni a lungo termine. Nei giovani, l'esercizio eccessivo durante le fasi critiche di crescita può causare fratture da stress, lesioni alle placche di crescita e rotture dei dischi.

La spirale del peggioramento nella vigoressia è un fenomeno critico. I comportamenti compulsivi e la percezione corporea distorta si autoalimentano in un circolo vizioso. Le conseguenze fisiche e psicologiche, sebbene gravi, sono spesso sottovalutate dal paziente stesso, che manca di consapevolezza del problema o nega attivamente i sintomi. Questa negazione, unita all'isolamento sociale e alla reazione di rabbia di fronte al confronto, rende l'intervento precoce estremamente difficile e, di conseguenza, porta spesso a un aggravamento dei sintomi.

Per i professionisti sanitari, questo sottolinea l'importanza di essere proattivi nel riconoscere anche i segni più sottili, specialmente in popolazioni a rischio, e di adottare un approccio empatico ma fermo nell'affrontare la resistenza del paziente al trattamento.

Diagnosi e valutazione

La diagnosi della vigoressia è complessa e spesso ritardata a causa della natura del disturbo e della tendenza dei pazienti a nascondere o negare la propria condizione.

Difficoltà diagnostica

La vigoressia è, senza dubbio, un disturbo mentale sotto-diagnosticato e il motivo principale risiede nel fatto che le persone affette tendono a nascondere le proprie problematiche o non si rendono conto di soffrire di un problema per il quale hanno bisogno di aiuto. Spesso, quando confrontati, i soggetti possono arrabbiarsi e isolarsi ancora di più, un comportamento che molte volte porta a un peggioramento dei sintomi.

La mancanza di consapevolezza (insight) è una caratteristica comune, con i pazienti che credono fermamente che le loro convinzioni dismorfiche siano vere.

Criteri diagnostici

La diagnosi si basa sull'anamnesi e sul colloquio clinico, confrontando i comportamenti e le preoccupazioni del paziente con i criteri diagnostici del DSM-5 per il Disturbo di Dismorfismo Corporeo con specificatore "con dismorfia muscolare".

I punti fondamentali includono la preoccupazione ossessiva che il corpo sia troppo magro o insufficientemente muscoloso e la presenza di comportamenti anomali associati a una fissazione per il culturismo e una dieta iperproteica/ipocalorica.

Strumenti di valutazione

Oltre al colloquio clinico approfondito e all'anamnesi personale e familiare, i professionisti sanitari possono avvalersi di strumenti psicometrici specifici per valutare l'intensità e la frequenza dei pensieri ossessivi legati all'aspetto fisico e il loro impatto sulla vita quotidiana. Tra i più noti e utilizzati rientrano:

  • Body Dysmorphic Disorder Questionnaire (BDDQ): un questionario di screening breve e validato.
  • Muscle Dysmorphia Inventory (MDI): specificamente progettato per valutare la dismorfia muscolare.
  • Body Uneasiness Test (BUT): un test di auto-valutazione che esplora aspetti emotivi, cognitivi e comportamentali dell'immagine corporea.
  • Body Dysmorphic Disorder Examination (BDDE): uno strumento che può essere utilizzato come intervista per valutare l'importanza attribuita all'aspetto fisico e la presenza di comportamenti di evitamento.
  • Yale-Brown Obsessive Compulsive Scale Modified for Body Dysmorphic Disorder (BDD-YBOCS): un'intervista semi-strutturata che valuta vari aspetti della dismorfofobia, inclusi il tempo occupato dai pensieri correlati al corpo e il livello di consapevolezza.17

Diagnosi differenziale

È cruciale effettuare un'accurata diagnosi differenziale per distinguere la vigoressia da altre condizioni con sintomi sovrapponibili.11

  • Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA): a differenza dell'anoressia nervosa, dove la preoccupazione principale è la perdita di peso e il sottopeso significativo, nella vigoressia il focus è sulla muscolarità e il peso corporeo è spesso normale o elevato.1 Tuttavia, la vigoressia condivide molti comportamenti con i DCA, rendendo la distinzione talvolta complessa.
  • Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC): entrambi i disturbi presentano condotte ripetitive ed egodistoniche, ma la motivazione sottostante è diversa. Nel DOC, la motivazione è spesso legata al dominio della moralità o della sicurezza, mentre nella vigoressia è centrata sull'aspetto fisico.
  • Disturbo depressivo, disturbo d'ansia sociale, disturbo evitante di personalità: queste condizioni possono coesistere con la vigoressia o presentare sintomi simili (es. isolamento sociale), rendendo necessaria una valutazione approfondita.
  • Disforia di genere: se la preoccupazione è limitata alle caratteristiche sessuali fisiche, dovrebbe essere considerata questa diagnosi.

