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Oltre l'orizzonte sfocato: l'evidence based practice come "occhiali" per l'infermieristica moderna
- Silvano Biagiola
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Per un attimo, pensate di svegliarvi al mattino con una forte miopia e di decidere, per pura testardaggine o semplice abitudine, di non indossare gli occhiali. I contorni della stanza sono sfocati, gli ostacoli diventano invisibili e vi muovete a tentoni, affidandovi esclusivamente alla memoria di dove si trovano i mobili.
All'inizio potreste anche cavarvela, ma prima o poi inciamperete, cadendo e peggiorando inevitabilmente la vostra condizione. La pratica clinica quotidiana, se affrontata senza gli strumenti adeguati, assomiglia molto a questa situazione.
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- Franco Ognibene
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Le raccomandazioni nascono dai "grandi numeri" mentre il paziente reale è, spesso, unico.
Il si è sempre fatto così, ha il vantaggio di una procedura interna consolidata dai numeri dei pazienti reali, dall'altro canto una raccomandazione spesso nasce da pazienti con patologie diverse realtà con procedure e approcci che possono essere diversi.
Le raccomandazioni alla fine per molti infermieri hanno poi l'approccio del tipo.... si fa così perché lo dico io.
In realtà è un discorso prettamente teorico, perchè se da un lato il sistema EBCP avrebbe bisogno di aggiornarsi dopo 25 anni è anche vero che per molte realtà solo l'avere LG consente di avere materiali adeguati che altrimenti non avrebbero.
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- Silvano Biagiola
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- Franco Ognibene
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Nel 2002 feci uno dei primi corsi con l'IPASVI di Bologna, c'era al lavoro una figura storica e dedita alla professione infermieristica, la presidente Cleopatra Ferri, fra le più illuminate e rigorose che abbia mai visto ed aveva fatto uno, se non il primo, corso ECM sull'EBN.
La docente era, l'allora giovane, profe.sa Laura Rasero.
Il corso affiancava ricerca clinica e metodologia EBN.
Il 2002 sembra lontanissimo, ma negli anni ho fatto altri corsi a Bologna e i cambiamenti sono stati modesti, il motivo è che negli anni si è dato sempre importanza al valora della statistica, perchè è la più facile da spiegare.
Questo comporta che a lezione il docente ti dice che lo studio che confronta due disinfettanti ne fa uscire uno vincitore e dovremmo usare quello.
Ma il problema è che la statistica è facile da fare bene, il contesto era che si partiva da una sala operatoria che aveva il 10% di infezioni.
Se ogni 10 protesi d'anca ne ho 1 infetta, in 1 anno in sala farei solo protesi infette, lo studio o aveva dei dati inventati o era nato in un contesto devastante che aveva altri problemi.
Poi c'è una fallacia concettuale, i disinfettanti sono prodotti chimici che hanno indicazioni e controindicazioni, perchè dobbiamo essere noi a fare scelte e prenderci delle responsabilità, l'EBN non si assume responsabilità e perchè non deve essere il produttore a scrivere le indicazioni e a risponderne?
Disinfettante che poi lo usi con attenzione e devi scoprire che sui neonati provoca ustioni, chi ne risponde, l'infermiera che lo ha usato, non chi ha scritto, non è giusto.
Quindi alla fine ti attieni alle procedure aziendali che scrivono da qualche ufficio, a quanto richiede il medico e pace vai a casa tranquillo.
Il percorso EBN ha cambiato nome cercando di coinvolgere tutte le professioni sanitarie, questo ha un senso, ma il problema vero è che mancano i "bastian contrari", quei giovani che studiano e cercano qualcosa di meglio e portano nuove idee.
Le nuove idee fanno paura, ma fanno anche crescere.
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