Ogni volta che c'è il rinnovo del contratto si vede un piccolo aumento e si pensa che rispetto allo stipendio precedente ci sia stato un miglioramento ma vediamo se è realmente così.
Se dico che lo stipendio di un infermiere era molto più forte negli anni '90 e che si è perso molto del potere d'acquisto, potresti credermi sulla parola ma con i numeri è più facile rendere l'idea.
Gli infermieri da decenni attendono che qualcuno dall'alto riconosca la loro professionalità e gli dia uno stipendio più alto. Invece i dati dimostrano che lo stipendio non è cresciuto, i grafici dell'ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) sono semplici, chiari e spietati.
I dati sono difficili da ricostruire e non sono recuperabili in uno stesso documento, per questo articolo ho trovato 3 documenti dell'ARAN e ho chiesto ai colleghi le buste paga degli anni '90.
HIV è l'abbreviazione di Human Immunodeficiency Virus, un virus molto pericoloso in grado di infettare l'ospite e attaccare il suo sistema immunitario, causando l'AIDS (Acquired ImmunoDeficiency Syndrome).
Senza il sistema immunitario la sopravvivenza è difficoltosa.
Oggi il virus dell'HIV è controllato dalle terapie antiretrovirali, che devono essere assunte regolarmente per anni.
Se sei infermiere e desideri dare una spinta alla tua carriera, non c'è niente di meglio che iniziare un master di coordinamento. In base alla legge 43/2006, il Master universitario di coordinamento sanitario consente l'accesso alla funzione di coordinamento del reparto (ex caposala).
Questo ruolo nelle strutture sanitarie accreditate che siano pubbliche o private è ricoperto solo da professionisti in possesso di questo Master.
Digitando le parole “Infermiere con Partita IVA” sui motori di ricerca, si possono leggere decine e decine di annunci di lavoro, a riprova di quanto sia richiesta questa figura professionale, specialmente ai giorni nostri.
Gli infermieri, del resto, trovano occupazione in contesti assai diversi: nella sanità pubblica (ospedali, ASL, ecc.), nelle strutture private convenzionate o meno con il SSN, ma anche presso studi medici, comunità, case di cura e riposo, nonché nell’ambito dell’assistenza domiciliare a soggetti anziani e/o ammalati.