La necessità di screening proattivo e di formazione specifica è un aspetto cruciale nella gestione della vigoressia. Data la tendenza dei pazienti a negare il problema e la significativa sovrapposizione dei sintomi con altri disturbi, i professionisti sanitari non possono attendere che i pazienti presentino esplicitamente le loro preoccupazioni. È imperativo implementare screening proattivi utilizzando strumenti validati, specialmente in popolazioni ad alto rischio come bodybuilder, atleti e giovani uomini con preoccupazioni sull'immagine corporea. Questo approccio proattivo è essenziale per l'identificazione precoce.

Inoltre, è fondamentale che tutti i professionisti sanitari ricevano una formazione specialistica per riconoscere i segni sottili del disturbo e per condurre una diagnosi differenziale appropriata.

Questa formazione dovrebbe coprire non solo i criteri diagnostici, ma anche la capacità di affrontare la negazione del paziente e di stabilire un'alleanza terapeutica efficace, elementi che sono determinanti per il successo del trattamento.

Trattamento

Il trattamento della vigoressia richiede un approccio completo e multidisciplinare, che affronti sia gli aspetti psicologici che fisici del disturbo.

La sfida principale non risiede tanto nell'efficacia delle cure disponibili, quanto nella difficoltà di convincere il paziente a riconoscere il problema e ad accettare l'aiuto necessario.

Psicoterapia

La Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) è considerata il trattamento psicoterapeutico di prima scelta per la vigoressia e il disturbo di dismorfismo corporeo. La TCC aiuta gli individui a identificare e modificare i pensieri disfunzionali e i comportamenti problematici legati alla propria immagine corporea.

Elementi chiave della TCC includono:

  • Riorganizzazione cognitiva: sfidare i pensieri negativi automatici e sviluppare modi di pensare più flessibili.
  • Esposizione con prevenzione della risposta: affrontare gradualmente le situazioni temute o evitate (spesso sociali) e astenersi dall'eseguire i rituali compulsivi (es. controllo allo specchio, ricerca di rassicurazioni).
  • Tecniche di rilassamento e accettazione: per gestire l'ansia e il disagio emotivo.
  • Allenamento all'inversione delle abitudini: per sostituire comportamenti eccessivi come l'escoriazione della pelle o il tirare i capelli, se presenti.

Altre forme di psicoterapia che possono essere utili includono l'Acceptance and Commitment Therapy (ACT), che promuove l'accettazione dei pensieri e dei sentimenti senza giudizio, e l'Interpersonal Therapy (IPT), focalizzata sul miglioramento delle relazioni e delle abilità comunicative.

La Mindfulness-Based Cognitive Therapy (MBCT) integra pratiche di consapevolezza per gestire i comportamenti compulsivi.

La terapia familiare è spesso un ausilio importante, specialmente per gli adolescenti, in quanto coinvolge i familiari nel supporto al paziente e nell'apprendimento delle caratteristiche del disturbo.

Farmacologia

Gli Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina (SSRI), come fluoxetina e citalopram, sono i farmaci di prima linea utilizzati per la vigoressia e il BDD. Questi farmaci possono aiutare a controllare i pensieri negativi e i comportamenti ripetitivi, e spesso sono necessari a dosi più elevate rispetto a quelle utilizzate per la depressione o altri disturbi d'ansia.

