White-coat hypertension (ipertensione da camice bianco, WCH) e masked hypertension (ipertensione mascherata (MH) sono due particolari  quadri clinici di ipertensione arteriosa.

I soggetti affetti da WCH presentano un temporaneo innalzamento dei valori della PA che si manifesta quando la pressione viene controllata da un medico (da cui deriva anche il nome della sindrome). Le auto misurazioni eseguite dal paziente stesso, a casa sua indicano valori normali.

 

 

MH è una condizione in cui la pressione misurata dal medico è normale, mentre è alta quella misurata attraverso la registrazione Holter / 24 ore oppure attraverso le auto misurazioni eseguite dal paziente a domicilio.

 

E’ molto interessante il fatto che studi recenti hanno dimostrato che i due quadri clinici non sono da prendere sotto gamba; le due patologie non sono benigne  e rispetto ai soggetti con pressione normale sia WCH che MH presentano un rischio molto più alto di trasformarsi un vera ipertensione arteriosa a carattere stabile.

 

Non solo, ma a lungo andare, questi pazienti presentano quindi anche rischio più elevato di essere coinvolti dalle complicanze cardiovascolari dell’ipertensione arteriosa come infarto del miocardio e stroke. Per questo motivo, le due sindromi non devono assolutamente essere più considerate come innocenti e benigne. I pazienti affetti da WCH e MH devono essere attentamente seguiti e monitorati allo scopo di ridurre al massimo possibile il rischio cardiovascolare che rappresentano per chi ne è affetto rispetto alla popolazione normotesa. Dobbiamo ricordare che il soggetto con intermittente rialzo pressorio tende a trasformarsi in un altro, con pressione costantemente alta.

 

Lo studio italiano PAMELA (Pressione Arteriosa Monitorate a Loro Associazioni) iniziato nel 1990 ha selezionato 1438 pazienti (dopo avere eliminato quelli già in terapia antipertensiva) di età compresa tra i 25 ed i 74 anni ed ha studiato il comportamento della PA attraverso misurazioni della nell’ambulatorio del medico, registrate con l’Holter-pressorio /24 ore, ed attraverso auto misurazioni eseguite dal paziente a domicilio. I dati iniziali sono stati comparati a quelli raccolti dopo molti anni.

A distanza di 10 anni 42,6% di quelli che inizialmente appartenevano al gruppo WCH e 47,1% di quelli del gruppo MH erano passati nel gruppo con sostenuti valori alti della pressione. Dei normotesi all’inizio dello studio, solo il 18,2% era passato nel gruppo degli ipertesi veri.

 

Le auto misurazioni hanno un ruolo molto importante della diagnosi ed il follow-up dei pazienti con queste tipologie di ipertensione arteriosa. Le auto misurazioni hanno un valore predittivo di infarto miocardico e stroke più alto rispetto alle misurazioni eseguite nell’ambulatorio del medico.

 

Tra le due forme, la MH presenta una gravità maggiore perché è più difficile diagnosticarla e quindi, spesse volte non viene trattata. Durante la giornata, la pressione sembra normale, mentre a casa e la notte i valori sono al di sopra della norma. Anche alcuni pazienti ipertesi trattati presentano valori “ben controllati” della PA durante la giornata, mentre la notte, rimangono scoperti dalla terapia che non arriva a copre bene le 24 ore, ed hanno valori alti; assumendo gli antipertensivi la mattina presto è proprio la notte che presentano valori fuori misura.

 

Bisogna trovare una giusta distribuzione dei farmaci antipertensivi, in  modo da coprire nel modo migliore possibile le 24 ore, il periodo notturno compreso. L’impressione  che la notte si dorme e quindi la pressione è bassa è falsa ! Proprio per la difficoltà di diagnosi i pazienti con MH presentano una morbidità maggiore rispetto agli altri gruppi. E’ stato dimostrato che questo gruppo di malati presenta più frequentemente un importante danno di organo come la massa ventricolare sinistra (espressione dell’ipertrofia del ventricolo sinistro che si sviluppa per il super lavoro svolto dal ventricolo sinistro nel pompare il sangue contro una pressione aortica più alta).

 

Ricordiamo lo studio PAMELA anche per avere dimostrato che per la popolazione italiana, i valori normali della pressione arteriosa sia nel ambito ospedaliero che a domicilio del paziente sono 120-130 mmHg per la sistolica / 75-80 mmHg per la diastolica.

 

 

Mancia G et al. Hypertension 2009  http://hyper.ahajournals.org/content/54/2/226.long

Masserli FH. Hypertension 2009 http://hyper.ahajournals.org/content/54/2/217.long

PAMELA study:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11882636

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8866899

 

 

Dott. Vladimir Guluta

http://www.guluta.it/

cardiologo presso Maria Cecilia Hospital

Cotignola (RA)

 

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