Oggi racconto una favola, lo so un sito infermieristico dovrebbe essere sempre serio e mi riesce bene dato che ho il senso dell'umorismo di una scarpa.

Ma le evidenze scientifiche sono spesso portate in alto con grandissimo rispetto alla stregua di un Re.

E quando passano le evidenze scientifiche tutti a dire che belle, che bravo sai le evidenze scientifiche, come se passasse un Re per strada, tutti ad applaudire e poi basta un piccolino che in fondo dice a voce alta... ma il Re è nudo!!!!

Chi non ha mai sentito parlare di evidenze scientifiche in ambito sanitario, alzi la mano?

Nessuno lo so.

Eppure è un termine recente che si è diffuso da 10-15 anni ed è nata da una traduzione all'italiana del termine evidence, che per gli addetti ai lavori si traduce in prove di efficacia (LINK).

Per chi come me mastica poco l'inglese la traduzione di evidence in evidenze scientifiche cambia poco, ma qual'è il disastro che hanno causato nella nostro modo di essere infermieri?

Nessuno... ma ne siamo sicuri?

Per prima cosa ci hanno dato una falsa sicurezza.

 

Lavoro secondo le evidenze scientifiche, quindi sono in regola faccio il massimo, di più non posso fare e quindi... non sono o mi sento meno responsabile se compaiono delle complicanze.

Se invece lavorassi per prove di efficacia sarebbe diverso?

Dovrei capire, come hanno ottenuto le prove, dovrei vedere se riesco a riprodurre come hanno agito, dato che i risultati dipendono da questo, dovrei decidere e mettermi in prima linea nella responsabilità, a questo si aggiungerebbe un obbligo etico, morale e scientifico di rispondere per iscritto a chi scrive degli articoli scientifici inutili.

Le evidenze scientifiche creano dei falsi sapienti, che o li conosci per capacità indiscusse o ti trovi docenti ai corsi che ti parlano di evidenze scientifiche ripetendo una frase, ma non hanno idea di cosa fare.

Le evidenze scientifiche ci offrono anche un certo rispetto, essendo un temine noto se parliamo di evidenze scientifiche che nessuno conosce mettiaqmo tutti a tacere, non so se per educazione o perchè si a ragione.

Il termine "evidenze scientifiche" nasce alla fine degli annni 90 dall'Evidence Based Medicine e da tutti gli studi alla ricerca dell"evidence" ed in Italia è stato subito tradotto alla buona.

Il senso dell'EBM o dell'EBN il punto di forza è il processo di ragionamento che c'è dietro le prove di efficacia che ammettendo i limiti umani creano persone migliori in grado di fare analisi e riflettere per crescere. Uno dei primi esempi che si faceva era che l'EBN si contrapponeva ai modi di fare per abitudini, si fa così e basta, l'ha detto il medico, l'ha detto il collega anziano e la risposta era un processo di logico di ricerca e analisi della bibliografia.

Processo EBN che interiorizzato dal professionista consentiva una ricerca ed un aggiornamento continuo per la ricerca delle migliori evidenze prove di efficacia.

Oggi se il collega il coordinato o il medico o il primario ti dicono queste sono le evidenze scientifiche anche se non sanno di cosa parlano si da per scontato che tutti sappiamo tutto e nessuno si preoccupa più di capire.

Lo so per tanti mi sbaglio.

Ma cosa centra il tappino a pressione needleless connector delle terapie infusionali?

E' solo un tappino a pressione che ha una superficie esposta all'esterno e quindi contaminata, che viene a contatto con la superficie interna del nostro deflussore sterile.

E' solo un tappino che offre un flusso turbolento e delle asperità dove si possono depositare materiali, ottimo terreno per la crescita dei microrganismi e non ci vuole una pubblicazione basta leggere le istruzioni del produttore.

Perchè un tappino ci ricorda che il Re è nudo?

In Italia credo si sia diffuso dal 2002 in poi ma ci sono articoli su pubmed da molto prima e basta una ricerca semplice fra gli articoli free full text (LINK)  per vedere che malgrado sia un oggetto di ampia diffusione è poco studiato, circa 60 articoli e solo 14 ad accesso libero.

Eppure è sufficente per notare che nel 2001 si studiavaano dei protocolli per capire se sui tappini a pressione c'erano i batteri a farci le colonie, (Protocol for detection of biofilms on needleless connectors attached to central venous catheters.)

Ovviamente si.

An external file that holds a picture, illustration, etc.
Object name is jm0210913002.jpg

 

 

Il piccolo tappino suggerisce tante domande, la prima è perchè così pochi studi?

Eppure è facile da studiare e ne abbiamo tanti, nessun idea per uno studio complesso allora qualcosa di semplice o anche un case report e poi alla fine a chi interesserebbe, che prestigio ne avremmo.

Come quei due sarti che per essere pagati, vendettero al Re un vestito che non c'era a noi interessa sapere o alla fine ci basta solo fare... ed essere pagati.

Se da un lato il buon senso ci dice delle cose, dall'altra farle è più difficile, dopo quasi 15 anni dalla loro diffusione in Italia, dopo anni di rilevazioni di dati epidemiologici a confrontare il CVC più performante che un anno era uno e l'altro un altro stanno arrivando i tappini.

Qualche mese fa una pubblicazione sui tappini che non essendo in nessuna linea guida forse è girata poco, ma qualc'uno si è soffermato ad osservare che forse per identificare i migrorganismi presenti nei CVC è necessario analizzare anche i tappini (Vascular catheter colonization: surveillance based on culture of needleless connectors.

I piccoli tappini saranno un nuovo terreno di confronto per la ricerca delle migliori prove di efficacia sui CVC, ignorati per tanti anni, stanno emergendo come fonte di infezione sempre più rilevante.

..... Ho scritto troppo.

Fine per ora.

 

 

 

Pin It