Una giovane ventenne riferisce di essere affetta da brevi attacchi (dalla durata di circa 2-3 minuti) di tachicardia (frequenza circa 150 battiti/min), a cadenza regolare.

Gli episodi hanno un inizio ed una fine brusca e sono lievemente sintomatici (palpitazioni e senso di “testa vuota”). La paziente non presenta elementi anamnestici a favore di una specifica patologia cardiaca. Sotto questo profilo, anche la sua famiglia ha un’anamnesi negativa.

Quale è la più probabile diagnosi da prendere in considerazione ?

 

 

Si tratta di parossismi di tachicardia a 150 battiti al minuto, a cadenza regolare. In questa categoria, se escludiamo la tachicardia sinusale entrano la tachicardia atriale ed il flutter atriale con conduzione 1:1 oppure con BAV fisso, la TPSV (tachicardia parossistica sopraventricolare) e la tachicardia ventricolare (TV).

Tenendo conto della giovane età della paziente e dal carattere parossistico dell’aritmia ci orientiamo verso una TPSV. Sotto questo nome troviamo due tipi di aritmie; la tachicardia che coinvolge esclusivamente il nodo AV (la tachicardia da rientro giunzionale, TRG) e la tachicardia che coinvolge sia il nodo AV che una via atrio-ventricolare accessoria, anomala (la tachicardia da rientro atrio-ventricolare, TRAV) conosciuta come sindrome di Wolff-Parkinson-White (sindrome di WPW). La prima forma è quella più frequente nelle giovani donne, mentre la seconda è più comune nei giovani maschi.

Anche se non abbiamo visto ancora l’ECG durante la tachicardia orientiamo la nostra diagnosi verso una probabile TPSV di tipo TRAV.

Con i dati che abbiamo, in questo momento non è possibile escludere una TV. Ricordate che anche i giovani con cuori “normali” possono presentare delle aritmie severe come accade nella sindrome di Brugada, la sindrome del QT lungo, nella displasia aritmogena del ventricolo destro, ecc. In più, non sempre una TV rende il paziente incosciente, senza polso e respiro.

La paziente ha quindi bisogno di essere sottoposta ad una visita cardiologica e ad indagini specifiche per arrivare alla diagnosi definitiva.

 

Dott. Vladimir Guluta

http://www.guluta.it/

cardiologo presso Maria Cecilia Hospital

Cotignola (RA)

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