×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 62

Notizie dalla letteratura internazionale

La stratificazione del rischio cardiovascolare (RCV) dei pazienti è sempre stato un obiettivo fondamentale della cardiologia moderna ed oggi è diventata più semplice...

 

La valutazione “della performance” dei tre markers più utilizzati, LDL colesterolo (LDL-C), apolipoproteina B (apoB) e non-HDL colesterolo (non-HDL-C) è stata sempre un argomento di dibattito scientifico.

Quale di questi tre markers ha “la forza” maggiore nell’identificare i pazienti a RCV ?

Dati della letteratura (più recentemente pubblicati da prestigiose riviste internazionali come Circulation, Am J Cardiol, J Am Coll Cardiol e JAMA sostengono che LDL-C e non-HDL-C, soprattutto quando vengono considerati insieme hanno un valore predittivo di malattie CV molto alto. Non solo, ma entrambi markers possiedono dei valori target che i cardiologi, attraverso la variazione dello stile di vita dei loro pazienti e con l’aiuto dei farmaci tentano di raggiungere.

Non-HDL-C non è un’analisi specifica, ma un valore che si ottiene semplicemente sottraendo dal colesterolo totale (CT) il valore del HDL colesterolo (HDL-C), il tutto in mg/dl:

non-HDL-C = (CT) – (HDL-C)

Quindi, senza costi aggiunti visi ottiene un marker del RCV di notevole potenza predittiva. Secondo le linee guida attualmente in vigore per i soggetti a RCV il valore del non-HDL-C deve essere < 130 mg/dl, addirittura meglio ancora  < 100 mg/dl se si tratta di soggetti considerati ad alto RCV.

 

 

 

LINK Clinical Relevance of Non-HDL Cholesterol in Patients With Diabetes

LINK Non-HDL-C levels linked to risk of cardiovascular events

 

 

Dott. Vladimir Guluta

http://www.guluta.it/

cardiologo presso Maria Cecilia Hospital

Cotignola (RA)

Log in to comment