In alcuni casi, per i pazienti che non rispondono adeguatamente agli SSRI, possono essere aggiunti farmaci potenzianti come neurolettici atipici (es. aripiprazolo), buspirone o modulatori del glutammato (es. N-acetilcisteina o memantina), sebbene i dati a supporto siano limitati. È fondamentale sottolineare che l'assunzione di questi medicinali avviene solo su prescrizione medica e che, da sola (senza la psicoterapia), la terapia farmacologica ha benefici limitati. Molti esperti ritengono che la combinazione di TCC e terapia farmacologica sia l'approccio più efficace, soprattutto nei casi più gravi.

Supporto nutrizionale

Dato il forte legame della vigoressia con diete estreme e l'abuso di integratori, il supporto nutrizionale è un componente essenziale del trattamento.

Un dietista o nutrizionista specializzato può aiutare il paziente a sviluppare un piano alimentare equilibrato e sano, coltivando un rapporto più sano con il cibo e gestendo le abitudini iperproteiche o restrittive.

Ruolo del team multidisciplinare

Il trattamento della vigoressia richiede l'intervento sinergico di un team multidisciplinare e questo team può includere psicologi, psichiatri, dietisti/nutrizionisti, medici internisti, gastroenterologi e endocrinologi (specialmente in caso di abuso di steroidi).

Il supporto sociale e familiare è vitale per la motivazione e l'incoraggiamento durante il percorso di recupero.

Consigli per i pazienti e prevenzione delle ricadute

Per i pazienti consapevoli della loro condizione e motivati al recupero, alcuni comportamenti possono essere di grande giovamento:

  • Limitare l'esercizio fisico e le attività di bodybuilding a un tempo moderato (es. 30 minuti a 1 ora al giorno).
  • Interrompere l'uso di steroidi, frullati proteici e integratori per il fitness, consultando un professionista per le esigenze nutrizionali.
  • Eliminare i contatori di calorie e le app per il fitness dai dispositivi.
  • Ridurre l'uso dei social media, in particolare l'esposizione a contenuti focalizzati su fitness e immagine corporea.
  • Identificare e affrontare altri comportamenti disfunzionali come il purging, le abbuffate, il fumo e l'uso massiccio di alcol.
  • Praticare strategie di coping apprese in terapia, come la scrittura di un diario per identificare pensieri ed emozioni negative.
  • Non isolarsi, partecipando ad attività sociali e mantenendo contatti con amici e familiari che fungono da supporti sani.
  • Prendersi cura di sé attraverso un'alimentazione sana, attività fisica moderata e un sonno sufficiente.
  • Unirsi a gruppi di supporto con persone che affrontano sfide simili.
  • Imparare tecniche di rilassamento e gestione dello stress, come la meditazione o la respirazione profonda.

Trattamenti da evitare

È importante notare che i trattamenti cosmetici (dermatologici, odontoiatrici, chirurgici) non sono raccomandati per la vigoressia. Sono quasi sempre inefficaci e possono persino amplificare la preoccupazione del paziente, esponendo i medici a rischi legali o fisici da parte di pazienti insoddisfatti.

L'alleanza terapeutica emerge come un fattore critico di successo nel trattamento della vigoressia e la negazione del paziente e la mancanza di consapevolezza sono ostacoli significativi.

La sfida principale non è l'efficacia delle terapie disponibili, ma piuttosto la capacità di persuadere il paziente ad accettare di avere un problema e a cercare aiuto. Questo enfatizza il ruolo cruciale di una forte alleanza terapeutica, dell'uso di tecniche di colloquio motivazionale e del coinvolgimento della famiglia.

Questi elementi sono fondamentali per promuovere la consapevolezza del disturbo e l'adesione al piano di trattamento, migliorando così le probabilità di un esito positivo.

Per concludere

La vigoressia, o dismorfia muscolare, è una condizione psicologica complessa e grave, che si manifesta come una preoccupazione ossessiva per una muscolatura insufficiente, nonostante spesso l'individuo possieda già un fisico ben sviluppato. Classificata come specificatore del Disturbo di Dismorfismo Corporeo nel DSM-5 e nell'ICD-11, essa presenta significative sovrapposizioni con i Disturbi del Comportamento Alimentare e i Disturbi Ossessivo-Compulsivi, rendendo la diagnosi differenziale un compito delicato ma cruciale per i professionisti sanitari.

