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Oltre l'orizzonte sfocato: l'evidence based practice come "occhiali" per l'infermieristica moderna

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1 Mese 6 Giorni fa #563 da Silvano Biagiola
Molti professionisti si affidano esclusivamente all'abitudine, ripetendo come un mantra...

Per un attimo, pensate di svegliarvi al mattino con una forte miopia e di decidere, per pura testardaggine o semplice abitudine, di non indossare gli occhiali. I contorni della stanza sono sfocati, gli ostacoli diventano invisibili e vi muovete a tentoni, affidandovi esclusivamente alla memoria di dove si trovano i mobili.

All'inizio potreste anche cavarvela, ma prima o poi inciamperete, cadendo e peggiorando inevitabilmente la vostra condizione. La pratica clinica quotidiana, se affrontata senza gli strumenti adeguati, assomiglia molto a questa situazione.

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1 Mese 4 Giorni fa - 1 Mese 4 Giorni fa #564 da Franco Ognibene
Il problema è che LG e EBCP non rispondono di quanto dichiarano e se ci si trova davanti a delle le varianti le LG possono non applicarsi.
Le raccomandazioni nascono dai "grandi numeri" mentre il paziente reale è, spesso, unico.
Il si è sempre fatto così, ha il vantaggio di una procedura interna consolidata dai numeri dei pazienti reali, dall'altro canto una raccomandazione spesso nasce da pazienti con patologie diverse realtà con procedure e approcci che possono essere diversi.
Le raccomandazioni alla fine per molti infermieri hanno poi l'approccio del tipo.... si fa così perché lo dico io.

In realtà è un discorso prettamente teorico, perchè se da un lato il sistema EBCP avrebbe bisogno di aggiornarsi dopo 25 anni è anche vero che per molte realtà solo l'avere LG consente di avere materiali adeguati che altrimenti non avrebbero.
Ultima Modifica 1 Mese 4 Giorni fa da Franco Ognibene.

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  • Silvano Biagiola
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4 Settimane 2 Giorni fa #569 da Silvano Biagiola
Sono d'accordo con quello che dici. é anche vero che la professione infermieristica, ormai, è diventata altamente intellettuale e all'avanguardia. La stessa legge Gelli ci mette davanti ai fatti: se si agisce per evidenze e linee guida, non c'è colpa. Credo che un cambiamento in tal senso, sia già in atto . Allo stesso tempo, cambiare a volte implica paura e questo potrebbe diminuire l'attrattività alla nostra professione. Sta a noi e alle prossime generazioni trasmettere un messaggio orientato in questo senso: la ricerca è il faro che aiuterà le navi ad attraccare su moli sicuri. Esistono modelli per adattare le EBP alla pratica clinica, ad esempio il modello IOWA. Probabilmente una soluzione può essere quella di integrare tali modelli per "contestualizzare" le evidenze scientifiche

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3 Settimane 5 Giorni fa - 3 Settimane 5 Giorni fa #578 da Franco Ognibene
Buongiorno Silvano
Nel 2002 feci uno dei primi corsi con l'IPASVI di Bologna, c'era al lavoro una figura storica e dedita alla professione infermieristica, la presidente Cleopatra Ferri, fra le più illuminate e rigorose che abbia mai visto ed aveva fatto uno, se non il primo, corso ECM sull'EBN.
La docente era, l'allora giovane, profe.sa Laura Rasero.
Il corso affiancava ricerca clinica e metodologia EBN.
Il 2002 sembra lontanissimo, ma negli anni ho fatto altri corsi a Bologna e i cambiamenti sono stati modesti, il motivo è che negli anni si è dato sempre importanza al valora della statistica, perchè è la più facile da spiegare.
Questo comporta che a lezione il docente ti dice che lo studio che confronta due disinfettanti ne fa uscire uno vincitore e dovremmo usare quello.
Ma il problema è che la statistica è facile da fare bene, il contesto era che si partiva da una sala operatoria che aveva il 10% di infezioni.
Se ogni 10 protesi d'anca ne ho 1 infetta, in 1 anno in sala farei solo protesi infette, lo studio o aveva dei dati inventati o era nato in un contesto devastante che aveva altri problemi.
Poi c'è una fallacia concettuale, i disinfettanti sono prodotti chimici che hanno indicazioni e controindicazioni, perchè dobbiamo essere noi a fare scelte e prenderci delle responsabilità, l'EBN non si assume responsabilità e perchè non deve essere il produttore a scrivere le indicazioni e a risponderne?
Disinfettante che poi lo usi con attenzione e devi scoprire che sui neonati provoca ustioni, chi ne risponde, l'infermiera che lo ha usato, non chi ha scritto, non è giusto.
Quindi alla fine ti attieni alle procedure aziendali che scrivono da qualche ufficio, a quanto richiede il medico e pace vai a casa tranquillo.

Il percorso EBN ha cambiato nome cercando di coinvolgere tutte le professioni sanitarie, questo ha un senso, ma il problema vero è che mancano i "bastian contrari", quei giovani che studiano e cercano qualcosa di meglio e portano nuove idee.
Le nuove idee fanno paura, ma fanno anche crescere.
Ultima Modifica 3 Settimane 5 Giorni fa da Franco Ognibene.

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