Analisi critica e comprensiva del cateterismo vescicale a permanenza: varianti tecnologiche, fisiopatologia e dibattito scientifico
Il cateterismo vescicale a permanenza, definito come l'inserimento di un tubo di drenaggio nella vescica per un periodo prolungato, rappresenta una delle procedure più ubiquitarie e fondamentali nella pratica clinica contemporanea.
Sebbene la sua origine si perda nella storia della medicina, l'evoluzione dei materiali e delle tecniche ha trasformato questo intervento da una misura disperata a uno standard di cura per la gestione della ritenzione urinaria, il monitoraggio emodinamico critico e la gestione perioperatoria. Tuttavia, questa ubiquità porta con sé un carico epidemiologico significativo: il catetere urinario è il dispositivo medico a permanenza più comune negli ospedali, utilizzato da circa il 17,5% - 23,6% dei pazienti ricoverati.1