L'eziologia della vigoressia è multifattoriale, derivante da una complessa interazione di fattori psicologici (come bassa autostima e perfezionismo), socioculturali (pressione mediatica, bullismo, sport di alto livello) e biologici (predisposizioni genetiche e squilibri neurochimici). Questa interazione crea una vulnerabilità specifica che può portare a comportamenti compulsivi e a una percezione corporea distorta.

Le manifestazioni cliniche sono ampie e includono comportamenti estremi come l'esercizio fisico compulsivo, l'abuso di steroidi e diete iperproteiche rigide, accompagnati da sintomi psicologici quali ansia, depressione e una marcata insoddisfazione corporea. Le complicanze fisiche e psicologiche possono essere devastanti, arrivando a compromettere la salute organica e la qualità della vita.

La diagnosi è spesso ostacolata dalla tendenza dei pazienti a negare o nascondere il problema e dalla loro scarsa consapevolezza. Ciò sottolinea la necessità di screening proattivi, in particolare nelle popolazioni a rischio, e di una formazione specialistica per i professionisti sanitari, al fine di riconoscere i segni sottili e condurre valutazioni accurate utilizzando strumenti psicometrici validati.

Il trattamento richiede un approccio multidisciplinare integrato, che combina psicoterapia (principalmente TCC), terapia farmacologica (SSRI) e supporto nutrizionale. Il coinvolgimento della famiglia e una solida alleanza terapeutica sono essenziali per superare la resistenza del paziente e favorire l'adesione al percorso di cura. È imperativo evitare trattamenti estetici o chirurgici, che si sono dimostrati inefficaci e potenzialmente dannosi.

In sintesi, la vigoressia è una condizione seria che richiede un'attenzione clinica elevata. La sua complessità diagnostica e la natura multifattoriale impongono ai professionisti sanitari di adottare un approccio olistico, proattivo e basato sull'evidenza, per garantire un'identificazione precoce e un intervento terapeutico efficace, migliorando così gli esiti per gli individui affetti.

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  24. Dismorfofobia: Cause, Sintomi e Cura Psicologica - Emma Lerro, accesso eseguito il giorno maggio 30, 2025, https://www.emmalerro.it/dismorfofobia/
  25. Anoressia riversa, Vigoressia o Bigoressia - Sessuologia Clinica| Psicologia giuridica, accesso eseguito il giorno maggio 30, 2025, https://www.interattivamente.org/servizi/anoressia-riversa-vigoressia-o-bigoressia/
  26. BIGOREXIA AND COMMON MALE EATING DISORDERS: MYTHS, RISKS, TREATMENT AND MORE | Mya Care, accesso eseguito il giorno maggio 30, 2025, https://myacare.com/blog/bigorexia-and-common-male-eating-disorders-myths-risks-treatment-and-more
  27. Lo sai che... la bigoressia è un disturbo dell'immagine che affligge moltissime persone?, accesso eseguito il giorno maggio 30, 2025, https://centropalmer.it/lo-sai-che-la-bigoressia-e-un-disturbo-dellimmagine-che-affligge-moltissime-persone/
  28. Disturbo da Dismorfismo Corporeo - GAM Medical - Centro ADHD e di Psicologia Generale, accesso eseguito il giorno maggio 30, 2025, https://gam-medical.com/disturbi/disturbo-da-dismorfismo-corporeo/
  29. Body dysmorphic disorder - Diagnosis and treatment - Mayo Clinic, accesso eseguito il giorno maggio 30, 2025, https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/body-dysmorphic-disorder/diagnosis-treatment/drc-20353944
  30. Riabilitazione dei Disturbi Alimentari e della Nutrizione in Piemonte - Auxologico, accesso eseguito il giorno maggio 30, 2025, https://www.auxologico.it/disturbi-alimentari-riabilitazione-nutrizione
  31. Centro Disturbi Alimentari - Scienze dell'alimentazione e dietetica, accesso eseguito il giorno maggio 30, 2025, https://casadicurasanrossore.it/diagnosi-e-cura/centri-multidisciplinari/centro-disturbi-alimentari/

 

Foto di Andres Ayrton

 

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