Lesioni da pressione

Le lesioni da pressione sono una complicanza grave dovuta a diversi cofattori sfavorenti che ne favoriscono l'insorgenza.

 

Il flittene del tallone nella classificazione EPUAP è classificato come stadio II, ma a seconda delle cause di partenza possiamo osservare delle lesioni differenti.

Il flittene del tallone è una lesione"bastarda" che in alcuni casi può comparire dalla sera alla mattina.

Le cause di partenza sono diverse pressione, frizione, trazione, febbre o per condizioni sistemiche scadute, le diverse cause scatenanti possono aiutarci a comprendere che in fondo non è semplice trovare una soluzione se sono considerati tutti uguali.

Questo mese esce sulla rivista Assistenza Anziani un mio articolo dal titolo "LESIONI NEL TALLONE Trattamento precoce del flittene: una proposta".

La proposta è tale perchè purtroppo online non ci sono pubblicazioni e quindi abbiate pazienza mi sono lanciato in questa impresa.

 

Le lesioni da pressione sono note da oltre 50 anni ed è noto che si può fare prevenzione, eppure la prevenzione sembra essere il più grosso fallimento della sanità moderna.

Una breve proposta concettuale per definire dei punti che spero utili per definire una strategia.

Il flittene del tallone è una lesione che compare per diversi motivi, i più frequenti sono la frizione e la pressione che il paziente esercita sulle lenzuola, la prevenzione è importante, ma ci sono situazioni difficili in cui il paziente nostro malgrado, attua vere e proprie strategie per frizionare il tallone e il risultato è il flittene.

Il trattamento è semplice basta forarlo e fare un risciacquo con una soluzione di iodopovidone diluito e il risultato è che nel giro di alcuni giorni guarisce.

In alternativa si può non fare nulla, coprirlo, ignorare il problema, lasciare macerare il tallone fino alla necrosi che se secca è un escara o gangrena secca...

Lesione da pressione, da decubito, necrotico, autopsia, causeLe lesioni da pressione sono una complicanza grave con una mortalità molto alta e spesso la causa è dovuta alle comorbilità e alla fragilità intrinseca presente.

Un anatomo patologa si ritrova davanti ad un decesso fa gli esami istologici e riscontra la presenza di un endocardite, i microrganismi che hanno causato l'infezione sono arrivati al cuore attraverso il circolo venoso e attraverso le analisi ne ha identificato la partenza.