Farmacocinetica è il termine che descrive le quattro fasi di assorbimento, distribuzione, metabolismo ed escrezione dei farmaci. I farmaci sono medicinali o altre sostanze che hanno un effetto fisiologico quando vengono introdotti nel corpo.
Ci sono quattro fasi di base che un farmaco attraversa all'interno del corpo umano: assorbimento, distribuzione, metabolismo ed escrezione. Questo intero processo è talvolta abbreviato in ADME.
Sappiamo che la nostra vita è un dono, e che di conseguenza ogni attimo vissuto lo è. Eppure, molto spesso pare che questa consapevolezza sia nostra solo in teoria. In pratica, invece, siamo soliti pianificare il futuro e rimuginare sul passato, perdendo di vista l’unico momento realmente importante e sotto il nostro controllo: il presente.
Proprio il presente è il tempo su cui si concentra l’Ichigo Ichie, la filosofia giapponese che ci insegna l’importanza di vivere appieno l’attimo, con gratitudine e consapevolezza. L’obiettivo? Imparare e prendere coscienza del fatto che ogni istante è sacro, e che, come tale, dovrebbe essere vissuto come se fosse unico e irripetibile. In fondo, forse non lo è?
L'Azienda Socio-Sanitaria Territoriale di Lecco ha indetto un concorso pubblico, per titoli, prova scritta e prova orale, per 1il conferimento di 30 incarichi a tempo indeterminato di A.P.S.F. Infermiere.
La scadenza per l'invio della domanda è il 24 aprile 2025.
L'estratto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
Il nome "pinza Cocker" deriva dal chirurgo svizzero Emil Theodor Kocher (1841-1917), premio Nobel per la medicina nel 1909. Kocher è stato un pioniere nel campo della chirurgia e ha sviluppato numerosi strumenti chirurgici, tra cui la pinza emostatica che porta il suo nome.
La pinza di Kocher è uno strumento chirurgico utilizzato per afferrare e comprimere i vasi sanguigni durante gli interventi chirurgici, al fine di controllare il sanguinamento. La sua caratteristica principale è la presenza di denti all'estremità delle ganasce, che permettono una presa salda e sicura sui tessuti.
Un quadro preoccupante emerge dalle slide presentate al congresso FNOPI "Infermiere³", dove si è discusso approfonditamente della situazione critica che sta attraversando il settore sanitario italiano.
Le difficoltà nel trattenere in servizio il personale sanitario sono in aumento, con un incremento significativo delle "dimissioni volontarie" che coinvolgono non solo i dirigenti medici, ma anche il personale infermieristico. Ma come risolvere questo enorme problema?
La disfagia è definita come una difficoltà nel deglutire cibo, liquidi o saliva, rappresentando un'alterazione nel normale processo di deglutizione. Questa difficoltà può insorgere a causa di problemi localizzati nella bocca, nella faringe o nell'esofago, compromettendo il passaggio sicuro ed efficiente delle sostanze dalla cavità orale allo stomaco. La disfagia non è un disturbo raro e la sua prevalenza è significativa in diverse fasce d'età.
Si osserva una maggiore incidenza negli anziani, a causa delle modificazioni fisiologiche legate all'età, note come presbifagia, e di una maggiore probabilità di condizioni mediche sottostanti. È inoltre comune tra gli individui affetti da disturbi neurologici, come ictus, malattia di Parkinson e sclerosi multipla, e può colpire i bambini con disabilità dello sviluppo o anomalie congenite.
Il codice deontologico (CD) rappresenta l'insieme dei principi etici e delle norme morali che guidano la professione infermieristica. Il documento fornito sottolinea l'importanza di un suo costante aggiornamento, soprattutto in un contesto sociale caratterizzato da una perdita di valori.
In questo scenario, la professione infermieristica deve valutare il rischio di smarrirsi e di perdere la sua componente valoriale e deontologica, essenziale per fornire motivazione, sostegno ed equilibrio alla sua dimensione scientifica.
Immaginate questa scena: un uomo di 55 anni entra in Pronto Soccorso. Sudato, pallido, con una mano stretta sul petto. “Mi sento come se avessi un macigno qui,” dice, indicando lo sterno. “È iniziato mentre guardavo la TV, senza motivo.”
Non è il classico dolore da indigestione. È qualcosa di più profondo, più minaccioso. Potrebbe essere un’angina instabile, una condizione che non solo mette a rischio il cuore, ma anche la vita del paziente.